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La territorialità del cane: quando la difesa del territorio nasconde un malessere di Fido

L’eccessiva o ingiustificata territorialità può essere sentore di problemi comportamentali del cane, dovuti a vari fattori. Ecco quali possono essere.

La territorialità del cane
(Foto Adobe Stock)

Nell’immaginario collettivo Fido, oltre ad essere il migliore amico dell’essere umano, è per antonomasia il guardiano delle nostre abitazioni. La sua territorialità è una delle caratteristiche, d’altronde, che hanno consentito al cane di incrociare il suo destino con quello dell’uomo. Talvolta, tuttavia, un’eccessiva difesa del territorio può celare dei disagi. Scopriamo il perché.

Le funzioni di Fido

É difficile immaginare oggi il nostro animale d’affezione come uno strumento; d’altronde è un vero e proprio membro della famiglia, e ciò che ci lega a lui è un sentimento affettivo. Ma occorre prendere atto che la storia dell’essere umano si è intrecciata con quella di molti altri animali per una pura questione di utilità.

animali lavoratori
(Foto Adobe Stock)

E se il gatto è entrato nelle nostre vite come formidabile cacciatore di topi, tanto dannosi per le cibarie delle persone , il cane lo ha fatto come guardiano e sentinella.

Già l’uomo primitivo aveva compreso tale funzione; il cane, che seguiva i primi esseri umani per cibarsi degli avanzi dei loro pasti, con il suo abbaio li avvertiva della presenza di altri animali, predatori compresi (sull’argomento può interessare la lettura di Dov’è nata l’amicizia tra cane ed essere umano? La risposta da uno studio scientifico).

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Cane e territorialità: quando può essere un problema

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta. L’essere umano ha compreso molto presto che il cane è ben più di un semplice strumento; è un compagno fedele su cui poter contare in ogni momento. Ma, a dire il vero, mai è venuto meno l’uso dell’animale come strumento di lavoro.

Cane nella natura
(Foto Pixabay)

E nel corso del tempo l’impiego del cane ha trovato ospitalità in vari settori: da quello del soccorso (cani bagnino, cani di macerie) a quello della sicurezza (cani poliziotto), dalla medicina (cane impiegato come strumento per la pet therapy) al lavoro con gli animali da bestiame (il cane da gregge o mandria). Perfino la caccia si è servita del nostro amico a quattro zampe.

Ma, la classica delle funzioni, e che ancora oggi spinge molte persone a dotarsi di un cane (trascurando l’aspetto emotivo di cui ci si arricchisce adottandone uno), è quella di guardiano della nostra proprietà.

Il canide, è noto, è un animale territoriale, che difende il perimetro dall’accesso di soggetti estranei. Insomma, se il nostro amico a quattro zampe abbaia in difesa del territorio, non abbiamo nulla di cui preoccuparci: è un comportamento del tutto naturale.

Talvolta, tuttavia, la territorialità può celare dei disturbi comportamentali del cane; e questo avviene quando è eccessiva o semplicemente immotivata.

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Se un cane non riesce a comprendere quando si trova ad una reale (per quanto potenziale) minaccia, abbaiando e aggredendo ogni cosa si muova ad un passo dal cancello del nostro giardino, potrebbe esserci un problema.

Paura ed eccessivo nervosismo possono trovare la propria origine nello stress del cane, o in un’educazione errata. Vi sono cani più adatti di altri a fare da guardiano. D’altronde è l’essere umano ad averli plasmati, con caratteristiche ben determinate, per la creazioni di determinate razze canine.

Certo, poi al di là della razza c’è l’individuo singolo, con la sua storia, la sua educazione, le sue caratteristiche. Se non siete alla ricerca di un guardiano per la casa, poco importa della territorialità del cane; salvo che da questa non si evinca l’esistenza di una situazione problematica dell’animale.

In tal caso è nostro dovere rivolgerci al nostro veterinario di fiducia al fine di risolvere il disturbo che lo affligge.

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A. S.