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Redini del cavallo e il loro utilizzo

Le diverse redini del cavallo. La distinzione in base al tipo di monta e il loro utilizzo

redini equitazione
@Immagine d’archivio

L’interazione con il cavallo e il comando viene trasmesso infatti i cavalieri più esperti riescono a trasmettere indicazioni al cavallo anche solo spostando il proprio peso, i novizi utilizzano le redini come strumento predominante per il controllo del cavallo.

A cosa servono le redini

Le redini fanno parte dei finimenti del cavallo. Collegano l’imboccatura dell’equino al cavaliere e aiutano l’animale a capire i segnali trasmessi. Ovvero in parallelo al peso del cavaliere e alle gambe che guidano prevalentemente le direzioni del cavallo, le redini sono una sicurezza maggiore che perfezionano e assecondano il movimento. In nessun caso devono essere un fastidio per l’animale o uno strumento coercitivo.

Tipologie di redini

Ci sono diversi tipo di redini che si differenziano in base al tipo di monta (western/inglese) e a seconda della disciplina.
Le redini possono essere di diversi materiali, variano di misura e di peso. La particolarità della redine è che non deve scivolare dalle mani del cavaliere, alcune redini hanno una parte antiscivolo. Devono essere resistenti, non si devono spezzare con la trazione del cavallo. Alcune redini hanno anche una parte anti scivolo.

Il materiale può essere in cuoio, nylon, gomma oppure materiali combinati. Possono essere con materiali intrecciati, oppure con un rivestimento di gomma nella parte dell’impugnatura che ha un effetto anti scivolo.

Le redini in nylon o cotone hanno una cucitura in cuoio. Sono resistenti, economiche e hanno un’impugnatura sicura. Le redini in gomma presentano dei pallini antiscivolo. Le redini in cuoio sono più costose e richiedono maggiore cura, devono essere ingrassate per mantenerle morbide.

La misura varia in base alle dimensioni del cavallo e del cavaliere ma anche in base alla disciplina. Per i bambini dovranno essere più corte così come nel salto ad ostacoli in modo che il cavaliere non s’impiglia.

Per alcune imboccature sono necessarie due paia di redini sarà che in tal caso saranno di diversa lunghezza.

Le redini americane americane sono di norma più lunghe e non sono allacciate tra loro. Ovvero, la redine destra e quella sinistra sono indipendenti.

Al contrario, le redini per la monta inglese sono allacciate.

Le azioni delle redini

Le redini hanno una funzione precisa nel sollecitare un movimento al cavallo. Hanno un meccanismo preciso per cui un’azione del cavaliere provoca una risposta dell’animale.

L’azione delle redini/mani del cavaliere si relazione all’assetto e all’azione delle gambe. Devono essere tenute leggermente sopra al garrese e mai in tensione. Deve essere tenuta con il pugno, le falange verso l’interno, e devono passare tra il mignolo e sopra l’anulare, mentre il pollice chiude la presa in alto. Il pugno deve essere fermo e non creare sollecitazioni inutili sulle redini.

Nella monta western si possono tenere le redini in una sola mano, mentre nella monta inglese, sempre con le due mani.

Gioco di redini e riscaldamento

Devono essere morbide e solo all’occorrenza generare una tensione con l’imboccatura. Vanno in tensione per chiedere la variazioni dell’andatura o per indicare un’azione per poi essere allentate. Il lavoro di redini agisce quando viene richiesto in generale un impegno del posteriore. L’allentare la tensione permette al cavallo di completare l’azione richiesta.

Il collo deve essere morbido, per questo il lavoro di redini, nella fase di riscaldamento mira con azioni sulle redini a far decontrarre i muscoli. L’azione delle mani deve essere delicata e di norma viene effettuata con le quattro dita che si aprono e si chiudono in modo impercettibile, mantenendo il pollici a chiusura delle redini, in modo che il cavallo ammorbidisca la bocca.

Per il collo, l’azione può essere in contemporanea con entrambe le redini: all’altezza del garrese, si allargano le redini stimolando il cavallo ad avanzare. In questo modo tende alla cessione e a portare la testa a 90° con il suolo e ad arrotondare il collo. L’esercizio andrà ripetuto con una redine alla volta in modo da ammorbidire il muscolo a destra e a sinistra.

La redine deve avere la funzione d’invito. Non appena il cavallo risponde alla richiesta di azione ovvero accetta, deve essere allentata la tensione sulle redini.

Il contatto è fondamentale per creare un legame e un’intesa nel binomio cavallo/cavaliere.

Combinazione redini e gambe

Le redini sono suddivise in cinque gruppi di azione/effetti:  redine diretta di apertura, redine contraria (o d’appoggio), redine diretta di opposizione, redine contraria di opposizione davanti al garrese e redine contraria di opposizione dietro il garrese (o intermedia).

 

Queste azioni sono in relazione alla posizione delle mani: chiuse – aperte – basse – alte – fisse – neutre.

Infine, vi è un rapporto costante tra redini, posizione delle gambe e assetto del cavaliere. Si viene a creare in tal senso una sequenza con la quale si arriva all’azione: preparazione e impulso, che variano in base all’intensità.

C.D.