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Il cavallo si gratta: perché lo fa, come ci riesce e i rimedi migliori al suo prurito

Le cause del suo prurito possono essere diverse, ma con quali ‘mezzi’ il cavallo si gratta? Vediamo come ci riesce, quali sono le cause possibili e cosa fare per dargli sollievo.

Il cavallo si gratta
(Foto Pixabay)

Chi ha detto che solo le unghie possono dare sollievo al prurito? Il cavallo vi dimostrerà che non è sempre così! Infatti, se gli zoccoli non possono ‘assolvere’ a questa funzione di sollievo, di certo il nostro amico equino troverà altri mezzi per provare a grattare la parte che gli dà fastidio, col rischio di infiammarla. Per questo è assolutamente fondamentale riconoscerne le cause del cavallo che si gratta e provare a risolverle con i rimedi (anche naturali) che abbiamo a disposizione.

Prurito del cavallo: dove e come si gratta

Non potendo contare dunque su zampe con artigli affilati, quando il cavallo soffre di prurito cerca di ‘risolverlo’ strofinando il muso sulla parte che gli dà fastidio, con le ginocchia oppure con la lingua o ancora sfregando la zona interessata su qualche superficie.

Cavallo bianco
(Foto Pixabay)

Solitamente ci sono alcune parti del corpo particolarmente ‘soggette’ a questo tipo di problema, ovvero: gli occhi, la coda ma anche il muso e il collo. La conseguenza più frequente è che si formino delle crosticine e che la zona si infiammi.

A prima vista dunque il cavallo che ha prurito e che si gratta, solitamente presenterà questi segnali:

  • crosticine sparse sul corpo,
  • muso infiammato e spellato,
  • coda arruffata,
  • naso spelacchiato.

Oltre a questi segnali ben evidenti sul suo corpo, non sarà difficile accorgersi di questo continuo grattarsi da parte dell’animale soprattutto per il rumore continuo e costante, tipico di questa operazione.

Il cavallo si gratta: ‘tempi’ e cause del prurito

Quando siamo in stretto rapporto con un cavallo possiamo notare che ci sono particolari periodi dell’anno in cui si manifesta il prurito: in particolare d’estate gli insetti, in primis le mosche, gli danno molto fastidio.

Le alte temperature e il calore poi sono molto fastidiosi e possono far soffrire il cavallo di caldo: non è un  caso che i periodi di prurito più intenso siano compresi tra luglio ed ottobre.

Le cause possono essere le più disparate ma solitamente si tratta di:

  • infestazioni parassitarie (o verminosi),
  • dermatite da contatto,
  • allergie alimentari,
  • problemi di natura ormonale.

Parassiti: quali sono i ‘colpevoli’

Solitamente si tratta della causa più frequente del prurito del nostro amico equino: la verminosi è infatti diretta conseguenza dell’attacco di acari, funghi e pulci. Incredibile pensare come esseri così piccoli possano creare danni così ingenti anche ad animali di stazza decisamente superiore.

Cavallo coperto di mosche
(Foto Pixabay)

Solitamente il ciclo della verminosi è di 8 giorni: in questo periodo, oltre a notare il cavallo che si gratta e un certo nervosismo dell’animale, con un’analisi delle feci sarà possibile individuare con certezza la presenza di questi parassiti.

E le mosche che gli si attaccano al corpo? Sono sicuramente molto fastidiose perché, oltre a ronzargli attorno, possono penetrargli nella pelle e nutrirsi del suo sangue, oltre a deporre secrezioni che sfociano spesso in infezioni.

E’ importante capire come tenere lontane le mosche dai cavalli e in particolare insetti come:

  • la mosca cavallina,
  • tafani,
  • moscerini,
  • mosca nera,
  • zanzare,
  • api,
  • vespe.

Dermatite da contatto

Quando ad essere colpita è in particolare il suo bellissimo e lucente manto, spesso la causa è una dermatite del cavallo. Essa consiste in un’infiammazione della cute che si presenta agli inizi della stagione primaverile, proseguendo per tutta l’estate.

Purtroppo è un disturbo molto frequente e diffuso tra gli equini, dovuto a sostanze urticanti ma anche detergenti troppo aggressivi. Il segnale più allarmante, naturalmente, è il prurito soprattutto in zone localizzate, dove potremo notare facilmente una perdita di pelo.

Le zone più colpite sono solitamente l’attaccatura della coda e della criniera: facciamo attenzione perché queste parti del corpo potrebbero infiammarsi e coprirsi di piaghe, con il forte rischio di infezioni.

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Allergie alimentari nel cavallo

Quando a fargli male è qualcosa che ha mangiato, è assolutamente necessario procedere con una ‘dieta ad eliminazione’, ovvero un’alimentazione che escluda via via alcuni cibi per individuare quello ‘colpevole’.

Nella lista degli alimenti tossici per il cavallo, ritroviamo numerose piante ma anche il fieno ammuffito e alcuni cibi che difficilmente l’animale riuscirà a reperire da solo, come il cioccolato e gli alimenti lievitati.

Insomma questi cibi possono scatenare in lui diverse reazioni, tra cui quelle cutanee che interessano il suo manto: una volta individuata la causa, bisogna assolutamente eliminare quell’alimento e riprendere via via un’alimentazione più sana e adatta alle sue esigenze.

Problemi ormonali: la malattia di Cushing

Tra i disturbi ormonali più frequenti in questi splendidi animali, vi è sicuramente la sindrome di Cushing (noto anche come morbo di Cushing nel cane o nel gatto): si tratta di un disturbo endocrino (o ormonale) che comporta vari problemi, tra cui cambiamenti del manto e infezioni sparse.

Solitamente una cura farmacologica riesce a tenere sotto controllo la patologia, ma purtroppo dovrà essere somministrata per tutto l’arco della vita del cavallo, per evitare che la malattia si ripresenti.

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Il cavallo si gratta: i rimedi migliori contro il prurito

Vorremmo tanto stare tutto il giorno a togliergli di dosso le mosche che gli si appiccicano sul muso, attorno agli occhi, sul dorso e su tutte le altre parti del corpo.

Il cavallo si gratta
(Foto Pixabay)

I rimedi migliori sono costituiti da:

  • vermifugo,
  • balsami emollienti e cicatrizzanti (per le zone squamate e irritate),
  • prodotti che stimolano la crescita del pelo,
  • cambiamento nella dieta (evitando i cibi che possono dare reazioni alimentari),
  • fare attenzione alla sua salute con controlli periodici dal veterinario.

Francesca Ciardiello