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Parma, incidente mortale durante caccia

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cacciatore

In provincia di Parma è avvenuto un tragico incidente di caccia. L’episodio risale ad una settimana fa: lo scorso 30 ottobre un trentunenne è stato ucciso per errore da un compagno durante una battuta. A parlare di quanto successo è la LAV, che fornisce anche dei dati molto significativi circa la controversa pratica dell’attività venatoria: nella stagione 2015/2016, fra i mesi di settembre e gennaio, gli incidenti di caccia sono stati diversi e hanno provocato ben 16 decessi accidentali e 64 feriti, tra i quali sono compresi pure tre minorenni.

Le vittime non erano soltanto cacciatori ma anche escursionisti o passanti, gente insomma che aveva avuto la sfortuna di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Ovviamente poi le principali vittime di questa odiosa pratica che qualcuno definisce anche sport o hobby sono gli animali.

La LAV diffonde pure i numeri impressionanti delle fatalità avvenute solamente nelle scorse settimane: sono già 13 i morti e 20 i feriti, tra i quali 4 individui completamente estranei. Si sta già per eguagliare e superare il bollettino di guerra di un anno fa.

La caccia in Italia è praticata da circa 620.000 cacciatori, ai quali vanno aggiunti anche i bracconieri che sono molto di più di quello che si potrebbe pensare. Un recente sondaggio Eurispes ha divulgato i risultati relativi al tollerare o meno la caccia: 8 italiani su 10 si sono espressi in maniera negativa dichiarandosi contrari, anche se questa barbarie vede intorno a se un giro di soldi consistente legato a diverse industrie, come quella delle armi.

Gli interessi in ballo sono insomma importanti, abbastanza per resistere al parere sfavorevole dell’opinione pubblica. La LAV elenca anche i fattori negativi provocati dalla caccia: causa periodicamente incidenti fatali con mori e feriti, anche fra persone estranee ad essa; in molti casi legalizza la violazione della proprietà privata; mette a repentaglio di equilibri di flora e fauna; lascia residui di piombo delle cartucce sul territorio; provoca la morte anche di animali domestici; favorisce la circolazione di armi e fornisce un messaggio eticamente sbagliato, facendo passare l’uccisione di animali indifesi come un divertimento.

E mentre l’ENPA chiede al ministro Alfano di sospendere la caccia nei territori terremotati, eccovi un esempio di quanto sia realmente pericolosa la caccia, con un episodio gravissimo avvenuto il mese scorso.