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Torino, blitz animalista al mattatoio: interviene la Polizia, decine di denunce

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Torino, blitz animalista nella notte al mattatoio per bloccare il cosiddetto ‘corridoio della morte’: interviene la Polizia, decine di denunce.

torino blitz animalista
(screenshot video)

Un blitz in piena regola, che ora avrà delle conseguenze penali, quello messo in atto da un nutrito gruppo di animalisti, l’altra notte al mattatoio di Torino. La lotta per salvare gli animali dal macello viene condotta da ciascuno in maniera differente e sono molti coloro che si muovono nella legalità per impedire la mattanza. C’è poi chi – di fronte a fatti molto gravi che riguardano la terribile sorte che spetta a questi animali – è disposto a compiere atti che vanno contro la legalità.

Decine di animalisti denunciati: “Ma non ci fermiamo”

L’altra notte, cento animalisti provenienti da Italia, Francia, Svizzera e Belgio hanno bloccato il mattatoio di Torino, in via Traves. Gli attivisti si sono incatenati lungo il cosiddetto “corridoio della morte”. Si tratta del punto dove gli animali vengono ammassati prima di essere abbattuti. Il collettivo animalista si chiama 269 Libération Animale e gli attivisti arrivano da tutta Europa come spiegano essi stessi in una nota: “Venuti da tutta Europa, Belgio, Francia, Italia, Svizzera, dalle ore 2 di mattina ci siamo incatenati al mattatoio lungo il corridoio in cui gli animali vengono spinti prima di essere uccisi con l’obiettivo di impedire con i nostri corpi il massacro degli animali”.

Sul posto sono giunti nel giro di poco tempo la polizia e i vigili del fuoco: gli attivisti hanno opposto resistenza passiva e sono stati accompagnati fuori uno alla volta, qualcuno più infervorato di altri. Ora dovranno rispondere dei reati di invasione di terreni ed edificiviolenza privata, resistenza a pubblico ufficiale. Infatti, la Digos ne ha identificati e denunciati in tutto 97: si tratta di 58 francesi, 21 italiani, 12 belgi, 5 svizzeri e un bulgaro. Un portavoce degli attivisti ha spiegato: “Siamo riusciti a salvare gli animali che oggi sarebbero stati abbattuti”. Gli animalisti hanno promesso iniziative analoghe anche altrove.

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