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Arrivano in Italia i cani anti covid: fiutano il virus meglio dei tamponi

In arrivo presto in Italia i cani che riescono a riconoscere solo con il fiuto il virus del Covid 19: scopriamo le loro capacità.

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(Foto Pixabay)

All’estero sono già operativi quelli che vengono chiamati cani anti Covid, degli animali perfettamente addestrati per riconoscere con il loro olfatto le persone positive al coronavirus. Sembra che siano effettivi anche in modo migliore rispetto ai test tradizionali.

Cani anti Covid 19: all’estero già una una realtà

Secondo Aldo La Spina, questi cani che riescono a riconoscere le persone positive al coronavirus arriveranno presto, dopo circa un mese di addestramento.

Il nose work: giochi per sviluppare l'olfatto del cane
(Foto Pexels)

All’estero, invece, sono già operativi. In Finlandia vengono usati questi cani all’aeroporto di Helsinki, grazie a un progetto sperimentale dell’università della stessa città.

In Francia vengono usati in un progetto avviato in primavera, detto Nosais-Covid-19. Parliamo di dieci cani che vengono usati ormai su tutto il territorio nazionale.

Altri test sono stati effettuati negli aeroporti di Emirati Arabi Uniti e Libano, sempre usando dei campioni prelevati da bocca e trachea dei passeggeri.

Certo, al momento non è possibile ancora sostituire i normali test con i cani anti covid, ma sono perfettamente in grado di affiancarsi a tali metodologie.

Lo studio per questi cani è in atto in Germania, dove si lavora sul virus inattivo per studiare la percentuale di successo dei cani e come addestrarli correttamente allo scopo.

I test e l’addestramento vengono sempre effettuati nel massimo rispetto e tutela degli animali. Parliamo di cani domestici, quasi “da divano”.

I loro padroni li portano in laboratorio, quasi giocando con loro lavorando ai test, per cui vengono anche ricompensati con bocconcini e coccole, e al massimo per mezz’ora.

Come riescono a fiutare il Covid 19

Ma come fanno questi animali a riscontrare la presenza del virus del Covid 19? Ci riescono grazie al loro potentissimo olfatto, come succede anche per altre malattie.

I cani misurano il tempo con il naso
(Foto Flickr)

Il naso del cane è notoriamente potentissimo. Con 300 milioni di ricettori, contro i 5-6 milioni degli esseri umani, l’olfatto dei cani è davvero superiore al nostro.

La percentuale di successo è veramente impressionante. Parliamo anche del 98%, anche più dei tradizionali test che vengono utilizzati per verificare questa malattia.

E come sostiene Aldo La Spina, direttore tecnico dell’Onlus Medical Detection Dogs Italy, in Italia potrebbero arrivare dopo poche settimane di apposito addestramento.

In un primo momento c’è stato anche un certo scetticismo da parte di molti, ma l’esempio che abbiamo visto all’estero dimostra l’efficacia di questo metodo.

Tutto sembra sia partito da un’idea dell’università St. Joseph di Beirut, dopo aver notato che i reparti Covid degli ospedali avevano un odore particolare. E qui si è pensato all’olfatto dei cani.

Con i test standard, per avere un riferimento, la percentuale di attendibilità è del 70% circa. Proprio per questo è chiaro quanto l’utilizzo dei cani anti covid sia efficace.

L’addestratore di cani David Berceau, che ha seguito alcuni di questi animali, ha preparato un pastore belga per questo scopo: una razza dall’elevata resistenza, scelta appositamente.

L’Università della Pennsylvania, negli Stati Uniti, sta ricercando anche un metodo per aiutare i cani anti covid a fiutare il Covid 19 nell’urina e nel sudore delle persone.

La scienziata a capo di questa ricerca, Cynthia Otto, è certa della riuscita degli esperimenti, grazie al prodigioso olfatto dei nostri amici a quattro zampe.

Ma anche in Francia, la Scuola nazionale veterinaria di Alfort, sta addestrando 8 cani con l’uso di quasi 200 campioni di sudore di pazienti positivi e non al coronavirus.

La percentuale di successo in questo caso è dall’83 al 100 %. Parliamo di un risultato davvero impressionante.

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Il test utilizzato per il Coronavirus

Il test che viene effettuato dura meno di un minuto e – a differenza dei tamponi – non richiede il prelievo di saliva. Un ottimo esempio è quello dell’aeroporto finlandese.

Shiba Inu
(Foto Pixabay)

Qui, infatti, i cani annusano un campione di sudore dei passeggeri e, nel caso di esito positivo, il passeggero viene portato in un’area dedicata dello scalo per un tampone gratuito.

Questo tampone viene utilizzato come conferma del “sospetto” da parte del cane. E sembra che grazie al loro olfatto, i cani riescano effettivamente a riconoscere l’odore del virus nel sudore e nell’urina.

Come comunicano la positività? Se l’esito del test è negativo, il cane non ha reazioni e passa al prossimo campione. Nel caso di esito positivo, invece, emettono un particolare verso.

Si lavora quindi in modo simile a come avviene per altre malattie metaboliche e tumori, con una percentuale altissima di successo. In Italia arriveranno presto, incrociamo le dita.

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F. B.