Cavalli+e+carabinieri%3A+il+legame+straordinario+che+in+pochi+conoscono
amoreaquattrozampeit
/curiosita/cavalli-carabinieri-legame-straordinario/212014/amp/
Curiosità

Cavalli e carabinieri: il legame straordinario che in pochi conoscono

Tutte le curiosità sul legame tra cavalli e carabinieri: i segreti di un rapporto di fiducia straordinario che in pochi conoscono.

Il legame tra i cavalli e i carabinieri è indissolubile (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

C’è un silenzio operoso che avvolge le distese verdi del Centro di Selezione Equestre “Galeone-Gorgofreddo”, a Martina Franca. È il silenzio della natura che si rigenera, interrotto solo dal nitrito di Zeus, un puledro di razza Murgese dal mantello morello nato da pochi giorni. Zeus non è solo un nuovo nato; è il simbolo di una missione invisibile ma vitale che l’Arma dei Carabinieri porta avanti lontano dai riflettori delle parate nelle grandi città. Qui, tra le colline pugliesi e altri sei centri sparsi in tutta Italia, non si addestrano semplicemente animali di servizio: si protegge l’anima della biodiversità equina italiana.

Il legame indissolubile tra i cavalli e i carabinieri del raggruppamento biodiversità

Il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità gestisce oggi sette centri di selezione equestre distribuiti strategicamente tra Toscana, Veneto, Basilicata, Abruzzo e Puglia. Queste strutture non sono semplici scuderie, ma veri e propri santuari dove la genetica incontra la tradizione. Ogni anno, in questi presìdi, nascono oltre cento puledri, garantendo la sopravvivenza di razze che hanno rischiato l’estinzione sotto i colpi della meccanizzazione agricola.

L’addestramento dei cavalli dei carabinieri inizia sin dai primi momenti della loro vita (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

“Tuteliamo le razze equine autoctone valorizzandole e preservandone la conservazione”, spiega il Maresciallo Capo Federica Desprini, una donna che ha fatto del rapporto con il cavallo la missione di una vita. Tra le razze protette spiccano nomi che evocano la storia rurale del nostro Paese: il Murgese, fiero e imponente; il Maremmano, instancabile compagno di lavoro; il Persano e il Monterufolino. Questi ultimi due, in particolare, rappresentano casi critici: senza i programmi di selezione dell’Arma, queste stirpi storiche rischierebbero di svanire per sempre dai nostri orizzonti.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Il cavallo Jack rischia di annegare nelle acque gelide di un lago: il video del salvataggio

Il percorso che trasforma un puledro come il piccolo Zeus che da poco si è aggiunto ai cavalli di Martina Franca in un “collega” in uniforme inizia precocemente, ma senza alcuna forzatura. La parola d’ordine è doma naturale. Si tratta di un metodo non cruento che punta tutto sull’imprinting e sulla fiducia reciproca. Fin dai primi giorni, il puledro interagisce con l’uomo sotto lo sguardo attento della madre, in contesti che rispettano i ritmi biologici della specie.

I cavalli che vengono allevati dai carabinieri crescono al sicuro, in ambienti naturali e riserve, accuditi e nutriti con cura (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

“I cavalli crescono al sicuro, in ambienti naturali e riserve, accuditi e nutriti con cura”, racconta Desprini. Questo approccio garantisce che i circa 600 cavalli ospitati nei reparti non siano solo fisicamente idonei al servizio, ma psicologicamente equilibrati. Molti di loro diventeranno sentinelle dell’ambiente, impiegati nella sorveglianza delle aree protette dove la flessibilità del cavallo supera di gran lunga le possibilità di qualsiasi mezzo meccanico. Altri, i più imponenti, verranno scelti per il prestigioso Reggimento Corazzieri o per il Quarto Reggimento Carabinieri a Cavallo.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Ricevuto il regalo di Natale, un cane poliziotto non riesce a smettere di saltare per la gioia (VIDEO)

Il cuore pulsante di questo sistema è l’unione indissolubile tra il militare e il suo cavallo. Non è un rapporto gerarchico, ma una connessione empatica costruita nella quotidianità della scuderia. Il benessere psicofisico dell’animale è la priorità assoluta. Se un giorno il cavallo mostra disagio o riluttanza, non viene forzato. Si cerca di capire la causa, che sia un dolore fisico o un malessere passeggero, proponendo attività alternative. È un esercizio di pazienza e osservazione che trasforma l’animale in un partner.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Sai a quanto corre un cavallo? Non immagini che velocità

Il Maresciallo Desprini porta l’esempio del suo attuale compagno di servizio, Giulietto, un Murgese sereno e disponibile. “Mi fido molto di lui e lui si fida di me”, afferma. È una fiducia testata sul campo, frutto di anni passati tra le montagne abruzzesi dove la sua passione ha avuto inizio, fino ai centri di selezione dove ha visto nascere e crescere generazioni di puledri che oggi riconosce con emozione anche attraverso uno schermo televisivo durante le cerimonie ufficiali.

Il cuore pulsante di questo sistema è l’unione indissolubile tra il militare e il suo cavallo. Non è un rapporto gerarchico, ma una connessione empatica costruita nella quotidianità della scuderia (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Un aspetto significativo che emerge dal racconto di Desprini è il ruolo crescente delle donne nei reparti ippomontati. L’equitazione è, per sua natura, una disciplina meritocratica dove la forza bruta soccombe di fronte alla tecnica e alla sensibilità. “Sono convinta che noi donne riusciamo a creare un legame molto forte con i cavalli, spesso con maggiore empatia“, osserva il Maresciallo.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> In ambulanza c’è la sua amata sorella: il cavallo la rincorre disperato ed emozionato – VIDEO

Negli ultimi anni, la presenza femminile nell’Arma è cresciuta esponenzialmente, portando una nuova sfumatura nel modo di intendere il rapporto con l’animale. La sfida, per le giovani donne, è aperta: le specializzazioni interne offrono percorsi professionali dove la passione per la natura può tradursi in un servizio concreto per la collettività. Quando un cavallo diventa troppo anziano per il servizio attivo, nel gergo militare si parla di “riforma”, ma per l’Arma non significa dismissione. I centri di selezione fungono anche da “case di riposo” d’eccellenza. Gli animali che hanno servito lo Stato trovano un pensionamento sereno nelle riserve naturali protette, godendosi il meritato riposo tra i pascoli.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Un primo cittadino molto particolare: il pony Patrick è diventato sindaco di un villaggio inglese (FOTO)

In molti casi, tuttavia, il legame con il conduttore è così forte che il militare sceglie l’affidamento permanente. Il cavaliere ha la precedenza assoluta perché, dopo anni di vita in comune, l’animale è ormai parte della famiglia. Per quei cavalli che non possono essere seguiti dai loro vecchi compagni, si aprono le porte della pet therapy presso associazioni selezionate, dove la loro indole docile e la loro esperienza diventano una risorsa terapeutica preziosa per chi soffre.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Lo scempio continua: cavallo esausto si getta al suolo per aver trascinato i turisti sotto il sole cocente in città

Dietro la maestosità di una carica o la solennità di una parata, batte dunque un cuore fatto di conservazione genetica e amore per la terra. I sette Centri di Selezione Equestre rappresentano un’eccellenza italiana che va oltre la sicurezza pubblica. Il lavoro di professionisti come Federica Desprini ricorda che, in un mondo sempre più tecnologico, esiste ancora una dimensione in cui la fiducia si conquista con una carezza e il rispetto si costruisce giorno dopo giorno, in un linguaggio silenzioso che unisce l’uomo e il cavallo per tutta la vita. (di Elisabetta Guglielmi)

Elisabetta Guglielmi

Conseguita a pieni voti la maturità scientifica, ho intrapreso una carriera umanistica. Ho una laurea triennale in Lettere moderne e due lauree magistrali in Filologia moderna e in Editoria e scrittura; ho un master di Editoria, giornalismo e management culturale. Sono appassionata di scrittura, lettura, disegno e viaggi, e naturalmente di natura e animali. Sono giornalista pubblicista.

Published by
Elisabetta Guglielmi

Articoli recenti

  • News e storie

“Il mio pitone sta morendo”: la storia che sta facendo il giro dei social

Il padrone è disperato: il caso del pitone nel terrario che non ha più topi…

7 ore ago
  • Curiosità

Il segreto dei piccioni viaggiatori: come fanno a sapere dove andare

Il segreto dei piccioni viaggiatori: la loro incredibile abilità di ritrovare la strada di casa,…

10 ore ago
  • News e storie

Sevizie sugli animali in una nota università italiana: 10 persone finiscono in tribunale

Maxi inchiesta sulle sevizie sugli animali nei laboratori universitari: tra gli imputati professori, responsabili del…

1 giorno ago