Home Gatti Alimentazione Gatti I gusti alimentari del gatto: quali sono, cosa cambia e come capirlo

I gusti alimentari del gatto: quali sono, cosa cambia e come capirlo

Quali sono le preferenze di micio in gatto di alimentazione? Sappiamo che è molto esigente, ma vediamo quali sono i gusti alimentari del gatto.

I gusti alimentari del gatto
(Foto AdobeStock)

Dare da mangiare a un animale fa parte della cura che abbiamo di lui, ma talvolta è lui stesso che ci rende l’operazione molto complessa: ovviamente stiamo parlando del gatto. E’ di sicuro esigente, sofisticato nella scelta dei cibi e addirittura sulle modalità con le quali essi vengono somministrati. Probabilmente la scelta dei cibi che più gli piacciono sarà difficile e non così immediata, ma capire i gusti alimentari del gatto sarà di certo molto utile.

Gatto vs uomo: la sfida del gusto

E’ vero: i gatti possono rifiutarsi di mangiare per una marea di motivi, non ultimo quel posto della ciotola che non deve mai essere accanto alla lettiera. Ma non sempre si tratta di capricci, poiché anche il senso del gusto fa la sua parte.

I gusti alimentari del gatto
(Foto Pixabay)

I recettori del gusto, ovvero le papille gustative feline, si trovano non solo sulla lingua ma anche sul palato molle, sulle labbra, guance e gola. Alla varietà ed abbondanza di recettori però non corrisponde una altrettanto varia quantità di gusti che sono percepiti dal micio.

Infatti, per quanto riguarda gusti e sapori, quelli che il felino riesce a percepire sembrano davvero molto limitati. Come mai? La motivazione è da ricercarsi soprattutto nelle abitudini alimentari del gatto che, essendo prettamente carnivoro, è ‘abituato’ solo ad un certo tipo di cibo, la carne appunto.

Se per quanto riguarda olfatto e vista noi umani dobbiamo spesso sottostare agli animali, per quanto riguarda il senso del gusto possiamo prenderci la nostra ‘rivincita’. Da sempre l’essere umano è abituato ad assaggiare e variare la sua alimentazione, sperimentando e accostando sapori anche molto distanti tra loro.

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I gusti alimentari del gatto: ad ogni ‘zona’ il suo gusto

Abbiamo già detto che le papille gustative feline sono sparse in varie zone, ma parte che ciascuna di esse riesca a percepire meglio un gusto piuttosto che un altro. Sarà meglio procedere con qualche esempio per essere più chiari.

La punta e il margine anterolaterale della lingua sembrano essere maggiormente sensibili al gusto salato, mentre con la base e il margine posterolaterale di essa il gatto sente il sapore amaro.

Il gusto acido pare riescano a percepirlo in tutte le ‘zone’ della bocca, a differenza di quello dolce che fanno fatica a gustare, come già detto in Perché il gatto non sente il sapore dolce? Tutti i motivi. In effetti questo è ottimo, poiché gli zuccheri potrebbero apportare non pochi danni alla loro salute.

I gusti alimentari del gatto: cosa gli piace di più

Tradotto in termini di ‘tipi’ di alimenti, quali sono i cibi che fanno gola ai nostri amati felini domestici? Alcuni studi scientifici sembrano essere arrivati ad una scoperta particolare, che vede ai primi posti della classifica dei gusti alimentari felini:

I gusti alimentari del gatto
(Foto AdobeStock)
  • i grassi animali,
  • alcuni frutti come melone e banana,
  • olive,
  • ortaggi come la zucca e il sedano,
  • gusti forti come l’anice
  • aminoacidi come prolina, alanina e lisina.

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I gusti alimentari del gatto: a che serve conoscerli

Non si tratta di una semplice curiosità da soddisfare: conoscere i gusti alimentari del felino è molto importante anche per variare la sua alimentazione. Scegliendo i cibi giusti possiamo anche rendere più ‘semplice’ il passaggio da un cibo a un altro.

Micio che si lecca le labbra
(Foto Pixabay)

I veterinari infatti consigliando di variare, seppur con moderazione e gradualmente, la dieta del felino, per fare in modo che fin da cucciolo si abitui a qualsiasi tipo di cibo. E’ vero che si tratta dunque di un animale schizzinoso in fatto di cibo, ma è altrettanto vero che il nostro ruolo è quello di educarlo al meglio ad un’alimentazione varia ma equilibrata.

Quindi per inserire un nuovo cibo nel menù quotidiano di Micio, è utile ‘mischiare’ i sapori e accompagnare il nuovo cibo con uno di quelli sopra citati, che di sicuro gli piacciono. Ciò non significa che il cambiamento avverrà in fretta e sarà recepito al meglio, ma è di certo un valido tentativo.

Anche se un cibo gli piace poi non vuol dire che bisogna abusarne: attenzione a non esagerare con le quantità. Ad esempio se siamo certi che il gatto può mangiare la zucca, dobbiamo comunque fare attenzione a possibili intolleranze o allergie.

Francesca Ciardiello