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Il gatto ha l’alito cattivo: cosa fare

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L’alitosi è un problema piuttosto diffuso che colpisce i gatti

alitosi gatto
Alitosi del gatto

Indice

  1. Problema ai denti
    1. Prevenire l’alitosi
      1. Dieta del gatto per combattere l’alitosi
        1. Pulizia dei denti del gatto
        2. Terapie disturbi dentali

          Capita che il nostro gatto abbia l’alito cattivo. Questo dipende da diversi fattori legati alla pulizia dei denti. Un problema piuttosto comune e diffuso che colpisce i felini domestici in età adulta. La soluzione migliore consiste nella prevenzione, tuttavia, la pulizia dei denti del gatto è un tema che non viene spesso affrontato. Per evitare l’alitosi è pertanto fondamentale curare i denti del gatto, a partire dall’alimentazione.

          I disturbi dentali del gatto possono derivare da diversi fattori come gengiviti, carie, tartaro o salivazione eccessiva fino ad intolleranze di tipo alimentare.

          Problema ai denti

          Il primo campanello d’allarme in caso di disturbi dentali è l’alito cattivo, accompagnato ad altri sintomi comuni, tra i quali arrossamento delle gengive, tartaro di colore giallo-marrone e salivazione eccessiva, fino a problemi di masticazione e di conseguenza dimagrimento dell’animale.

          Segnali che potrebbero indicare un disturbo lieve o più o meno grave.

          • gengiviti (infiammazioni alle gengive)
          • carie a uno stadio avanzato
          • parodontite
          • stomatite
          • difficoltà nella digestione del gatto
          • infezioni dentali che possono diffondersi a colpire altri organi come fegato, reni e stomaco
          • ulcere

          Per quanto riguarda l’odore dell’alito può variare. Se scagiona un odore simile all’urina potrebbe indicare una patologia renale, mentre un odore più fruttato potrebbe indicare l’insorgere del diabete. Sintomi più gravi come odore puzzolente accompagnato da vomito, perdita di appetito e mucose giallastre sono segnali di un’infezione del fegato.

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          Prevenire l’alitosi

          Controllo veterinario

          Osservare il gatto aiuta a capire il problema, controllando anche all’interno della bocca. Portare regolarmente il gatto dal veterinario contribuisce a prevenire infezioni dentali di vario tipo. Per i giovani esemplari è sufficiente una visita veterinaria una volta l’anno, mentre per gli esemplari più anziani, due volte l’anno.

          In caso di comparsa del tartaro sarà necessaria una cura dentale specialistica per la rimozione del tartaro, con in alcuni casi la rimozione di denti danneggiati e cure per la placca.

          Dieta del gatto per combattere l’alitosi

          L’alimentazione del gatto è fondamentale per i denti. Il cibo secco, come i croccantini per gatti, previene l’alitosi. Infatti, il croccantino sminuzzato e mordicchiato mantiene puliti i denti, prevenendo la formazione del tartaro.

          Un altro fattore che incide sulla formazione del tartaro è l’acqua. Il gatto deve bere almeno 300-500 ml di acqua al giorno in modo che non vi sia accumulo di batteri nella cavità orale.

          E’ anche suggerito, per gli esemplari anziani o gli esemplari predisposti alla formazione del tartaro, ricorrere a cibi specifici per la cura dentale, in modo da prevenire la formazione della placca e l’insorgenza dell’alito cattivo.

          Pulizia dei denti del gatto

          Pulizia dei denti del gatto

          Tra gli altri metodi per la prevenzione, è possibile abituare il gatto fin da cucciolo alla pulizia dei denti.
          Esistono in commercio dei dentifrici specifici per gatti anche in formato spray.
          Sarà sufficiente pulire i denti due volte a settimana per evitare la formazione del tartaro.

          Tra gli altri metodi preventivi, l’erba gatto è un rimedio naturale efficiente per l’alitosi. I gatti mordicchiano l’erba che ha un odore alla mente e mantiene l’igiene orale del felino domestico.

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          Terapie disturbi dentali

          Per prima cosa è necessario individuare la causa dell’alitosi se si tratta di un problema lieve o di un’infezione o una patologia più grave legata agli organi.

          In base al tipo di disturbo e alla diagnosi, il veterinario potrà optare per diversi interventi o terapie. Che sia la rimozione della placca oppure con terapie farmacologiche a base di antibiotici o antinfiammatori.
          Potrà essere anche richiesto un cambio di dieta alimentari basata su cibi ipoallergenici o studiati appositamente per i problemi del cavo orale.

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          C.D.

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