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Mamma gatta nell’educazione del gattino: come lo fa e cosa sapere

Quanto conta il ruolo di mamma gatta nell’educazione del gattino? Cosa c’è da scoprire sulle prime e fondamentali lezioni di vita del micio.

Mamma gatta nell'educazione del gattino
(Foto Pixabay)

Chi meglio di una madre può dare consigli al proprio figlio perché possa avere le ‘basi’ necessarie per affrontare la vita? In realtà in questo non siamo poi così diversi dai nostri adorati felini: il ruolo di mamma gatta nell’educazione del gattino è assolutamente fondamentale. Scopriamo qualcosa in più sul suo ruolo da ‘mentore’ e quando iniziano i suoi insegnamenti.

Mamma gatta: un ruolo speciale per tutti i suoi cuccioli

Non si tratta solo di colei che ha dato loro la vita (che non è poco) ma della prima presenza che i gattini avvertono una volta venuti al mondo. Purtroppo non sempre i piccoli felini hanno la fortuna di vivere appieno la loro mamma, specie se per qualche motivo ne sono allontanati.

Cucciolo
(Foto Pixabay)

Il fatto che quando un micio cresce per i primi tre mesi con la figura di mamma gatta sia poi un gatto adulto più felice non è assolutamente un caso: si vede che gli insegnamenti che lei riesce ad impartire sono fondamentali. Si tratta di un’esperienza che dovrebbe essere irrinunciabile per ogni felino, quando possibile naturalmente.

Mamma gatta nell’educazione del gattino: gli studi di etologia

La psicoetologa Ewa Pinci sostiene che l’educazione di mamma gatta ai suoi gattini sia un elemento indispensabile nella crescita di questi ultimi, poiché insegna loro a non essere ‘inesperti’ e inibiti davanti agli eventi della vita.

gatta e gattini
(foto Pixabay)

Un micio ‘istruito’ dalla mamma impara a gestire le sue reazioni e a rapportarle alle situazioni: un micio appena nato non sa neppure gestire la sua forza e, seppur con l’intento di giocare, può ferire gli altri molto facilmente. Sta dunque alla mamma dettare uno ‘stop’ e mettere un freno alla sua irruenza.

Quando inizia il ruolo di insegnante di mamma gatta per i gattini

Sembra scontato ma non lo è: fin da subito mamma gatta è un punto di riferimento per i suoi piccoli. Non si tratta solo di contatto corporeo, ma anche e soprattutto di essere per loro una sorta di ‘fonte di ispirazione’.

I gattini giustamente sviluppano, soprattutto nei primi tre mesi di vita, un rapporto di ‘dipendenza’ dalla figura materna: per questo diventa estremamente problematico quando è la figura materna a mancare: la sola cosa da fare in questo caso è tentare di far crescere il micio neonato con i suoi simili.

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Mamma gatta nell’educazione dei gattini: come ci riesce

Si tratta di istinto: mamma gatta ‘conosce’ il mondo, sa come funziona, conosce le regola da seguire e gli errori da evitare. Come riesce a farsi capire dai suoi piccoli? Frenando i loro impeti ma anche e soprattutto dando loro l’esemplo.

E’ necessario che all’inizio si dimostri un po’ ‘dura’ nei loro confronti, anche per evitare che possano farsi del male, non essendo in grado di dosare la loro forza (soprattutto nell’uso degli artigli).

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E quando non c’è?

Fare a meno della mamma è generalmente difficile sempre e per tutti: la sola cosa che possiamo fare quando mamma gatta non può badare ai suoi piccoli (o quando ad esempio mamma gatta non allatta) è quella di non farli sentire soli.

Gattini da soli
(Foto Pixabay)

Il distacco precoce dalla figura materna potrebbe avere serie conseguenze in futuro: ci si potrebbe ritrovare a prendersi cura di un gatto traumatizzato. Non bisogna mai perdere la pazienza, usare calma e dolcezza, magari aiutandosi con oggetti che donano calore e relax.

Ma attenzione: essere dolci non deve tradursi in assenza di fermezza. E’ importante che diventiamo noi umani il punto di riferimento dei piccoli felini!

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Antonio D’Agostino