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Cisti nel gatto: i vari tipi, le cause, i sintomi ed i rimedi

Le cisti nel gatto possono essere di vari tipi: scopriamo quali sono le cause ed i rimedi più indicati per affrontare il disturbo.

Cisti nel gatto
(Foto Adobe Stock)

Accarezzare il pelo morbido e soffice del gatto, per gli amanti del piccolo felino, è uno dei grandi piaceri della vita. Può capitare tuttavia, che questo gesto di affetto nei confronti dell’animale si possa trasformare in un’ispezione involontaria del suo corpo. Se notiamo un rigonfiamento della sulla pelle del gatto, potremmo trovarci di fronte ad una cisti. Ecco cosa sapere a riguardo.

I vari tipi di cisti

La cisti si presenta come un rigonfiamento, di dimensioni variabili, sulla pelle del gatto.

Cisti
(Foto Adobe Stock)

Nella maggior parte dei casi sono benigne e non destano preoccupazione per la vita dell’animale. Facilmente identificabili al tatto, in genere non provocano dolore al piccolo felino.

Distinguiamo tra varie tipologie di cisti:

  • Cisti sebacea: è la più comune tra le varie possibili forme che possono manifestarsi. In genere benigne, contengono un liquido che va assorbito al fine di evitare l’insorgenza di infezioni. Possono manifestarsi in ogni parte del corpo;
  • Cisti follicolare: insieme alla luteinica, è una delle due forme di cisti ovariche che possono svilupparsi nel gatto. Anch’esse sono caratterizzate dalla presenza di liquido; la loro insorgenza è legata a disturbi ormonali.

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Le cause

La cisti ha una crescita graduale, ed è facilmente individuabile accarezzando il gatto, e, successivamente, anche da un punto di vista visivo.

gatto veterinario
(Foto Adobe Stock)

L’accumulo del materiale in un dato punto, tale da formare la cisti, è dovuto all’ostruzione del condotto di una ghiandola sebacea, cosa che non consente il normale deflusso del liquido.

Tale occlusione può essere dovuta ad un graffio, ad una patologia della pelle, ad un qualsiasi trauma di carattere generale che coinvolga la zona in cui si è successivamente formata la cisti.

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I rimedi

Le cisti, come detto, nella maggior parte dei casi hanno carattere benigno; in alcuni casi, tuttavia, potrebbe essere sintomo di un problema più grave.

Gatto e veterinario
(Foto Adobe Stock)

Il veterinario, anche in base alla forma, dimensioni e posizione del rigonfiamento, potrebbe prescrivere degli esami volti ad accertarne la natura, per escludere che si possa trattare di un tumore nel gatto.

Se viene invece confermata la natura benigna dell’escrescenza, la rimozione potrebbe non essere strettamente necessaria. Dunque, in assenza di altri fattori di disturbo, il veterinario potrebbe consigliare di limitarsi a monitorare lo stato della cisti del gatto.

L’escrescenza, tuttavia, in alcuni casi potrebbe raggiungere la dimensioni superiori a tre centimetri di diametro.

Gli inconvenienti possono essere diversi: il primo, è che il liquido all’interno favorisca l’insorgenza di un’infezione nel felino; il secondo è che una dimensione eccessiva dell’accumulo di liquido, se sorta in una particolare posizione, potrebbe dar fastidio, se non addirittura dolore al gatto.

In entrambi i casi potrebbe essere necessario procedere all’eliminazione della cisti. Le soluzioni percorribili sono due: o il drenaggio del liquido in essa contenuto, o la rimozione chirurgica della stessa.

Antonio Scaramozza