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Avvelenamento da paracetamolo nel gatto: sintomi, diagnosi e trattamento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:48
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L’avvelenamento da paracetamolo nel gatto una situazione di emergenza, vediamo la causa, i sintomi e il trattamento per salvare il felino.

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L’errore più grave che si possa fare è l’avvelenamento da paracetamolo nel gatto.(Foto Pixabay)

Nonostante, il gatto sia famoso per la capacità che ha di curare la sua igiene e di automedicarsi nel caso si senta male, il nostro amore per l’amico a quattro zampe, ci fa commettere errori spesso anche molto gravi verso il nostro animale.

In modo del tutto sbagliato, alcune persone pensano di poter curare da sole il proprio gatto senza consultare il veterinario. L’automedicazione è una cattiva abitudine che usiamo fare su noi stessi e sui nostri amici animali.

L’errore più grave che si possa fare è l’avvelenamento da paracetamolo nel gatto. Vediamo nei prossimi paragrafi quali le cause, i sintomi, il trattamento e la prognosi di questa brutta situazioni per il gatto.

Paracetamolo per il gatto è corretto?

cura gatto medicine
I farmaci umani pericolosi per il gatto (Foto iStock)

Il paracetamolo si trova in molte forme e può danneggiare i nostri animali domestici. Ciò include le formule liquide per bambini, compresse e polveri in bustine. Questo farmaco, che si ottiene facilmente senza prescrizione medica, viene generalmente utilizzato per alleviare il dolore.

Il paracetamolo, è il farmaco più comunemente prescritto nell’uomo. È presente in quasi tutte le case è molto diffuso e perciò anche molto usato dall’uomo per combattere il dolore o la febbre. Ma sai che questo farmaco è altamente tossico per il gatto? L’avvelenamento da paracetamolo nel gatto, causa la morte del felino con una sola compressa in alcuni casi.

Ricorda di non dare mai medicinali per cani o gatti per uso umano poiché possono reagire in modo molto diverso da noi. Il gatto è molto sensibile al paracetamolo, molto più dei cani e degli umani.

In tutte le specie, il paracetamolo viene digerito dal fegato, ma per il gatto avviene diversamente e sfortunatamente, ciò si traduce in una sostanza tossica che porta a gravi complicazioni. Vi è un grave danno al fegato e una riduzione della capacità dei globuli rossi di trasportare ossigeno nel corpo.

Causa dell’avvelenamento da paracetamolo nel gatto

Vomito del gatto
Vomito del gatto: i possibili motivi e cosa fare per aiutarlo

L‘avvelenamento da paracetamolo nel gatto, è generalmente il risultato di automedicazione da parte del proprietario o, più raramente, di ingestione accidentale da parte del gatto. Una singola dose di 600 mg può essere letale nel nostro animale, poiché provoca anche insufficienza epatica.

La somministrazione di paracetamolo al nostro gatto per evitare dolore o febbre è un altro dei casi più comuni di avvelenamento felino. La somministrazione avviene perché il proprietario lo fornisce al gatto quando lo vede giù, dolorante (cadute, stomaco ) o pensa che il gatto possa avere la febbre.

Molto raramente un gatto può mangiare una pillola da solo magari perché è caduta a terra o è stata lasciata incustodita dal proprietario. Il povero gatto può sperimentare livelli di tossicità con un minimo di 10 mg per kg di peso corporeo.

Sintomi

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I sintomi clinici sono invece simili a quelli provocati da una reazione allergica(Foto Pixabay)

Nel gatto per cause ancora sconosciute, i sintomi clinici sono invece simili a quelli provocati da una reazione allergica. I segnali più comuni che si possono scatenare per avvelenamento da paracetamolo nel gatto possono essere i seguenti, a circa una-due ore dall’ingestione:

  • faccia gonfia, collo o arti;
  • gengive di colore grigio-brunastro;
  • respiro affannoso del gatto;
  • ipotermia (temperatura corporea anormalmente bassa);
  • vomito;
  • ittero (colore giallastro sulla pelle, bianco degli occhi), a causa di danni al fegato.

Trattamento dell’avvelenamento da paracetamolo nel gatto

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Avvelenamento da paracetamolo nel gatto.( Foto Pixabay)

In generale l’avvelenamento da paracetamolo nel gatto viene trattato come una situazione di emergenza. Se hai motivo di dubitare che l’animale possa avere ingerito paracetamolo, per uno dei motivi precedentemente descritti, rivolgiti immediatamente al medico, poiché potrebbe essere necessario un trattamento.

Il veterinario eseguirà sul gatto un profilo ematico chimico, un emocromo completo e un’analisi delle urine per determinare il livello di tossicità, in modo da poter prescrivere un potenziale trattamento. Il trattamento tempestivo è essenziale per dare al tuo gatto le migliori possibilità di recupero e sopravvivenza.

Il trattamento precoce è indispensabile, per dare al tuo gatto le migliori possibilità di recupero e sopravvivenza. Se l’intossicazione è recente il medico veterinario, può valutare la possibilità di ricorrere a farmaci che inducano il vomito, associati alla somministrazione di carbone attivato per ridurre il più possibile l’assorbimento del farmaco ingerito.

La prognosi dell’animale dipende dalla velocità con cui viene accompagnato dal veterinario e dalla possibilità di somministrare l’antidoto. Una rapida reazione da parte del proprietario che si rende conto che il suo gatto ha ingerito il paracetamolo o una rapida segnalazione al veterinario che il gatto ha assunto questo farmaco può salvare la vita del gatto.

Se l’avvelenamento da paracetamolo nel gatto, se è trattato in modo tempestivo, darà una prognosi buona. Se il gatto non viene curato per diverse ore dopo aver consumato paracetamolo, potrebbe non sopravvivere. I gatti sono ovviamente molto diversi dagli umani ed è semplicemente rischioso somministrare ai gatti farmaci per uso umano.

Gli antidolorifici non soggetti a prescrizione utili per l’uomo non devono essere somministrati ai gatti. Ci sono molti antidolorifici sicuri per il gatto, sviluppati appositamente per loro e sono disponibili dal tuo veterinario. Il medico può raccomandare piccole dosi di farmaci da banco per animali, considerando il peso dell’animale e valutarne il dosaggio. Se sei preoccupato per la salute del tuo gatto, chiama prima di tutto il veterinario.

Raffaella Lauretta

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