Il suo salvataggio è un messaggio di speranza per tutti gli animali a rischio: il pangolino Stevie è tornato libero dopo mesi di cure e il traffico illegale.

Era in un traffico illegale di esemplari quando colui che sarebbe diventato il suo angelo custode (e di cui porta il nome) lo ha salvato da un destino che sembrava già scritto: dopo mesi di cure, finalmente il pangolino Stevie è tornato libero e abbastanza in forze da poter vivere nella natura con i suoi simili. Come lui, tanti esemplari sono in pericolo poiché spesso nel mirino dei cacciatori, ma il suo salvataggio è un messaggio di speranza per tutti gli altri.
Il pangolino Stevie è tornato libero: salvato da un traffico illegale di esemplari
Aveva solo tre mesi questo cucciolo della specie Temminck (spesso si tende a far confusione tra armadillo e pangolino) quando è stato tratto in salvo da quello che sembrava un destino scritto e crudele: faceva parte delle ‘merci’ in un traffico illegale di animali esotici in Sudafrica, precisamente nella zona della capitale Johannesburg. Nel 2021 l’agente cinofilo della polizia locale Steven Koen, impegnato nelle operazioni di salvataggio e di lotta al bracconaggio, lo ha salvato.

Ma non solo: questo valoroso agente è addirittura riuscito a far arrestare uno dei responsabili. un agguerrito bracconiere e trafficante di pangolini. Ma perché ci sono acquirenti interessati all’acquisto di pangolini e perché questo animale (tra le specie animali a rischio estinzione nei prossimi 10 anni) è tanto ambito? Uno dei motivi per cui il pangolino è diventato il primo tra gli animali più richiesti nel mercato nero è a causa delle sue scaglie, fatte di cheratina, e della sua carne.
Tra le caratteristiche del pangolino vi è sicuramente la sua ‘armatura’ esterna: le squame che formano una corazza protettiva per l’animale contro il possibile nemico, sono appunto formate dalla stessa sostanza delle nostre unghie e non solo, ovvero la cheratina. Una volta squamato, tali scaglie vengono essiccate e polverizzate, per poi essere rivendute sul mercato della medicina tradizionale asiatica (benché sui reali benefici di questa sostanza aleggino ancora non pochi dubbi).
Infine la sua carne viene considerata pregiata e anche molto pregiata, tale da essere ambita soprattutto sulle tavole di ricchi commensali abbienti soprattutto in Cina e Vietnam.
Il pangolino Stevie è tornato libero: le lunghe cure e il ritorno nella natura
Il suo nome è un chiaro omaggio a colui che lo aveva tratto in salvo, tuttavia pur essendo al sicuro, la vita di Stevie era ben lungi dall’essere considerata davvero fuori pericolo. Infatti, dopo il salvataggio, il pangolino è stato sottoposto a diverse cure e a un lungo percorso di riabilitazione durato almeno sei mesi, a cura della dottoressa Kelsey Skinner.

Le sue condizioni, da stabili, sono migliorate al punto da poterne accettare il rilascio in natura: Stevie è così potuto tornare tra i suoi simili nell’anno 2022. Grazie ad una dieta personalizzata, il suo peso si è col tempo stabilizzato, arrivando a circa 6 kg e le sue condizioni di salute ottime. La sua storia è considerata una luce di speranza per tutti quegli esemplari di pangolino che sono da sempre nelle mire di bracconieri e trafficanti illegali.
Scopri le altre interessanti storie della nostra redazione:
- “Così si tutela il bracconaggio”. Gli ambientalisti contro la legge sui richiami vivi in Veneto
- Nota un piccolo animale rosa per la strada: si avvicina e resta senza parole
Oggi si crede che possa avere una lunga vita, tuttavia il messaggio che vuole trasmettere la sua avventura è di monito verso tutti coloro che si macchiano si questi atroci crimini ma anche di grande conforto, per tutti quegli animali che ancora attendono di essere salvati.