In Toscana si è aperta la stagione della caccia: centinaia di animali purtroppo moriranno nonostante il parere negativo dell’Ispra

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Finiranno nell’obiettivo dei cacciatori nonostante i divieti dell’Ispra: la stagione della caccia in Toscana è aperta e mette in pericolo alcuni animali rari.

Stagione della caccia in Toscana: l’Ispra ha perso contro la giunta (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Se n’è parlato, si è discusso tanto e sono state fatte richieste esplicite per proteggere gli animali, in particolare alcune specie rare, dal fucile di cacciatori senza scrupoli. Ma ad ora pare che a nulla sia servito tutto questo: la stagione della caccia in Toscana si è aperta e ora alcuni animali come l’Ibis e i cuccioli di capriolo sono in serio pericolo. Ecco quali sono state le richieste dell’Ispra e cosa invece accade nella regione toscana che ha dato il ‘via libera’ a tutti gli appassionati di ‘arte’ venatoria.

Stagione della caccia in Toscana: ignorati i ‘divieti’ dell’Ispra

E’ guerra aperta tra l’Ispra (l’istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e la Giunta regionale della Regione Toscana: i primi avevano espressamente richiesto di non attuare modalità di caccia o, quanto meno, limitarla in periodi particolari, mentre l’amministrazione locale ha aperto il periodo venatorio, adducendo le sue (seppur, a parere di molti, inconsistenti) motivazioni.

Ma andiamo con ordine: i pareri dell’Ispra non possono da soli essere vincolanti per alcune decisioni che concernono il calendario venatorio. Qualora il Tar intervenisse nella questione, l’organismo avrebbe il ‘potere’ di annullare le disposizioni regionali. Ma stavolta la Regione Toscana non solo ha autorizzato il prelievo dell’esemplare capriolo, compresi femmine e cuccioli, dal 15 agosto al 30 settembre, ma anche a Ibis sacro e lepre in periodi considerati ‘delicati’.

Infatti proprio nel periodo l’Ispra che smonta la riforma della caccia aveva chiesto a gran voce di ‘vietare’ il prelievo e la caccia, ovvero dalla metà di agosto alla fine del mese di settembre, si svolge la delicata fase di allattamento da parte delle femmine ai loro cuccioli di capriolo. Inoltre l’Ibis sacro è una specie in via di espansione qui in Italia, sebbene abbia una cattiva fama: quella di essere pericolosa per l’ecosistema e la biodiversità.

Oltre a questi animali già citati sono in pericolo anche l’ibis eremita e l’ibis mignattaio (che in condizioni di luce non favorevoli e ad occhio non esperto potrebbero risultare simili a quello sacro), oltre agli esemplari di lepre.

Stagione della caccia in Toscana: la Giunta si ‘difende’

Sebbene agli esponenti della LAV e del WWf, che hanno chiesto chiaramente alla Regione Toscana di sospendere il periodo venatorio e ascoltare le ragioni dell’Ispra, la giunta regionale ha invece chiarito la sua posizione. Non si tratta, secondo gli amministratori locali, di dichiarare guerra al mondo animale, anzi di proteggere la biodiversità e l’intero ecosistema.

Stagione della caccia in Toscana: l’amministrazione condanna l’Ibis sacro (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

La motivazione principale del via libera alla caccia è la tutela dell’agricoltura e la prevenzione di eventuali danni, ma anche il contenimento delle popolazioni di specie aliene invasive (come appunto è l’ibis sacro), sebbene un nuovo studio sulla caccia in Francia dimostra che non serve a ridurre i danni della fauna selvatica.

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Purtroppo le decisioni dell’Ispra non risultano in alcun modo vincolanti né tantomeno ‘utili’ a frenare le decisioni della Giunta. Inoltre la Legge157/1992 autorizza e regolamenta la stagione venatoria: quindi in realtà non ci si potrebbe appellare nemmeno a livello legale alle decisioni della Regione in questione.