Zaporizhzhia, il canile distrutto da un drone: 13 cani morti in un attacco che racconta l’orrore della guerra

Zaporizhzhia, il canile distrutto da un drone: 13 cani morti in un attacco che racconta l’orrore della guerra.

cani feriti in Ucraina
L’attacco al rifugio “Give Me Your Paw, My Friend” durante la guerra in Ucraina ha portato alla morte degli ospiti del canile (Foto -amoreaquattrozampe.it)

La guerra, nel suo volto più crudo, non distingue tra obiettivi militari e santuari di vita. All’alba di un venerdì qualsiasi, il sibilo metallico di un drone ha squarciato il silenzio di Zaporizhzhia, trasformando un rifugio per animali in un cimitero a cielo aperto. Il bilancio è straziante: almeno 13 cani uccisi, decine di feriti e una struttura, simbolo di resilienza decennale, ridotta in macerie fumanti.

L’attacco al canile di Zaporizhzhia: almeno tredici cani uccisi nelle ultime 24 ore dai droni in Ucraina

L’attacco al rifugio per animali “Give Me Your Paw, My Friend” (“Dammi la tua zampa, amico mio”) è il manifesto di una brutalità che travalica i confini dell’umanità, andando a colpire gli innocenti. Le scene descritte dai reporter dell’AFP giunti sul posto poco dopo l’esplosione raccontano la disperazione tra le carcasse di metallo dei recinti e i detriti degli uffici.

soldato salva il cane
La distruzione a Zaporizhzhia di un rifugio per animali trasformato in un cimitero a cielo aperto (Foto -amoreaquattrozampe.it)

Alina Fober, una volontaria di soli 18 anni, ha affidato alle agenzie un racconto che difficilmente potrà essere dimenticato: “È terribile. I cani sono stati fatti a pezzi dalle schegge, parti dei loro corpi erano rimaste attaccate alle recinzioni. Per me è molto difficile parlarne. Li conoscevo tutti, li aiutavo. Erano cani buoni, bellissimi”. Quei cani non erano semplici “animali da canile”, ma compagni di vita che avevano già subito il trauma della guerra, venendo evacuati in precedenza dalle zone di combattimento più calde.

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Secondo le ricostruzioni, l’attacco è avvenuto intorno alle 9 del mattino. Il ronzio caratteristico dei droni russi, ormai tristemente noto come il “suono della morte” in Ucraina, ha preceduto di pochi istanti la deflagrazione. Iryna, membro dello staff di 41 anni, ha descritto l’istante del colpo come un collasso della realtà: “Abbiamo sentito questo terribile ronzio, poi un’esplosione. La scena fuori era orribile. Tutti i cani che si trovavano nell’area dell’impatto sono morti sul colpo. Recinti, alberi, detriti, fumo, fuoco. Faceva paura”. Il rifugio si trova a circa 30 chilometri dalla linea del fronte. Una distanza che, in teoria, dovrebbe offrire una parvenza di sicurezza, ma che nella realtà dei fatti si è rivelata una linea d’ombra facilmente valicabile dalla tecnologia dei droni. Da oltre dieci anni, questa struttura rappresentava un rifugio sicuro per centinaia di animali ; oggi, gran parte di quel lavoro è stato spazzato via in un secondo.

cagnolino in guerra
I cani spaventati dalle bombe e dai droni che uccidono e distruggono tutto ciò che è loro intorno (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Il Comune di Zaporizhzhia ha confermato l’accaduto e l’azienda comunale “Bytovyk” ha coordinato il trasporto d’urgenza dei cani feriti verso le cliniche veterinarie della città. Regina Kharchenko, segretaria del Consiglio comunale e sindaca ad interim, ha diffuso video strazianti che mostrano l’entità dei danni: recinti divelti, strutture portanti crollate e, ovunque, i segni delle schegge che non hanno lasciato scampo agli occupanti dei box. Prima dell’attacco, il centro ospitava oltre 500 tra cani e gatti, molti dei quali reduci da situazioni di abbandono o salvati dalle macerie di altre città colpite.

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L’episodio di Zaporizhzhia si inserisce in una scia di sangue che colpisce il settore zootecnico e i rifugi di tutta l’Ucraina. Da quando l’invasione russa ha avuto inizio, circa quattro anni fa, gli animali sono diventati vittime collaterali di una strategia di logoramento che non risparmia nulla. A ottobre scorso, un attacco nella regione di Kharkiv ha causato la morte di circa 13.000 maiali in una fattoria locale. Lo scorso settembre un bombardamento vicino a Kyiv ha centrato un centro ippico, uccidendo sette cavalli e distruggendo le scuderie.

cucciolo triste
Non solo gli esseri umani ma anche gli animali vengono profondamente colpiti dalla guerra (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Anche le strutture come lo zoo di Mykolaiv o i parchi naturali del sud hanno visto morire esemplari rari non solo per le bombe, ma anche per lo stress da esplosione e la mancanza di rifornimenti. Questi numeri raccontano una tragedia parallela a quella umana. Oltre alla crisi dei profughi, l’Europa si trova ad affrontare una devastazione ecologica e faunistica di proporzioni inedite.

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Nonostante il dolore, la comunità di Zaporizhzhia non si arrende. Mentre i veterinari operano d’urgenza gli animali feriti, i volontari cercano i quattro zampe dispersi che, terrorizzati dal boato, sono fuggiti nelle aree circostanti. La storia di questi 13 cani ricorda che la guerra non finisce dove si fermano le trincee, ma prosegue in ogni cortile, in ogni stalla e in ogni rifugio dove degli esseri umani, nonostante tutto, scelgono ancora di prendersi cura di chi è più debole di loro.

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A sedici mesi dall’inizio della guerra in Ucraina, a rendere ancora più drammatica la situazione ha contribuito lo scoppio della diga di Nova Kakhovka, costruita quasi settanta anni fa sul fiume Dnieper nel sud dell’Ucraina. Il crollo è avvenuto lo scorso 6 giugno in seguito a un’esplosione la cui responsabilità è da attribuire con certezza, secondo le ultime fonti, alla Russia. Le acque che si sono riversate dopo il crollo della diga hanno devastato interi villaggi e città, causando la morte di centinaia di esseri viventi, umani e animali, e costringendo i superstiti a una fuga disperata sotto il fuoco nemico. Oggi, a quasi quattro anni dallo scoppio della guerra, il conflitto assume sempre più i contorni inquietanti di una crisi umanitaria e di un disastro ambientale senza precedenti. (di Elisabetta Guglielmi)

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