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Glomerulonefrite nel gerbillo: cause, sintomi e trattamento

Glomerulonefrite nel gerbillo, è una malattia di natura infiammatoria che interessa i reni del roditore. Vediamo cause, sintomi e cura.

gerbillo
(Foto AdobeStock)

La malattia danneggia parti del rene, portando infine all’insufficienza renale. Per fortuna si tratta di una patologia che può essere trattata se presa in tempo.

Generalmente, i soggetti maggiormente colpiti sono i gerbilli che hanno superato l’anno di vita o più.

Esistono numerose forme di glomerulonefrite, con patogenesi, decorso e prognosi differenti, che vanno da forme asintomatiche a forme letali evolventi in modo acuto o cronico verso l’insufficienza renale.

In questo articolo andremo a capire quali le cause, i sintomi e il trattamento della glomerulonefrite nel gerbillo.

Cause della glomerulonefrite nel gerbillo

Le cause che possono portare l’insorgenza della glomerulonefrite nel gerbillo possono essere dovute a malattie infettive e non infettive, ovvero:

  • tumori maligni;
  • tumori benigni;
  • infezioni batteriche;
  • infezioni virali.

Sintomi

I sintomi clinici della glomerulonefrite nel gerbillo possono essere piuttosto variabili.

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(Foto AdobeStock)

In alcuni casi la malattia può colpire senza la manifestazione di alcun sintomo.

Il sospetto della malattia glomerulare nasce dalla presenza di proteinuria a seguito di un esame delle urine, effettuato a tutt’altro scopo.

Ci sono invece altri casi in cui possono presentare i seguenti sintomi:

  • mancanza di appetito nel gerbillo;
  • letargia;
  • dimagrimento;
  • cattivo aspetto del pelo;
  • eccessiva minzione e consumo eccessivo di acqua;
  • respirazione rapida o affannosa;
  • frequenza cardiaca rapida;
  • temperatura corporea elevata;
  • cecità (dovuta al distacco della retina o ad emorragia retinica);
  • gonfiore a zampe, muso, garretti o scroto nei maschi o gonfiore addominale (causato da una raccolta di liquido nell’addome).

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Diagnosi e trattamento della glomerulonefrite nel gerbillo

Per poter diagnosticare la glomerulonefrite nel gerbillo, al veterinario basterà analizzare un campione di urina, per valutare la presenza di proteinuria e determinare la funzionalità renale dell’animale.

Inoltre potrà valutare di eseguire i seguenti esami:

  • radiografie toraciche e addominali per lo screening di malattie infettive, infiammatorie o neoplastiche sottostanti.
  • esame ecografico addominale per la valutazione della struttura renale e degli altri organi interni, come fegato e milza.

Infine, la diagnosi definitiva di glomerulonefrite nel gerbillo richiede una biopsia renale che può essere eseguita con metodica eco-guidata per minimizzare il rischio di complicanze e assicurare la raccolta di un adeguato campione tissutale.

Stabilita la diagnosi il veterinario prescriverà il trattamento che allo stato attuale è quello più efficace e specifico in caso di glomerulonefrite.

Si tratta dell’eliminazione degli antigeni offendenti, siano essi agenti infettivi o antigeni tumorali. Inoltre prescriverà anche la somministrazione di liquidi, corticosteroidi e antibiotici.

Nell’eventualità che l’animale dovesse risultare piuttosto debole, si potrà procedere con una terapia di supporto con integratori di vitamina B.

Ricordatevi che riconoscere i segnali di malessere nel vostro gerbillo è utile a potergli salvare la vita, in quanto molto spesso la prognosi positiva viene fuori dalla tempestività dell’intervento.

Trattare rapidamente le infezioni può aiutare a ridurre la possibilità che questi agenti infettivi colpiscano i reni del gerbillo. La glomerulonefrite se non trattata, può portare ad insufficienza renale cronica.

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Raffaella Lauretta