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I principali problemi di salute della tartaruga: causa, sintomi e trattamento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:08
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I principali problemi di salute della tartaruga: impariamo a riconoscere i sintomi e cosa possiamo fare per aiutare il nostro animale domestico a guarire.

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Tartaruga.(Foto Pixabay)

Oggi sempre più persone adottano un animale domestico che non è per forza un cane o un gatto. Spesso decidono di prendere un rettile e qualche volta la scelta ricade su una testuggine. Diventa così fondamentale imparare a conoscere le necessità di questo animale e soprattutto essere a conoscenza dei principali problemi di salute della tartaruga.

I principali problemi di salute della tartaruga

tartaruga può mangiare frutta
I principali problemi di salute della tartaruga(Foto AdobeStock)

La lentezza della tartaruga fa pensare ad un animale poco reattivo e invece è il solo il suo stile di vita. Si muove piano ma va lontano. Nonostante questo suo modo di muoversi è un animale vivace e curioso.

Per niente statica e laddove dovesse apparire apatica, è il momento di iniziare ad osservarlo con più attenzione, per escludere eventuali malattie delle tartarughe di terra. Di seguito riportiamo i principali problemi di salute della tartaruga.

Traumi alla corazza

piramidismo della tartaruga
Traumi della tartaruga (Foto Flickr)

Uno dei principali motivi per cui le tartarughe vengono accompagnate dal veterinario, sono proprio i traumi alla corazza, questo succede sia alle tartarughe di terra, sia quelle acquatiche.

Anche se il carapace di questo animale ha una struttura molto robusta, non riesce a difendersi contro traumi di una certa entità, come cadute da balconi, morsi di cani, schiacciamenti ad opera di auto o cancelli, fratture da taglio ad opera di falciatrici.

Esistono diverse tecniche di riduzione delle fratture del carapace che variano in base al tipo di danno e all’età della tartaruga. Ma come prima cosa se si dovesse presentare questo tipo di problema, è portare immediatamente la tartaruga dal veterinario.

Il medico saprà come intervenire partendo da una prima indagine fisica, osservando lo stato dell’animale e procedendo con radiografie per verificare eventuali danni interni, l’assenza di danni neurologici e stabilire il metodo migliore per ridurre la frattura.

Effettuerà delle terapie di disinfezione locale e somministrerà antibiotici sistemici e per poter ridurre la frattura applicherà viti, cerchiaggi o resine.

Ingestione di sassi e sabbia

Vita media della tartaruga
Ingestione di sabbia e sassi (Foto Pixabay)

La tartaruga terrestre si nutre a livello del suolo e spesso ingerisce piccole pietre, carta, frammenti dal substrato, sabbia, tutto questo a volte può generare dei problemi di ostruzione intestinale.

Spesso però succede che questa ricerca di determinati materiali da parte della tartaruga sia dovuto al fatto che non riceve sufficiente minerali e quindi una dieta alimentare sbagliata, fatta di carenze, spinge questo animale a procurarsi alimenti che poi tali non sono e risultano nocivi.

Liberare l’intestino del rettile dal materiale estraneo può risultare al quanto complicato. Cercare quindi di dare una adeguata alimentazione alla tartaruga, fornirle sempre dell’acqua, anche se si tratta di tartarughe provenienti da ambienti aridi.

Evitare sassolini troppo piccoli. Se tutto ciò non dovesse bastare e la tartaruga dovesse ingerire sassi o sabbia non c’è da aspettare ma bisognerà recarsi dal veterinario. Il medico interverrà con i dovuti mezzi, ossia: radiografie e clisteri per causare l’espulsione dei materiali che ostruiscono il tratto digestivo.

Carenza di calcio

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È un minerale che permetterà di rafforzare il loro guscio e impedisce all’animale di deformarsi. (Foto Flickr)

La tartaruga generalmente soddisfa il suo fabbisogno di calcio naturalmente, ottenendolo dall’acqua dolce, attraverso la vegetazione che ingeriscono o dalle particelle che si trovano sul fondo di stagni, acquari o fiumi.

Ma spesso ciò non è sufficiente ragion per cui è doveroso ricorrere ad integratori alimentari di calcio. È un minerale che permetterà di rafforzare il loro guscio e impedisce all’animale di deformarsi.

Per poter individuare la possibile carenza di calcio nella tartaruga, ci sono determinati sintomi da non sottovalutare, come: il guscio morbido (la tartaruga potrebbe essere sottoposta a un processo di decalcificazione), colore giallastro del guscio, poca attività motoria.

Davanti a questi segnali al quanto evidenti è fondamentale agire tempestivamente. Recarsi dal veterinario è la soluzione migliore e lui provvederà a prescrivere blocchi di calcio sono un integratore interessante che di solito sono composti da solfato di calcio e carbonato di calcio.

Carenza di vitamina A

Tartaruga
La carenza di vitamina A è la patologia più comune tra le tartarughe acquatiche(Foto Pixabay)

La carenza di vitamina A è la patologia più comune tra le tartarughe acquatiche ma molto meno diffusa tra quelle terrestri. Si manifesta non prima dei sei mesi di vita ed è causata da un’alimentazione errata, spesso basata esclusivamente su prodotti confezionati (come per esempio i gamberetti essiccati).

Il ruolo della vitamina A nella tartaruga è quello di dare sostegno alla vista, aiutare la procreazione e sostenere la crescita delle ossa, oltre ad aiutare aiuto ai linfociti nella lotta alle infezioni (batteri, funghi, ecc). Rendersi conto della carenza di vitamina A nella tartaruga è abbastanza evidente, basti osservare gli occhi.

Essi appaiono serrati, gonfi e, nei casi cronici, presentano un accumulo giallastro (pus) sotto le palpebre. La tartaruga mostrerà letargia ed inappetenza, con successiva perdita di peso; quindi bisognerà intervenire in fretta per evitare la morte per denutrizione.

Se la tartaruga si trova in una fase iniziale della patologia, si potrà intervenire da casa con dei bagni nell’acqua salmastra (5 gr. di sale per litro) o in acqua e camomilla, che sono antibatterici ed antinfiammatori naturali.

Se dovesse superare questa fase bisognerà alimentare la tartaruga con alimenti ricchi di vitamina A come: il fegato di pollo, il tarassaco e le carote. Laddove la tartaruga dovesse invece essere in uno stadio più avanzato o non riprendersi dopo questi tentativi, sarà fondamentale rivolgersi al veterinario.

Infezione da herpesvirus

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L’herpesvirus è una grave infezione virale della tartaruga, si diffonde attraverso il contatto diretto tra i elementi infetti. (foto Pixabay)

L’herpesvirus è una grave infezione virale della tartaruga, si diffonde attraverso il contatto diretto tra i elementi infetti. Gli herpesvirus in una tartaruga sana con alte difese non causeranno problemi, a meno che non sia un ceppo proveniente da un’altra area o specie. Ma se la tartaruga è mal nutrita, stressata o soffre di un’altra malattia complementare, il suo sistema difensivo può diminuire e che l’herpesvirus può svilupparsi.

Accorgersi di questa infezione nella tartaruga è abbastanza semplice, in quanto essa mostrerà dei sintomi al quanto evidenti come: inappetenza, perdita di peso, uno strato sieroso bianco o giallo che copre completamente l’interno della bocca e della lingua, occhi serrati, naso che cola, respira a bocca aperta e affannosamente e una scarsa coordinazione nel movimento.

Davanti a questi sintomi è doveroso portare l’animale dal veterinario, il quale interverrà con esami del sangue e radiografie con cui valutare la salute generale della tartaruga, questo non rileva l’herpesvirus, ma altre malattie complementari che potrebbero essere state la causa di basse difese.

Procederà successivamente con somministrazione di una soluzione antibiotica e antinfiammatoria, che potrebbe essere necessario ripeterlo ogni 48-72 ore o comunque fino alla scomparsa dei sintomi. Più presto si interverrà migliore sarà la possibilità di curare la tartaruga.

Durante la cura è importante controllare l’urina e le feci prodotte poiché alcuni dei farmaci usati per combattere le infezioni possono influenzare il fegato e i reni.

Vermi intestinali

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(Foto Pixabay)

Anche se per gli animali che vivono in natura è molto difficile individuare la presenza di vermi intestinali o comunque parassiti, per le tartarughe che vivono in cattività è qualcosa che è possibile sia prevedere, individuare e curare.

Anche se molte tartarughe ospitano parassiti intestinali senza dare alcun tipo di sintomo, di solito si osservano diarrea, disidratazione, perdita di appetito e perdita di peso, oltre ad altre condizioni associate (blefarite, rinite, ulcerazioni della mucosa, polmonite, ecc.).

Per questo motivo sono necessari un esame fisico dettagliato e un’anamnesi accurata. Le conseguenze dirette della parassitosi intestinale possono essere ostruzione, sindrome da malassorbimento, prolasso cloacale, migrazione larvale verso altri organi e morte per infezioni secondarie o indebolimento cronico.

Per evitare o almeno contenere questa situazione è molto importante effettuare visite periodiche e mantenere una condizione di igiene e disinfezioni regolari per contenere o evitare infestazioni di pericolosi parassiti interni ed esterni.

Fra i vermi intestinali più comuni nelle tartarughe ricordiamo in prima battuta gli elminti, soprattutto ascaridi e ossiuri. Rivolgersi al veterinario per poter procedere con il trattamento per la cura della tartaruga, che di solito consiste nella somministrazione di vermifughi.

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Raffaella Lauretta