Home Curiosita Perché i serpenti non hanno zampe? Come si muovono? Spiegazione e curiosità

Perché i serpenti non hanno zampe? Come si muovono? Spiegazione e curiosità

Perché i serpenti non hanno zampe? Non le hanno mai avute o le hanno perse? Come fanno a spostarsi da un posto all’altro senza avere gli arti? 

serpente
(Foto AdobeStock)

All’incirca 150 milioni di anni fa, ossia nel periodo Cretaceo, i serpenti erano animali più simili alle lucertole, diversi da come oggi appaiono.

Vi starete chiedendo: “Diversi in cosa?” La loro diversità consisteva maggiormente nell’avere le gambe ed era questo a renderli più simili alle lucertole.

Ma qual è stata la causa della perdita proprio di quegli arti? Come fanno oggi a muoversi senza l’uso delle gambe? Scopriamolo insieme.

Perché i serpenti non hanno le zampe? Le hanno mai avute?

Attualmente esistono circa 3.500 specie di serpenti, stimate dagli studiosi, tuttavia ciò che invece è meno chiara è la loro evoluzione.

animali senza zampe
(Foto AdobeStock)

I serpenti appartengono al gruppo dei rettili, in merito alle origini dei serpenti, ad oggi si sostengono due teorie: una riguarda le lucertole terrestri, l’altra quelle marine.

Grazie al ritrovamento di alcuni fossili, entrambe le teorie sembrano essere veritiere. Ma la domanda che ci poniamo è: “Considerando proprio il forte legame con le lucertole, perché a differenza loro i serpenti non hanno le zampe?”

La risposta sembra essere nelle piccole mutazioni che gli antenati degli attuali serpenti hanno subito e hanno permesso loro di evolversi al loro stato attuale.

Solo alcune specie primitive, come boa e pitoni, conservano ancora le tracce delle zampe posteriori che sporgono dal loro corpo sinuoso. Rudimenti di arti che invece sono totalmente cancellati nelle specie più evolute, come i cobra.

Tutto questo, come dicevamo, è legato a piccole mutazioni di due geni Hox, che hanno portato alla completa perdita delle zampe nei serpenti, che in origine invece erano presenti.

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Come fanno a muoversi?

Ricapitolando, i serpenti non hanno le gambe e sono pure in un certo qual modo avvantaggiati, ma come fanno a muoversi?

Serpenti che non mangiano roditori
(Foto Unsplash)

Questi rettili sono dotati di 200-400 vertebre della colonna vertebrale (una spina dorsale estremamente lunga e flessibile) attaccate ciascuna a un paio di costole e funzionano come gambe, terminando con muscoli forti collegati a squame. Questi sono fissati al suolo, mentre i muscoli spingono il corpo in avanti.

Grazie poi alla ruvidezza del terreno, i serpenti riescono ad avanzare contrapponendo una spinta contraria alla direzione che percorrono.

Alcuni serpenti applicano una versione estrema del contorcimento detta “ondulazione laterale”, che consente loro di spostarsi nonostante l’assenza di appigli su cui fare leva, come ad esempio particolari superfici tipo la sabbia, totalmente inconsistenti.

Ciò che poi permette ai serpenti di prendere il massimo della velocità è il movimento ondulatorio che fa tra l’altro assumere ai serpenti una curva a forma di “S”, ma comporta un maggiore dispendio di energie, rispetto al normale avanzamento.

Questi animali sono in grado di raggiungere velocità notevoli semplicemente strisciando sul terreno, quelli più veloci toccano mediamente i 10 km all’ora. In conclusione possiamo dire che tanto male non è andata questa loro evoluzione.

I vantaggi di non avere le gambe

Pensare che i serpenti, essendo sprovvisti di gambe, siano per questo svantaggiati, è totalmente sbagliato. Infatti non possedere le zampe si è rivelata una vera fortuna per i serpenti.

La loro mancanza, permette a questi rettili di scivolare e infilarsi in buchi minutissimi, come i nidi e le tane delle prede.

Inoltre, i serpenti sempre grazie alla non presenza delle gambe, possono sfuggire ai predatori più grandi di loro nascondendosi in spazi impercettibili, tra le rocce o sottoterra.

Inoltre possono muoversi rapidamente attraverso le rocce, scavare nelle fessure, arrampicarsi sugli alberi e nuotare agilmente.

Queste capacità derivano dalla combinazione di tre fattori: flessibilità della colonna vertebrale, muscoli forti e presenza di squame nella parte inferiore del corpo.

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Ettore D’Andrea