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Tasche guanciali del criceto: a cosa servono e come prendersene cura

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:35
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Le tasche guanciali del criceto sono fondamentali per la sopravvivenza e il benessere di questo piccolo roditore: ecco a cosa servono e cosa succede se si ammalano.

tasche guanciali criceto
Le tasche guanciali del criceto (Foto iStock)

Chiunque abbia adottato un criceto o abbia avuto occasione di vederne uno da vicino avrà fatto caso alle loro simpatiche guanciotte morbide: anche se ci sembrano solamente un’altra delle caratteristiche che rendono questi piccoli roditori uno dei più amati animali da compagnia del mondo, in realtà le tasche guanciali svolgono un ruolo molto importante nella vita del criceto.

Le tasche guanciali sono delle pieghe naturalmente presenti nella mucosa orale del criceto, all’altezza appunto delle guance: quando sono vuote, sono quasi invisibili dall’esterno ma se si riempiono di cibo si notano come appunto accennato in apertura.
Queste tasche hanno una funzione molto importante per i criceti e possono purtroppo contrarre alcune patologie anche gravi: in questo articolo, scopriamo a cosa servono e come prendersi cura delle tasche guanciali del criceto.

Tasche guanciali del criceto: tutto ciò che devi sapere

criceto russo
Esemplare di criceto russo (Foto Pixabay)

Il criceto, si sa, è un animale dal carattere particolarmente timido e schivo, nonché un po’ fifone: ecco perché la natura ha pensato di dotarlo di un sistema per immagazzinare il cibo in modo da poter consumare i pasti nella sua tana, in un secondo momento rispetto alla fase di ricerca e raccolta del cibo.

I criceti possono infatti conservare all’interno della bocca il cibo che recuperano, per poi portarlo lontano da sguardi indiscreti e consumarlo in santa pace: ecco che entrano in gioco proprio le tasche guanciali, due vere e proprie bisacce naturali che si dilatano fino a raggiungere le dimensioni di una noce ciascuna che il piccolo roditore riempie di cibo da portar via.

Oltre a tornare nella sua tana per mangiare il cibo raccolto, il criceto può anche depositare quello che avanza in una vera e propria dispensa per le sue riserve personali: un’abitudine che conserva anche nella vita domestica, tanto che una tana piuttosto grande da poter fungere anche da deposito per il cibo è tra gli accessori indispensabili per la gabbia dei criceti.

Tuttavia, le guance del criceto con le relative tasche possono anche incorrere in problematiche di diverso genere: scopriamo quindi quali sono le patologie a carico delle tasche guanciali del criceto.

Malattie delle tasche guanciali del criceto

dorato
Esemplare di criceto dorato

La maggior parte delle visite del criceto dal veterinario dipendono proprio da un problema alle tasche guanciali: questi animaletti possono infatti riscontrare alcuni problemi piuttosto comuni, che a volte però è importante saper riconoscere in tempo. In particolare, abbiamo tre possibili malattie delle tasche guanciali: ferite o ascessi, costipazione e prolasso.

FERITE E ASCESSI

Le ferite della parete interna della tasca guanciale sono spesso causate da alimenti appuntiti o taglienti che il criceto deposita all’interno della bocca: può bastare un pezzetto di guscio o un seme più appuntito per causare un taglio, seppur piccolissimo, sulla superficie della mucosa che riveste la tasca.

Come accade a qualsiasi essere vivente, l’interno della bocca ospita un numero elevatissimo di batteri che possono infettare le microlesioni e trasformarsi in dolorosi ascessi: in questo caso, il veterinario sottopone il criceto a un’operazione di pulizia della ferita, a un drenaggio e alla somministrazione di antibiotici.

COSTIPAZIONE DELLE TASCHE GUANCIALI

Se il criceto continua a riempire di cibo le tasche guanciali senza svuotarle adeguatamente, si arriva al fenomeno di costipazione. Bisogna quindi intervenire per svuotare le tasche guanciali del piccolo roditore, prima che il problema degeneri in una patologia più grave.
Per svuotare le guance del criceto dai residui di cibo si può optare per due possibili soluzioni: manipolazione da sveglio o con sedazione dal veterinario.

Se la costipazione è lieve e il criceto si lascia manipolare senza problemi, basta procedere allo svuotamento manuale massaggiando delicatamente la parte interessata: per rendere l’operazione più semplice, si inietta acqua o soluzione fisiologica nella bocca del criceto con una siringa senza ago. Se ciò non dovesse bastare, si possono adoperare molto delicatamente delle pinzette con le punte smussate.

Se il criceto non si lascia toccare o se la costipazione è più grave, è necessario che sia il veterinario a operare lo svuotamento delle tasche guanciali dopo aver sedato il criceto. Questa operazione deve essere svolta da personale adeguatamente preparato e con gli strumenti più adatti allo scopo, anche per evitare complicazioni post intervento.

PROLASSO DELLA TASCA GUANCIALE NEL CRICETO

Il prolasso è la fuoriuscita della tasca guanciale all’esterno, che appare come una massa carnosa di colore roseo che penzola dall’angolo (o nei casi più gravi da entrambi gli angoli) della bocca del criceto. Questa situazione è pericolosa perchè la tasca che rimane all’esterno si secca e può incorrere facimente in necrosi e ulcere dolorose.

Anche se non è ben chiara la causa scatenante, questo problema è più comune di quanto si possa immaginare: se ve ne accorgete subito, potete provare a rimettere la tasca al suo posto manualmente (purché il criceto si lasci manipolare senza rischi), ma la cosa migliore è sempre portare immediatamente il piccolino dal veterinario che può optare per il riposizionamento o, se necessario, l’asportazione chirurgica. In ogni caso, il criceto può avere una vita assolutamente normale anche senza una o entrambe le sue tasche guanciali.

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C.B.

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