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Amputazione al cane: a volte è necessaria, altre è illegale. I vari casi

A volte l’amputazione al cane risulta una scelta necessaria del veterinario. Vediamo in quali casi è necessaria e quando è illegale.

Cane con tre zampe
(Foto da Pixabay)

Spesso capita che, purtroppo, il nostro cane abbia problemi tali di salute che il veterinario alla fine è costretto a scegliere l’amputazione della parte interessata del corpo. Questo perché si dimostra essere l’unica soluzione sia per non far più provare al nostro Fido dolori allucinanti sia per salvargli la vita. Occorre sapere in quali casi si fa, quando è illegale e cosa fare dopo l’intervento chirurgico.

Amputazione in caso di neoplasie

Quando si soffre di patologie oncologiche, in tutti gli esseri viventi, l’obiettivo principale è quello di evitare di soffrire il più possibile nonché la prognosi infausta.

il cane tripode
(Foto di Amanda Shaw)

E quando farmaci ed interventi chirurgici non sono esaustivi a volte si è obbligati all’amputazione. Nei cani i casi più frequenti sono:

  • amputazione degli arti per osteosarcoma appendicolare: è un tumore osseo nel cane che colpisce le ossa degli arti. Più comunemente asportate sono le ossa lontane dal gomito nell’arto anteriore e quelle vicino al ginocchio come il femore. Il chirurgo cercherà di conservare più materiale osseo possibile, per permettere al cane poi l’impianto di una protesi ed allo stesso tempo allungargli la vita.
  • asportazione della scapola tramite scapulectomia (le razze di cane toy ne sono maggiormente colpite): quando il tumore arriva ad interessare non solo l’arto ma anche la scapola si asporta l’arto più la scapola (scapulectomia totale);
  • orbitectomia parziale o totale per tumori che colpiscono il nervo ottico;
  • emipelvectomia, per tumori che interessano il bacino;
  • amputazioni che possono interessare ogni organo che sia colpito da neoplasie.

Amputazione a causa di eventi traumatici o secondari

diabete nel cane
(Foto da AdobeStock)

È l’ultima scelta che il medico veterinario opta quando cadute accidentali, investimenti, maltrattamenti o attacchi da altri animali provocano lesioni acute severe, ossee e non solo.

Può anche essere necessario amputare un arto, ad esempio, come conseguenza di malattie quali il diabete nel cane o malattie che causano l’occlusione delle arterie periferiche (si può arrivare alla cancrena, in cui vi è morte dei tessuti interessati).

Un’altra causa che può portare il veterinario a scegliere di intervenire drasticamente sul nostro cane sono le infezioni e sovrainfezioni: potrebbe essere il caso della gangrena gassosa, un’infezione dei tessuti muscolari dovuta all’azione di batteri anaerobi della famiglia dei Clostridium, quasi sempre il Clostridium Perfringens.

Ovviamente questa pratica chirurgica viene effettuata senza che il cane avverta il minimo dolore, in anestesia totale, e nei casi in cui fosse possibile si potrà anche procedere successivamente con l’impianto di protesi (soprattutto dopo l’amputazione di una gamba, per esempio, al di sotto del ginocchio o del gomito).

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Amputazioni vietate, con qualche eccezione

cane in cura dal veterinario
(Foto da AdobeStock)

L’articolo 10 della legge n° 201 del 2010 per la protezione degli animali da compagnia recita:

<<1. Gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi debbono essere vietati, in particolare:

  • a) il taglio della coda;
  • b) il taglio delle orecchie;
  • c) l’asportazione delle unghie e dei denti.

2. Saranno autorizzate eccezioni a tale divieto solamente:

  • a) se un veterinario considera un intervento non curativo necessario sia per ragioni di medicina veterinaria sia nell’interesse di un determinato animale;
  • b) per impedire la riproduzione>>.

Insomma, la legge parla chiaro. A che serve tagliare le orecchie (conchectomia) a Dobermann, per esempio? E tagliare la coda (caudotomia) al Cane Corso? Se fosse solo per migliorarne l’estetica la risposta è semplice, a nulla.

Ogni elemento del corpo del cane è importante perché ad ogni suo movimento specifico corrisponde un significato: muovere le orecchie in un modo rispetto ad un altro equivale a comunicarci un’informazione precisa, senza contare che la coda è importantissima per l’equilibrio del cane nei suoi movimenti e per stabilire una gerarchia tra simili (leggi anche Movimenti della coda del cane: come interpretare i suoi segnali).

Per non parlare di chi vorrebbe amputare le corde vocali del proprio cane per non ascoltarne i lamenti.

Questo non è amare il proprio animale domestico, è privarlo della sua natura ed è illegale: si risponderebbe di “Maltrattamento di animali”, punibile con la multa da 5000 euro a 30000 fino alla reclusione da 3 a 18 mesi.

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Raccomandazioni dopo l’intervento di amputazione al cane

cane paralizzato
(Foto iStock)

Il veterinario ci spiegherà bene tutto ciò che potremo fare per garantire non solo un buon post-operatorio al nostro amico fedele ma anche come garantirgli comunque una vita ottimale:

  • seguire bene le indicazioni del veterinario per evitare ulteriori infezioni che porterebbero finanche alla setticemia, soprattutto se la causa è stata un tumore alle ossa o in altra sede;
  • trattare in nostro cane come abbiamo sempre fatto, senza mostrarci più ansiosi o apprensivi: lo capirebbe ed a sua volta diventerebbe ansioso;
  • mantenere il nostro cane in salute attraverso un’alimentazione corretta in base alle varie esigenze ma facendo attenzione al che non accumuli tanto peso;
  • fare in modo che svolga sempre attività fisica: è importante che i suoi muscoli e le sue ossa s’irrobustiscano, soprattutto nel caso di amputazione ad un arto perché in quel caso il cane ha bisogno di riacquistare un equilibrio.

Se proprio il nostro cane dovesse subire un’amputazione, saremo noi a doverci adattare alle sue nuove esigenze perché lui, forse, nemmeno si sarà reso conto della menomazione fisica: per lui l’importante è sapere che il suo padrone sia lo stesso di prima.

Michela