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Cura del pelo del Barbet: tutto sulla sua toelettatura e gli errori da evitare

Morbido e riccio, ma non facile da gestire: tutto sulla cura del pelo del Barbet dalla toelettatura ai possibili problemi, come pettinarlo e quali errori evitare.

Cura del pelo del Barbet
(Foto AdobeStock)

Impossibile non notarlo: è la prima cosa che salta all’occhio! Un manto morbido, folto e pieno di piccoli boccoli. Se a prima vista fa tanta tenerezza perché lo fa sembrare simile a un peluche, ad occhio esperto può anche far ‘avvilire’. Si tratta infatti di un pelo che ha bisogno di tanta cura e attenzioni. Con le mosse giuste e i prodotti adatti sarà possibile tenerlo sano e in ordine: vediamo come eseguire una corretta cura del pelo del Barbet.

Barbet: cane o un peluche con la barba?

A vederlo la domanda sembra più che lecita: il Barbet può davvero sembrare un pupazzo. Merito del suo musetto, degli occhi vispi o del pelo riccio e morbido? Sicuramente è una combo delle tre.

Cura del pelo del Barbet
Barbet

Probabilmente è però il manto riccio e foltissimo a donare al cane questo aspetto così tenero e dolce, unito poi ad un carattere simpatico, socievole e giocherellone. Ma se facciamo attenzione il pelo del Barbet sembra allungarsi proprio in prossimità del muso, come se fosse una barba!

Non a caso il suo nome riprende proprio questa caratteristica, una barba lunga e folta appunto. Nonostante la coltre riccioluta però il nasino esce fuori da quell’ammasso di pelo: non si tratta di un fatto puramente estetico, ma molto utile anche alla sua funzione. Infatti il Barbet è conosciuto soprattutto per essere un cane da caccia e da ricerca, fama che si è conquistato a ragione grazie al suo olfatto davvero portentoso.

I colori del suo pelo inoltre variano dal marrone al nero, passando per il grigio, ma anche dal fulvo al color sabbia fino al bianco con alcune macchie nere. I riccioli sono ben visibili da adulti, in quanto i cuccioli tendono ad avere un pelo più corto che crescerà insieme alla loro statura.

Cura del pelo del Barbet: le mosse giuste per la sua toelettatura

Alcuni potrebbero pensare (erroneamente) che, trattandosi di un cane che non perde pelo, non ha bisogno di tanta cura e ‘manutenzione’. E’ del tutto sbagliato: è fondamentale averne cura perché l’assenza di perdita di pelo non vuol dire che non ci siano peli morti da rimuovere.

Alimentazione del Barbet
(Foto Pinterest)

Infatti questo esemplare non tende a perdere il manto ed è per questo consigliato per chi è alla ricerca di cani anallergici. Ma il fatto di non ritrovare ciuffi di pelo per casa non deve portarci a pensare che non abbia bisogno di una bella spazzolata con una spazzola specifica per i capelli ricci e folti. In ogni caso l’assenza o quasi di perdita di pelo è una caratteristica comune a molti cani dal pelo riccio.

Meglio spazzolarlo dunque almeno una volta al giorno: oltre ad evitare la formazione di nodi, sarà anche un piacevole momento di intimità che Fido amerà condividere col suo umano preferito. Meglio che si abitui alla spazzola fin da cucciolo, in modo che non ne subisca il trauma e che il momento della toelettatura sia vissuto come un tempo di relax e non di stress.

Il rinforzo positivo inoltre può essere molto utile a invogliare il cane a farsi spazzolare dal padrone. Mi raccomando: i movimenti con la spazzola dovranno essere sempre delicati e profondi, ma cercando di ‘sciogliere’ i nodi con delicatezza.

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Le spazzole giuste

La vasta gamma di prodotti adatti allo scopo in commercio di certo ci aiuterà a scegliere la spazzola che fa al caso nostro: come per gli umani, esistono specifiche spazzole proprio per i capelli, pardon ‘pelo’, ricci.

Se non siamo esperti in materia di accessori, bisogna conoscere i due tipi particolari di spazzole per cani dal pelo riccio:

  • cardatore,
  • a denti larghi.

Nel primo caso si tratta di una spazzola che ha la parte superiore curva e ricoperta di denti. Adatto sia al pelo lungo sia a quello corto, il cardatore è dotato appunto di setole di metallo e di un’impugnatura ergonomica: saremo noi infatti a dosare la forza della ‘passata’ sul suo pelo.

Se avvertiamo la presenza di nodi, continuiamo a pressare la spazzola, passando e ripassando sul manto, fino a quando non sentiremo più quel fastidioso rumore che indica la presenza di peli attorcigliati.

Nel secondo caso invece si tratta di un pettine che, grazie ai denti larghi, sarà meno ‘doloroso’ della spazzola ma anche meno efficace. Dipende ovviamente dal manto e da quanta cura c’è stata di esso in precedenza.

Il bagnetto e i prodotti

Solitamente il consiglio è quello di non superare il bagnetto mensile, proprio per evitare che Fido perda quello strato oleoso protettivo della cute. Dato che si tratta di un cane molto dinamico e giocherellone è probabile che si sporchi facilmente e che debba essere pulito a fondo molto più spesso, con un bagno appunto.

Ma quali prodotti scegliere per quello che dovrebbe essere vissuto come un momento di relax? Di sicuro uno shampoo delicato, abbinato ad un balsamo, che renderà il pelo non solo pulito ma anche morbido e sarà utile a prevenire la formazione di nodi.

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Cura del pelo del Barbet: errori e rischi

Essere superficiali nella cura del pelo comporta dei rischi notevoli: non si tratta solo della formazione di nodi ma anche e soprattutto del fatto che una cattiva (o assente) rimozione del pelo morto non fa crescere quello vivo.

Razze compatibili con il Barbet
(Foto Pinterest)

Infatti il manto morto resta attaccato a quello che vorrebbe uscire: quindi da una parte c’è il vecchio pelo non rimosso che si unisce a quello vivo e crea i nodi. Talvolta queste formazioni diventano delle vere e proprie balle di pelo molto difficili da sciogliere: meglio prevenire con una bella spazzolata quotidiana, no?

Francesca Ciardiello