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Malattie più comuni del Dogo canario: quali sono e come curarle

Quali sono le malattie più comuni del Dogo canario e qual è il modo migliore per curarle? Tutto quello che c’è da sapere sulla salute della razza.

Alimentazione del Dogo Canario
(Foto AdobeStock)

La salute del nostro amico a quattro zampe è sempre fonte di preoccupazione per il padrone, per questo è importante conoscere tutto sulla sua salute e capire a quali patologie quella razza risulta particolarmente predisposta. Ecco quali sono le malattie più comuni del Dogo canario, come riconoscerle e, quando possibile, curarle.

Dogo canario: il gigante di buona salute

Possibili e futuri padroni della razza saranno felici di sapere che si tratta di un esemplare che può godere di ottima salute. La sua vita media solitamente oscilla tra gli 8 e i 12 anni, ovviamente se tenuto costantemente sotto osservazioni e cura del veterinario.

Dogo canario
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In particolare bisogna tenere sotto controllo anche la sua crescita, che può costituire un problema soprattutto quando è troppo veloce: questo gigante della natura infatti spesso può sviluppare problemi alle ossa e alle articolazioni, proprio perché cresce troppo in fretta.

Malattie più comuni del Dogo canario: quali sono

Ma quali sono le debolezze fisiche di questo esemplare così grande? Come spesso accade nei cani della sua taglia, il punto debole del Dogo canario è costituito dalle ossa, che appaiono molto fragili e soggette a problemi quali:

Alimentazione del Dogo Canario
(Foto AdobeStock)

Se i due tipi di displasie si sviluppano con una crescita anomala dell’articolazione e sono di natura non solo ereditaria ma anche ambientale, le altre patologie delle ossa sono di sicuro meno frequenti.

L’osteocodrite dissecante: che cos’è e le cure

L’osteocondrite dissecante, nota anche con la sigla OCD, colpisce tutte le cartilagini ma in particolare pare interessare maggiormente:

  • ginocchio,
  • spalla,
  • gomito,
  • garretto.

Si tratta di una patologia da non trascurare poiché, col tempo, può influire negativamente sulla vita dell’animale impedendogli i movimenti e compromettendone la deambulazione. La cartilagine tra due ossa infatti, che ha una doppia funzione di guaina protettiva e ammortizzatore, può degenerare per traumi o altre cause, può evolversi fino a distaccarsi dall’osso.

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Non solo provoca un gran dolore nel cane, inducendolo a non ‘camminarci su’, ma anche ipotrofia muscolare e rotazione anomala. Si può curare attraverso una terapia medico-nutrizionale se diagnosticata in tempo e nelle fasi iniziali, mentre si può arrivare all’intervento chirurgico in endoscopia o con l’apertura dell’articolazione, per un possibile trapianto.

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La panosteite: che cos’è e come si cura

Può manifestarsi all’improvviso e senza segnali che ne segnalino l’arrivo; è nota anche con la definizione di steodistrofia fibrosa o enostosi, o zoppia grave. Può colpire più facilmente i maschi rispetto alle femmine, tra un’età compresa tra i 6 e i 15 mesi, fino ai due anni.

Adottare un Dogo canario
(Foto Pixabay)

Oltre alla zoppia e al dolore al tatto, la panosteite può essere diagnosticata da una radiografia che ne darà la conferma definitiva; purtroppo non esiste un trattamento specifico per la cura della panosteite, poiché i sintomi tendono a sparire da soli entro i 18 mesi di vita dell’animale.

Intanto però si possono alleviare dolori e fastidi con la somministrazione di analgesici e antinfiammatori e facendo attenzione a non far muovere troppo il cane, inibendo un’attività fisica eccessiva.