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Il castoro: curiosità e info su questo famoso animale costruttore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:08
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Proverbialmente noto per il suo costruire le dighe come un falegname della natura, il castoro è un interessante animale da conoscere meglio e proteggere.

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Uno dei più grandi roditori, il castoro (Foto Flickr)

I castori sono notoriamente molto impegnati, mentre sfruttano il loro talento nel creare opere di ingegneria naturale nel paesaggio, come pochi altri animali sanno fare. Quando trova il luogo adatto, il castoro fa la sua tana nei banchi di fiumi e laghi. Ma può anche trasformare degli habitat più ostili costruendo delle dighe. Abbattendo e rodendo alberi con i suoi forti denti e potenti mascelle, riesce a creare strutture con tronchi, rami e fango per bloccare il flusso d’acqua e modificare campi e foreste rendendole dei grandi stagni che ama molto.

L’aspetto del castoro

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Un carinissimo castoro (Foto Unsplash)

Questo grosso roditore da adulto pesa in media 16 kg, anche se sono stati rinvenuti esemplari di circa 40 kg, addirittura. In passato sono esistite anche delle specie, ormai estinte, delle dimensioni vicine a quelle di un orso. Solitamente è lungo circa 75 cm ed alto meni di 30 cm.

Ha una coda larga e piatta di circa 25 cm di lunghezza. Questa coda, coperta di scaglie, viene usata come mezzo di comunicazione in caso di pericolo: il castoro la sbatte sull’acqua per dare l’allarme. Ma è usata anche come mezzo di sostegno quando è in posizione eretta, o come timone quando nuota.

La sua pelliccia sul dorso è marrone/rossa in genere, più chiara sul ventre dove a volte è grigia. Il corpo del castoro è piuttosto massiccio, con dorso arcuato e un grosso collo. Le zampe posteriori sono palmate, e ha artigli su tutte le dita. Ha piccoli occhi, e le sue narici possono essere chiuse. Ha un cranio massiccio con potenti muscoli delle mascelle attaccati alle creste.

Gli incisivi sono simili a quelle degli altri roditori, due inferiori sulla mascella e due superiori sulla mandibola. Ha inoltre delle ghiandole odorifere anali che secernono il castoreo, una sostanza simile al muschio usata probabilmente per segnare il suo territorio.

Le tane e l’alimentazione

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Al lavoro su una diga, il castoro è sempre all’opera (Foto Flickr)

Le tane dei castori sono simili a case, e sono costruite allo stesso modo con fango e rami. Sono spesso situate strategicamente al centro degli stagni, ed è possibile accedervi solo tramite entrate subacquee. Queste casette sono l’abitazione di famiglie estese composte da genitori monogami, giovani cuccioli, e i neonati della precedente primavera.

Il castoro è uno dei roditori più grandi al mondo, secondo solo al capibara, è erbivoro e preferisce mangiare foglie, corteccia, ramoscelli, radici, e piante acquatiche. Solitamente sceglie piante con un tronco del diametro di 5-20 cm, ma è stato osservato anche abbattere tronchi di 75 cm di diametro.

L’habitat del castoro

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Un castoro alle prese con un ramo (Foto Flickr)

Il castoro si muove un po’ goffamente su terra, ma è molto grazioso in acqua, dove grazie alla grande coda e ai piedi posteriori palmati riesce a nuotare in modo molto veloce (fino a 8 km all’ora). Può restare sott’acqua fino a 15 minuti, anche grazie alle ciglia trasparenti che funzionano come una maschera da sub, e al pelo coperto da un olio impermeabile.

Le due specie di castoro esistenti vivono nelle foreste del Nord America, Europa ed Asia. Si tratta di un animale attivo durante l’intero inverno, in cui nuota e raccoglie cibo negli stagni anche con il freddo. Riesce infatti a nuotare anche se la superficie dell’acqua è coperta da uno strato di ghiaccio.

Un po’ di storia

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Il castoro a nuovo (Foto Unsplash)

Nel passato, soprattutto tra il XVIII e il XIX secolo, veniva cacciato nel Nord America per la sua pelliccia e i denti. Ma spesso era cacciato anche per evitare i danni che provocava alle foreste e agli stabilimenti umani, minacciati dalle inondazioni che le sue dighe a volte potevano causare. Si è arrivati a un tale livello di caccia al castoro che in Europa e Nord America questo animale era quasi estinto.

In tempi recenti è stato reintrodotto, ed è ormai fuori pericolo in Canada, Stati Uniti (in alcune zone protette), America del Sud. In Europa si trova soprattutto in paesi quali Russia, Scandinavia, Francia, Svizzera, Germania. Si è avuto nel 2018 anche un avvistamento in Italia, dopo 450 anni di assenza sul nostro territorio.

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Fabrizio Burriello