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Coronavirus e animali: a rischio scimmie e mucche sacre nel Nepal

Il rischio di contagio da Coronavirus obbliga al lockdown ma la chiusura di alcuni siti, come il tempio di Pashupatinath, mette a rischio la vita degli animali che vivono al suo interno

Coronavirus animali
Tempio di Pashupatinath (Foto Pixabay)

Per scongiurare una diffusione incontrollata del Coronavirus, i paesi sono costretti a correre sempre più ai ripari per limitare il numero di contagi. Così anche nel Nepal vengono emanate dal governo delle direttive volte a  fronteggiare l’epidemia. A seguito  di queste anche il tempio di Pashupatinath è stato chiuso. E se da una parte le misure restrittive sono fondamentali per far fronte all’emergenza, c’è pero l’altro lato della medaglia da considerare: in assenza di visitatori, che sono soliti portare il cibo alle mucche sacre e alle scimmie, questi animali stanno rischiando la vita.

Gli animali del tempio rischiano la morte per fame

Tempio di Pashupatinath
Tempio di Pashupatinath (Foto Pixabay)

Anche in Nepal, il governo ha deciso di adottare il lockdown per limitare il contagio da Cornonavirus, anche se dagli ultimi dati forniti, il 14 aprile, il paese conta solo una dozzina di casi positivi al virus. Ma la velocità con cui il virus riesce a diffondersi non permette di abbassare la guardia. Di conseguenza, le misure restrittive hanno coinvolto anche i siti religiosi, il cui accesso è stato proibito ai credenti. Così anche il più importante tra i siti religiosi del paese per gli induisti, ossia  il tempio di Pashupatinath a Kathmandu, è stato chiuso il 24 Marzo.

Ma il provvedimento non ha conseguenze solo sui fedeli, la sua chiusura sta mettendo a rischio la vita di numerosi animali.
Infatti le mucche sacre, i piccioni e le scimmie presenti nel tempio venivano accudite dai visitatori che ne provvedevano al sostentamento. Ma data l’impossibilità dei fedeli di raggiungere il tempio e, quindi, di nutrire gli animali al suo interno, quest’ultimi rischiano la vita per mancanza di cibo.

Questi animali sono ritenuti sacri per la religione induista in quanto i bovini, in generale, e in special modo la vacca rappresentano un simbolo di fertilità, di abbondanza, e di generosità della terra.
Le scimmie, invece, sono considerate la manifestazione vivente del dio scimmia Hanuman. Per l’induismo, il dio Hanuman è simbolo di forza, conoscenza e lealtà.
Queste credenze sono il motivo per cui questi animali sono oggetto di venerazione e la ragione per la quale i fedeli sono soliti nutrire gli animali del tempio.

Per conoscere le iniziative prese anche dagli altri paesi per fronteggiare l’epidemia potete leggere: COVID-19: La Turchia emana una circolare in favore degli animali randagi

L’intervento dei volontari

scimmia
Scimmia (Foto Pixabay)

Per scongiurare la morte degli animali per mancanza di cibo, un gruppo di volontari si è attivato e ha cercato una possibile soluzione alla delicata questione. Prese le dovute misure, muniti di mascherine e guanti, i volontari hanno deciso di radunarsi insieme ad alcune guardie, e con l’ausilio di alcuni membri dello staff del tempio, per provvedere a nutrire gli animali. I volontari fanno visita agli animali due volte al giorno, portando mais per sfamare i piccioni e impasti di cereali per nutrire scimmie e mucche. La reazione degli animali è encomiabile: aspettano, con ordine, di ricevere il loro pasto dai volontari senza farsi dispetti e senza fretta.

Per saperne di più sulle difficoltà provocate dal virus potete leggere: Associazioni animaliste in ginocchio : La crisi a causa del covid-19

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M. L.