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Il gatto chimera o bifronte: di cosa si tratta e perché è così raro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:36
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Il gatto chimera o bifronte è caratterizzato da una particolarità del pelo che lo rende davvero speciale: ecco di cosa si tratta e da cosa dipende il suo aspetto unico.

gatto chimera bifronte
Tutto ciò che devi sapere sul gatto chimera o bifronte (Foto Adobe Stock)

I gatti chimera, detti anche gatti bifronte, sono diventati immediatamente famosi negli ultimi anni grazie all’avvento di social network basati sulla condivisione di immagini virali, primi tra tutti Facebook e Instagram. Tantissime persone in tutto il mondo avranno probabilmente visto l’incredibile immagine di un gattino o di un micio adulto con la faccia di due colori, perfettamente distribuiti da dividere idealmente il musetto dell’animale in due metà.

Tuttavia, è altrettanto probabile che la stragrande maggioranza di queste persone sia rimasta affascinata dal gatto bicolore, senza tuttavia sapere che questo tipo di animali esiste davvero ed ha un nome ben preciso: stiamo parlando del gatto chimera o bifronte, così come si definisce un felino domestico che ha il pelo del viso e a volte anche del corpo di due colori differenti, in alcuni casi suddiviso in due metà perfette di altrettanti colori, come se fosse attraversato da una vera e propria linea di demarcazione.

Gatto chimera o bifronte: tutto ciò che devi sapere

gatto chimera
Caratteristiche del gatto chimera (Foto Unsplash)

Come accennato, il gatto chimera è quello che ha il pelo del viso e/o del corpo di due colori differenti: metà di un colore, metà dell’altro. In alcuni casi c’è una linea di demarcazione molto netta tra le due metà, facendo apparire il micio come uno scherzo di Madre Natura, che ha voluto fondere assieme due gatti diversi.

Questa spiegazione apparentemente favolistica non è poi così lontana dalla realtà: il gatto chimera, infatti, è un gatto che è iniziato come due! I gatti chimera o bifronte sono il risultato di una coppia di embrioni che si è fusa insieme nel grembo materno, pertanto porta con sé due set di DNA differenti.

Appena nati, questi micetti hanno differenze di colori nel pelo spesso molto lievi e quasi impercettibili, che pian piano possono diventare sempre più evidenti fino a trasformarsi in un vero e proprio gatto composto da due metà di colori differenti!

Altra caratteristica dei gatti chimera è l’eterocromia degli occhi: questo termine si riferisce al gatto con occhi di colore differente, una caratteristica che si riscontra spesso negli esemplari bifronte proprio a causa del fatto che raccolgono in sé le informazioni di due DNA differenti.

Una curiosità importante è l’ereditarietà del chimerismo nei gatti: una gatta chimera potrebbe avere a sua volta dei gattini chimera, cosa tuttavia impossibile quando ad avere l’anomalia genetica in questione è papà micio. Un gatto chimera maschio, infatti, è un gatto con grande probabilità sterile che pertanto non potrà riprodursi.

gatto mangiare salame
Anomalie genetiche e gatti bifronte (Foto Pexels)

Come faccio a sapere se il mio gatto è una chimera?

Il gatto chimera proviene quindi dalla fusione di due ovuli originariamente separati, ciascuno fertilizzato da uno spermatozoo differente, e quindi da quattro cellule parentali e non due, come accade solitamente. In alcuni casi, questi esemplari nascono dalla fusione di tre cellule parentali e in particolare da un uovo fecondato che si fonde a uno non fertilizzato.

A volte, l’aspetto di un gatto bifronte è assolutamente inconfondibile perché la suddivisione tra i due colori del mantello è netta e marcata, ma ci sono casi in cui le differenze di colore causate dal chimerismo sono quasi impercettibili e pertanto potresti non sapere che il tuo gatto è una chimera.

Ad esempio, un gatto tricolore potrebbe apparire come una chimera a causa della varietà di sfumature presenti nel suo pelo: tuttavia, soltanto un’analisi del DNA può individuare con certezza l’eventuale presenza di una anomalia genetica ben precisa. In ogni caso, il chimerismo può essere molto comune tra i felini domestici anche se sono decisamente più rari i casi resi famosi dal web in cui il viso del gatto appare precisamente suddiviso in due colori diversi.

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Chiara Burriello