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Il pesce gatto: tutto quello che c’è da sapere, curiosità poco note

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:04
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Il pesce gatto è un animale molto famoso tra i pescatori e i cuochi, spesso anche oggetto di storie ricche di esagerazioni. Scopriamo qualcosa di più di questo pesce.

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Il pesce gatto: curiosità e fatti poco noti di questo pesce (foto Unsplash)

Nelle acque dolci, nei fondi più limacciosi e fangosi, vive un particolare pesce dall’aspetto un po’ strano che sembra avere due lunghi baffi. Tra i pescatori è un famoso trofeo, a volte se ne dicono storie esagerate sia in quanto a dimensioni che a comportamenti. Ma in realtà, il pesce gatto è un animale particolare e interessante, che va conosciuto meglio in quanto poco noto alla maggior parte delle persone se non per la sua prelibata carne, anche perché solo da poco introdotto in Europa. Conosciamo meglio questo interessante animale.

Le caratteristiche 

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I barbigli del pesce gatto (foto Unsplash)

Con il nome “pesce gatto” in realtà non indichiamo un singolo pesce, questo nome infatti include i vari pesci dell’ordine dei Siluriformi. Questi pesci sono imparentati alle carpe, ai caraciformi e ai minnow (pesci esca). Il loro nome è legato alla somiglianza con il gatto a causa dei lunghi baffi: questi barbigli (il loro nome) o antenne sono presenti attorno alla loro bocca un po’ come quelli dei mici.

Tutti i pesci gatto hanno almeno un paio di barbigli, sulla mascella superiore, ma possono anche averne un altro paio sul muso e delle coppie aggiuntive sul mento. Molti pesci gatti hanno delle spine davanti alle pinne dorsali e pettorali. Queste spine possono anche essere associate a delle ghiandole di veleno, e possono causare dolore ferite alle ignare prede.

Le varie specie di pesci gatto

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Un pesce gatto: esistono moltissime specie diverse (Foto Unsplash)

I pesci gatto attualmente in vita costituiscono circa 2900 specie, organizzate in circa 35 famiglie. La maggior parte delle specie vive in acque dolci, ma poche di esse sono marine. Pur essendo animali originari dell’America del Nord, i pesci gatto di acqua dolce sono ormai diffusi in tutto il mondo, e vivono in una grande varietà di habitat, dalle acque lente o stagnanti fino ai flussi veloci di montagna; le specie marine si trovano nelle acque costiere dei tropici.

Questo pesce solitamente resta sul fondo dell’acqua, ed è più attivo di notte. La maggior parte di essi tende a raccogliere rimanenze di cibo degli altri animali, e si nutre di quasi ogni tipo di animale e vegetale. Tutte le specie depongono le uova, e a seconda della specie hanno abitudini genitoriali diverse. Ad esempio, Il pesce gatto nebuloso (Ictalurus nebulosus) costruisce un nido cui fa la guardia, e protegge i suoi piccoli. I pesci gatto marini (Ariidae), invece, portano le uova, piccole come perle, e in seguito i piccoli, nella loro bocca.

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Il pesce gatto Ictalurus Punctatus (foto Flickr)

Anche le loro dimensioni sono considerevolmente varie a seconda delle specie. Le specie più piccole, come il Corydoras nano o micro gatto (Corydoras hastatus) può essere lungo non più di 4-5 cm, mentre il siluro d’Europa (Silurus glanis), una grande specie europea, può essere lungo 4,5 metri e pesare fino a 300 kg. Un gran numero delle specie più piccole, soprattutto tra i Corydoras, sono spesso usati pesci d’acquario, mentre le più grandi sono commestibili e vengono solitamente usate come cibo.

Le specie più particolari del mondo

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Tra le tante specie di pesci gatto, alcune sono molto particolari (Foto Flickr)

Tra le specie più comuni, abbiamo il pesce gatto nero, che vive in abbondanza nei fiumi e stagni del Nord America, dall’Oceano Atlantico al Pacifico. Si pensa che si siano diffusi naturalmente dal Nord America occidentale fino al lato orientale. Si presume che le uova di questo pesce, che sono adesive, si siano attaccate alle gambe e ai piedi degli uccelli migratori acquatici, venendo poi diffuse in altri stagni facendo così diffondere questi pesci in giro per il continente.

In Europa ed Asia, la famiglia dei Siluridae è molto diffusa, tra cui il siluro d’Europa di cui abbiamo parlato. Nel sud est Asiatico, abbiamo invece il piccolo siluro di vetro indiano (Kryptopterus bicirrhus) della lunghezza di soli 10 cm. La pelle ed i muscoli di questo piccolo pesce sono trasparenti, tanto da mostrare il suo scheletro.

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Il siluro di vetro dell’India (foto Flickr)

Nella famiglia dei Clariidae, c’è il Clarias batrachus, detto anche pesce gatto che cammina, nel sud est Asiatico. Questo pesce, come altri della stessa famiglia, ha sviluppato nell’evoluzione uno speciale apparato capace di respirare aria, con il quale riesce a stare fuori dall’acqua per dei lunghi periodi di tempo finché la sua pelle resta umida. Riesce a sopravvivere anche in stagnanti acque a basso livello d’ossigeno che sarebbero letali per altre specie di pesci. Il suo nome deriva anche dalla sua capacità di muoversi su terra con movimenti simili a quelli dei serpenti, grazie alle sue pinne pettorali. Solitamente questi pesci escono dalle pozze più secche per andare in altre dove c’è acqua, in periodi di siccità, o possono scavare nel fondo delle pozze e restano nascosti in attesa delle piogge.

Il pesce gatto cantante cioccolato (Acanthodoras spinosissimus), deve il suo nome al suo caratteristico verso simile a un vagito o un cigolio, che fa soprattutto quando viene catturato. Riesce a fare questo suono forzando l’aria dentro e fuori dalla vescica natatoria, modificando la pressione quando le pinne pettorali si muovono.

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Un pesce gatto nell’acqua scura (foto Pexels)

In Africa, il pesce gatto elettrico (Malapterurus electricus) ha una dimensione variabile tra i 20 e i 120 cm, e può raggiungere i 23 kg di peso. Questo pesce produce una scarica elettrica di 100V, seguita da altre più lievi, che riescono a stordire anche un pesce molto grande. Non usa questa scarica solo per cacciare e per difendersi, ma addirittura per navigare nell’acqua torbida. Gli organi elettrici si trovano sul corpo e sulla coda, e sono una derivazione delle cellule ghiandolari nell’epidermide, più che dei muscoli come in altre specie di pesci elettrici.

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Fabrizio Burriello