In Svezia esiste una legge che vieta di lasciare un gatto solo in casa per l’intera giornata; in Italia la regola svedese troverebbe applicazione?

In molti Paesi, l’immagine del gatto è quella di un animale indipendente, il compagno ideale per chi passa molte ore fuori casa. Molti sono convinti che sia sufficiente lasciargli una ciotola piena e la lettiera pulita. Ma esiste un Paese dove questa mentalità non è solo considerata culturalmente superata, ma è diventata illegale. Si tratta della Svezia. Qui dal 2019, è stata adottata una delle legislazioni sul benessere animale più rigorose al mondo, trasformando la cura del felino domestico da una scelta etica a un vero e proprio obbligo giuridico.
La regola in vigore in Svezia per il benessere degli animali: il paese scandinavo vieta di lasciare un’intera giornata il gatto solo in casa
Per chi vive nelle grandi città svedesi di Stoccolma o Malmö, lasciare il gatto da solo per un’intera giornata senza supervisione potrebbe costare molto caro. Secondo le direttive emanate dall’Agenzia Svedese per l’Agricoltura (Jordbruksverket), la libertà del gatto non deve essere confusa con l’abbandono. La normativa stabilisce chiaramente che ogni proprietario ha l’obbligo di monitorare lo stato di salute e il benessere del proprio animale almeno due volte al giorno.

Questo controllo non è una mera formalità, ma deve servire a garantire quattro pilastri fondamentali: la nutrizione, l’idratazione, la salute fisica e l’equilibrio psicologico. La legge impone ai pet mate dei gatti di verificare che l’animale abbia consumato il pasto e non presenti inappetenza; di assicurarsi che l’acqua sia fresca e sempre disponibile; controllare l’assenza di ferite, traumi o sintomi di malessere. Il proprietario dovrà anche osservare che il comportamento del gatto non sia mutato (segno di stress o depressione).
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Per i proprietari svedesi (e per i numerosi espatriati che risiedono nel Paese), pianificare un weekend fuori porta o una vacanza estiva richiede una logistica precisa. Non è ammesso chiudere la porta di casa il venerdì sera per rientrare la domenica pomeriggio senza aver previsto un intervento esterno. Che si tratti di un vicino di casa, di un amico o di un “cat-sitter” professionista, qualcuno deve varcare la soglia di casa ogni dodici ore circa.

Come evidenziato anche dalla stampa internazionale, tra cui Paris Match, questa legge mira a sradicare l’idea che il gatto sia un “accessorio” d’arredo a bassa manutenzione. Si legge infatti che “Il benessere animale non è un optional, ma un impegno quotidiano che non va in vacanza”. Un aspetto spesso sottovalutato della normativa del 2019 è la sua universalità territoriale. Le regole non si applicano solo ai cittadini svedesi, ma a chiunque si trovi sul suolo nazionale con un animale.
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Di conseguenza, anche gli espatriati devono adeguarsi immediatamente agli standard locali per evitare sanzioni o segnalazioni. Ma anche chi viaggia in camper o soggiorna in case vacanza con il proprio felino deve garantire lo stesso livello di supervisione richiesto ai residenti. Questa legislazione riflette una visione nordeuropea più ampia, dove gli animali domestici sono considerati soggetti dotati di sensibilità e diritti, esseri senzienti, piuttosto che oggetti di proprietà.

La Svezia, con queste restrizioni, sottolinea che la solitudine prolungata può essere una forma di maltrattamento psicologico, specialmente per animali che, nonostante la loro aura di mistero, sono profondamente sociali e legati alla routine domestica. Il Paese, con questa regola, invia un messaggio chiaro al resto del mondo: avere un gatto è un privilegio che comporta responsabilità legali precise. Prima di adottare un felino è meglio assicurarsi di avere abbastanza tempo e persone disponibili a cui chiedere aiuto per non lasciarlo mai davvero solo. (di Elisabetta Guglielmi)