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La rabbia nel gatto: la causa, i sintomi, il trattamento e il contagio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:39
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La rabbia nel gatto è tra le malattie più popolari, un po meno per i felini, ma approfondiamo maggiormente: la causa, i sintomi e il trattamento.

rabbia nel gatto
La rabbia è una malattia zoonotica, quindi è molto importante prevenirla e individuarla in tempo per evitare il contagio.(Foto Pixabay)

Sicuramente abbiamo già sentito parlare di questa malattia, chiamata rabbia, anche se spesso rivolta ai cani. Ma purtroppo anche i gatti sono soggetti ad essa, soprattutto se hai un gatto ai cui gli è permesso uscire all’esterno di casa e avere contatti con altri animali.

Proprio perché questa malattia per diffonderla basta un morso di un altro animale, è doveroso sottolineare che la rabbia nel gatto può divenire fatale. Ecco perché consigliamo di approfondire le problematiche, i sintomi e come intervenire, per il benessere del nostro animale.

Causa e contagio della rabbia nel gatto

gatto morde
il virus della rabbia, si trasmette soprattutto per morso poiché è concentrato nella saliva degli animali portatori.

Il virus della rabbia, è un virus neurotropico che provoca disturbi nervosi. Il neurone è la cellula del corpo più sensibile al virus della rabbia. Il virus si moltiplica così fondamentalmente nei neuroni del cervello. Si propaga attraverso i percorsi nervosi dal sito del morso al cervello, si moltiplicherà nel cervello e alla fine lascerà il cervello per il sistema nervoso periferico e per alcuni organi (muscolo cardiaco, occhio, pelle)per poi invadere tutti i tessuti.

Il virus invade in particolare le ghiandole salivari, che consente la sua diffusione dall’animale infetto ad un altro. Si trasmette soprattutto per morso dell’animale poiché è concentrato nella saliva degli animali portatori. In questo modo, può anche essere trasmesso graffiando o anche leccando sulla pelle graffiata o ferita. Mentre, non riesce ad oltrepassare la pelle se quest’ultima non presenta alcuna lesione.

Il virus non è molto resistente nell’ambiente esterno e facile da eliminare con i disinfettanti. Ma una volta entrato nell’organismo, si presenterà immancabilmente al cervello dopo un periodo di incubazione di 15-30 giorni, nel gatto. La rabbia è una malattia zoonotica, quindi è molto importante prevenirla e individuarla in tempo per evitare il contagio, in quanto può verificarsi un’infezione umana della rabbia felina. La malattia ha diverse fasi, di seguito elencate:

  • Fase di incubazione: in questa fase la rabbia nel gatto di solito è asintomatica. Questa fase può durare da una settimana a diversi mesi. In questo periodo la malattia si propaga in tutto il corpo dell’animale.
  • Fase prodromico: in questa fase il gatto evidenzia: stanchezza, vomito ed eccitazione. Questo periodo può durare da due a 10 giorni.
  • Fase furiosa: questa è la fase della malattia più accentuata, presenta irritabilità e comportamento brusco.
  • Fase paralitica: in questa fase il gatto presenta paralisi generalizzata, spasmi, coma e infine morte.

Sintomi della rabbia nel gatto

gatto sul pavimento
I sintomi della rabbia felina, specialmente nelle prime fasi, possono essere confusi con altre malattie (foto Pixabay)

In alcuni casi, quelli più gravi  la morte si verifica da tre a sei giorni dopo l’insorgenza dei sintomi. Tieni presente che molti dei sintomi della rabbia felina, specialmente nelle prime fasi, possono essere confusi con altre malattie. Nei gatti da compagnia, questi sintomi si osservano nel caso di “rabbia furiosa”, classificata in ordine cronologico di apparizione:

  • agitazione: il gatto è in allerta permanente, non dorme più a lungo a lungo;
  • miagolio lamentoso;
  • perdita di appetito del gatto, deglutizione difficile;
  • irritabilità: il gatto morde in risposta alle coccole;
  • furia: il gatto si avventa su tutto ciò che viene percepito come minaccioso e morde con estrema violenza senza rilasciare il membro;
  • disturbi della locomozione
  • paralisi;
  • bava abbondante.

Diagnosi e trattamento della rabbia nel gatto

gatto veterinario
Il gatto rabbioso deve essere sottoposto ad isolamento e tenuto sotto controllo veterinario.

Purtroppo non esiste un trattamento per la rabbia nel gatto, ma bisogna in qualche modo intervenire necessariamente, per motivi di salute pubblica. Il gatto rabbioso deve essere sottoposto ad isolamento e tenuto sotto controllo veterinario. Inoltre, è vietato provare a curarlo.

Un animale infetto dal virus della rabbia, non dovrebbe essere soppresso prima di 15 giorni perché la diagnosi si basa sull’evoluzione dei sintomi. Oltre questo limite, se compaiono i sintomi e la diagnosi è confermata, viene praticata l’eutanasia.

Prevenzione

scabbia nel gatto
La rabbia nel gatto, l’unico metodo di prevenzione è il vaccino .(Foto iStock)

L’unico metodo di prevenzione per la rabbia nei gatti è il vaccino contro questo virus, che viene applicato ai tre mesi di vita del gatto, richiamando il vaccino ogni anno. Ecco perché si raccomanda di rispettare un corretto programma di vaccinazione dell’animale domestico.

Raffaella Lauretta

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