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Mastocitoma nel gatto: la causa, i sintomi e il trattamento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:40
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Il mastocitoma nel gatto è meno frequente che nel cane e, in linea generale, meno aggressivo. Vediamo la causa, i sintomi e il trattamento di questa patologia.

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I gatti colpiti da questi tumori sono generalmente di mezza età e anche più vecchi,(Foto Pixabay)

Il mastocitoma nel gatto può verificarsi in qualsiasi parte del corpo dell’animale, ma è più comune in parti come la pelle della testa o del collo. I gatti colpiti da questi tumori sono generalmente di mezza età e anche più vecchi, ma bisogna dire che è abbastanza frequente che un gatto possa uscirne nelle condizioni migliori da questa patologia, compresi i piccoli gattini.

Infatti spesso, nei gatti, le lesioni cutanee causate dai mastociti sono benigne. In alcuni casi, l’intervento chirurgico non è necessario perché il problema si risolve da solo. La razza più soggetta a questa problematica, sembra essere il siamese, sviluppano un tipo specifico di tumore chiamato tumore dei mastociti istiocitici.

Causa del mastocitoma nel gatto

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Il mastocitoma è un tumore per fortuna non comune nel gatto.(Foto Pixabay)

Il mastocitoma nel gatto, fa parte dei tumori non particolarmente frequenti nei felini, per fortuna. I casi di mastocitoma nel gatto sono circa il 3% delle neoplasie segnalate, di solito riguardano esemplari di mezza età oppure gatti anziani. L’età media dei felini a cui viene diagnosticato un mastocitoma è di 10 anni e di solito sono FeLV negativi.

Il mastocitoma nel gatto si differenzia dal mastocitoma nel cane, perché nel caso felino, il tumore, può presentarsi sia in forma cutanea che in quella viscerale, addirittura le due forme possono anche esserci contemporaneamente.

  • La forma cutanea di mastocitoma nel gatto, è contraddistinta dalla presenza di noduli che possono essere in qualsiasi parte del corpo anche se ci sono aree che sono maggiormente soggette a questo tipo di tumore e sono testa e collo.
  • La forma viscerale determina problemi sia a livello ematico sia a livello dell’apparato gastroenterico ma possiamo parlare anche di mastocitoma nel gatto sistemica se ad essere coinvolti sono il sangue e i vasi linfatici, quindi sangue, milza, fegato e midollo osseo. Questa forma ha una prognosi sfavorevole ed è associata a segni clinici come vomito, perdita di peso e perdita di appetito.

Sintomi del mastocitoma nel gatto

I principali sintomi del mastocitoma nel gatto sono: vomito, anoressia e diarrea. (Foto Pixabay)

I sintomi del mastocitoma nel gatto sono un pò fuorvianti, è molto facile associarli anche ad altre malattie, non essendo così differenti, ma se il mastocitoma nel gatto cutaneo può anche essere visibile, se parliamo invece di quello viscerale per essere riconosciuto bisognerà valutare i sintomi. Questi i principali sintomi, che il gatto accusa:

I mastocitomi possono subire variare di giorno in giorno, a seconda del grado di infiammazione generato dalla degranulazione delle cellule.

Diagnosi e trattamento

gatto veterinario
Il veterinario può raccomandare di eseguire ulteriori test di stadiazione, come un’ecografia dell’addome e/o radiografie del torace.

Il mastocitoma nel gatto, può essere diagnosticato con precisione semplicemente sottoponendo il gatto ad un ago aspirato, ma in taluni casi, ciò potrebbe non bastare e sarà necessario un esame citologico avanzato, come l’immunoistochimica, al momento della valutazione istopatologica.

Il grado del tumore che determina la prognosi generale dell’animale può essere valutato solo dopo aver eseguito una biopsia chirurgica e un’analisi istopatologica del tumore. Il tumore una volta rimosso viene inviato in istopatologia.

Il veterinario può raccomandare di eseguire ulteriori test di stadiazione, come un’ecografia dell’addome e/o radiografie del torace, per determinare se vi sono segni di cellule tumorali maligne e per verificare la presenza di metastasi al momento della diagnosi.

In particolare l’ecografia addominale viene utilizzata per valutare la dimensione, la forma e la consistenza grezze degli organi addominali. Per il trattamento del mastocitoma nel gatto, la prima cosa da fare successivamente alla diagnosi accertata, è intervenire chirurgicamente per poter eliminare totalmente le cellule tumorali. Il tumore asportato, verrà inviato in istopatologia, per ottenere la conferma del tipo e della fase del tumore.

Una volta determinate queste informazioni, il veterinario specializzato in queste particolari malattie oncologiche, stabilirà il trattamento adeguato per poter procedere alla cura del gatto, attraverso l’uso di radiazioni e chemioterapia successivamente all’intervento chirurgico. Nello specifico spieghiamo in cosa consiste il tutto.

Chirurgia

In presenza di tumore la chirurgia è la prima forma di trattamento per il gatto malato, in quanto con essa si va ad eliminare la massa maligna presente nel corpo del gatto. Il  veterinario deciderà se è utile procedere con l’eliminazione totale o procedere con la parziale coadiuvata dalla chemioterapia o radioterapia.

Radioterapia

La radioterapia, consiste nella radiazione esterna verso le cellule tumorali, con lo scopo di ucciderle ma purtroppo distrugge anche le cellule sane. Il trattamento va dalle 3 alle 5 settimane. Gli effetti collaterali più frequenti sono vomito del gatto, nausea, perdita di capelli e irritazione della pelle, che possono essere controllati con l’uso di farmaci.

Chemioterapia

La chemioterapia sono dei farmaci utilizzati per uccidere le cellule malate dal corpo. Purtroppo, i farmaci chemioterapici non sanno differenziare le cellule benigne da quelle malate, ed è proprio questo il motivo per cui cadono i capelli nelle persone sottoposte a chemioterapia.

Inoltre, non sempre è in grado di curare il tumore del gatto, ma può rallentarne la progressione e migliorare la sua qualità di vita. Esistono diversi tipi di farmaci chemioterapici che possono essere usati in base al tipo di cancro che ha sviluppato il gatto. La chemioterapia è in genere usata in combinazione con l’intervento chirurgico e / o la radioterapia.

Quindi la prima cosa sarà l’intervento chirurgico seguito dalle sedute di radioterapia ed infine la chemioterapia. Per quanto riguarda quest’ultima, a questo tipo di trattamento si dovrà ricorrere nel caso del gatto, solo se la malattia è diffusa ad altri organi o parliamo di tumori di alto grado.

Per la prognosi si terrà presente che i tumori di grado inferiore hanno tempi di sopravvivenza più lunghi e tumori di grado superiore hanno tempi di sopravvivenza più brevi. Ulteriori fattori prognostici comprendono razza, presentazione clinica, localizzazione del tumore nel gatto, risultati di stadiazione e margini chirurgici.

Raffaella Lauretta

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