Cane terrorizzato dall’acqua salvato dal coraggio di un bambino: dopo l’alluvione improvvisa il quattro zampe era rimasto bloccato.

Il rumore dell’acqua quando smette di essere vita e diventa minaccia cambia e si trasforma in un rombo sordo, un ribollire di fango e detriti che cancella i confini tra ciò che è solido e ciò che è liquido. Questo suono è diventato la colonna sonora di un incubo improvviso: un’alluvione inaspettata. Una vicenda che vede come protagonisti un cane terrorizzato dall’acqua e un bambino capace di compiere un gesto altruista per salvare la vita al quattro zampe.
Il gesto di un bambino salva un cane terrorizzato da un’alluvione improvvisa
Le alluvioni improvvise, o flash floods, hanno una caratteristica che le accomuna e che è scontata vista la denominazione stessa: l’assenza di preavviso. In pochi minuti, i canali di scolo si saturano, i campi non assorbono più l’acqua e le strade diventano torrenti in piena. Per gli animali, la percezione del pericolo è amplificata dall’istinto, ma a volte quello stesso istinto può trasformarsi in una condanna.

Un cane di piccola taglia, probabilmente sorpreso dall’ondata mentre si trovava in un cortile o in un’area aperta, si è ritrovato circondato. L’acqua, salendo rapidamente, aveva già superato il livello delle sue zampe, creando un vortice di fango e detriti intorno a lui. In questi casi, la reazione tipica di un animale è la fuga, ma per lui è scattata la paralisi da shock.
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E mentre i soccorritori erano già impegnati a rispondere a chiamate per scantinati allagati e persone bloccate sui tetti, un bambino è intervenuto in soccorso del quattro zampe. È qui che la cronaca cede il passo all’umanità più profonda. Un bambino, la cui identità resta protetta, ha notato la presenza dell’animale spaventato in mezzo all’alluvione.

Mentre gli adulti erano comprensibilmente assorbiti dalla gestione della difficoltà imminente, la sensibilità del piccolo si è sintonizzata sulla frequenza della sofferenza animale. Senza curarsi della pioggia che continuava a cadere gelida o del fango che rendeva ogni passo un’incognita, il bambino si è avvicinato lentamente e si è fermato a una distanza tale dal cane in modo da non essere percepito come un’ulteriore minaccia.
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Il tono rassicurante e lo sguardo gentile del bambino hanno convinto quasi subito il cane a fidarsi del piccolo umano. Il bambino ha teso la mano, ma non per afferrare con forza il collare. Ha offerto una direzione. Facendo piccoli passi indietro, ha invitato il cane a sfidare la propria fobia dell’acqua. Ogni centimetro guadagnato era una vittoria contro la paura di annegare. Il percorso è stato un esercizio di equilibrio precario. L’acqua spingeva lateralmente, cercando di trascinare via entrambi. Il terreno scivoloso sotto la superficie melmosa nascondeva insidie: buche, rami spezzati, sassi instabili.

Una volta raggiunta la zona asciutta, alcune persone si sono rese conto della presenza del cane e del bambino portandoli definitivamente al sicuro. Il quattro zampe è stato avvolto in coperte calde e asciutte per calmare il battito cardiaco accelerato. Il piccolo è tornato dai genitori, consapevole di aver compiuto un’azione degna di ammirazione.
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Questa storia ha emozionato tantissime persone, ricordando che spesso la salvezza in situazioni emergenziali passa attraverso la pazienza, la voce, la presenza. Il bambino non aveva strumenti speciali, non aveva addestramento della Protezione Civile; aveva solo la capacità di non voltarsi dall’altra parte. Il cane, ormai al sicuro, è diventato il simbolo della vulnerabilità di chi non ha voce durante le catastrofi naturali. Gli animali domestici dipendono interamente dagli esseri umani e, in situazioni di calamità, la loro protezione diventa una sfida di umanità.
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La maggior parte dei cani è in grado di nuotare; sono solo pochi gli esemplari che non sono capaci. Ma tra l’essere capace di nuotare e amare l’acqua c’è una grande differenza. Alcune razze canine amano tuffarsi al mare, in piscina o al lago con lo stesso entusiasmo di un bambino in vacanza. Ma sono moltissimi i quattro zampe che hanno terrore dell’acqua nonostante le loro capacità. (di Elisabetta Guglielmi)