La cagnolina Blanca continua ad aspettare tutte le mattine davanti alla libreria chiusa, ma la proprietaria del negozio purtroppo è deceduta: la quattro zampe non sa che non tornerà più.

Le strade di tutto il mondo sono purtroppo piene di cani e gatti randagi che vagano senza meta alla ricerca di qualcosa da poter mangiare e di un posto sicuro dove ripararsi durante la notte. In alcuni casi, questi sventurati animali possono fare affidamento sulla bontà di alcuni esseri umani, che donano loro del cibo. Così è stato per una cagnolina randagia alla quale è stato dato il nome di Blanca. Recatasi per tanti anni tutti i giorni fuori dalla libreria, in Argentina, la quattro zampe aveva potuto contare sul fatto che la proprietaria sarebbe dopo poco uscita a darle la sua razione di pasto quotidiana. Così è stato fino a un paio di settimane fa, quando Blanca ha ricevuto per l’ultima volta un pezzetto di pane.
La triste storia della cagnolina Blanca e della proprietaria della libreria che si prendeva cura di lei
In Argentina, tra le strade di un quartiere che ancora sente l’eco dei passi di una donna stimata, si sta consumando un rito quotidiano che commuove il web e interroga la nostra comprensione del legame tra uomo e animale. Protagonista è Blanca, una meticcia color senape, che da settimane presidia il marciapiede davanti a una saracinesca abbassata: quella della libreria di Eugenia Franco.

Eugenia non c’è più, ma per Blanca la storia non è finita. La sua attesa è un monumento vivente a un’amicizia che la morte ha interrotto solo fisicamente, ma che lo spirito della cagnolina si rifiuta di archiviare. Per decenni, Eugenia Franco è stata molto più di una semplice commerciante. Ottantenne, colta e appassionata, aveva trasformato la sua libreria in un rifugio per l’anima, un luogo dove i libri non erano solo merce, ma ponti verso altri mondi. E in ogni capitolo della sua vita recente, Blanca era lì.
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La cagnolina non era un semplice animale domestico; era la co-protagonista della libreria. Chiunque entrasse per cercare un volume di poesie o l’ultimo romanzo d’attualità, trovava Blanca accovacciata in un angolo o intenta a seguire con lo sguardo i movimenti lenti e sicuri della sua padrona. Il loro era un legame fatto di intese silenziose, di orari scanditi dal rintocco delle serrature e del profumo della carta vecchia.

Blanca conosceva ogni gesto di Eugenia: il modo in cui apriva la borsa, il suono delle chiavi, il tono della voce con cui accoglieva i clienti abituali. A metà settembre, questo equilibrio perfetto si è spezzato. La scomparsa di Eugenia Franco ha lasciato un vuoto incolmabile nella comunità e, soprattutto, nella vita di Blanca. Nei primi giorni successivi al lutto, i testimoni hanno descritto una cagnolina profondamente scossa.
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Il disorientamento era palpabile: Blanca vagava, osservava la porta di casa, tendeva le orecchie a ogni rumore che potesse ricordare il passo della sua compagna di vita. Tuttavia, dopo lo smarrimento iniziale, l’istinto o forse la speranza hanno preso il sopravvento. Blanca ha smesso di cercare Eugenia ovunque e ha deciso di cercarla nell’unico posto dove, per anni, l’aveva sempre trovata: davanti alla libreria.

La scena è diventata quotidiana e straziante. Ogni mattina, Blanca si incammina verso il negozio. Si siede esattamente nello stesso punto, con lo sguardo fisso verso la strada, nella direzione da cui Eugenia era solita arrivare. Resta immobile per ore, indifferente al passaggio dei pedoni o al rumore del traffico. La porta resta chiusa, i vetri impolverati non riflettono più la luce interna del negozio, ma per Blanca quel luogo rimane il baricentro del suo mondo.
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Una commerciante della zona, colpita dalla storia, ha deciso di documentare questa attesa. Le foto di Blanca — seduta, composta, con le orecchie tese — hanno fatto il giro dei social media, diventando virali non solo in Argentina ma in tutto il mondo. Le immagini raccontano ciò che le parole faticano a spiegare: la purezza di un amore che non conosce il concetto di “fine”. Gli esperti di comportamento animale suggeriscono che, sebbene i cani non comprendano la morte secondo i parametri filosofici o biologici umani, ma possiedono una percezione dell’assenza.
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Per Blanca, quel marciapiede non è solo cemento; è il luogo della promessa. È dove il legame con Eugenia era più forte e dove, nella sua mente, esiste ancora la possibilità di un incontro. Fortunatamente, Blanca non è sola nella sua sofferenza. La famiglia di Eugenia, commossa dalla reazione della cagnolina e dall’affetto della comunità, ha preso una decisione importante. I nipoti della libraia non solo hanno accolto Blanca nelle loro case, assicurandole cure, cibo e affetto, ma hanno anche annunciato l’intenzione di riaprire la libreria. La storia di Blanca ci ricorda casi celebri del passato, come quello di Hachiko in Giappone o di Greyfriars Bobby in Scozia. Ci ricorda che gli animali possiedono una nobiltà d’animo che spesso supera quella umana. (di Elisabetta Guglielmi)