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La storia del gorilla che salvò un bambino: uno zoo di troppo – VIDEO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:27
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Nel 1996, di questi tempi, un bambino cadeva, all’interno di uno zoo, in un recinto di gorilla: venne salvato proprio da uno di loro.

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Una femmina di gorilla con il suo cucciolo (Foto Pixabay)

Certi fatti nella storia non si dimenticano. Certo, alcuni attraggono la nostra attenzione più di altri per diversi aspetti: letti nei libri di scuola, raccontati, a più riprese dai nostri nonni, vissuti, magari, in prima persona. Ad ognuno il suo. Altri ancora, invece, finiscono nel dimenticatoio ed è giusto, quando serve, riandarli a pescare. Soprattutto se sono utili a parlare di una tematica importante come quella dello zoo, un posto che, negli ultimi grazie alle lotte degli attivisti, in molti vorrebbero chiudere per sempre.

Perché gli zoo dovrebbero chiudere? Anzitutto per il rispetto verso la specie animale. Molti di noi si dimenticano che, seppur è un ambiente che dà lavoro a tante persone, al regno animale non dà assolutamente nulla, se non una chiusura totale delle loro libertà. L’esempio, giusto, che ci viene riportato spesso e volentieri è riposto nella seguente domanda: come ti sentiresti se ti chiudessero in una gabbia per tutto il giorno, mentre il tuo habitat naturale è dall’altra parte del mondo? Beh, ognuno può rispondere come crede. Poi, alla fine, dobbiamo prendere atto anche della realtà: gli zoo, purtroppo, sono ancora aperti in molte parti del globo. Non per questo, però, non possono accadere eventi storici che ci riportano alla mente momenti davvero incredibili come il salvataggio di un bambino da parte di un gorilla. Un fatto che, di questi tempi, avvenne nel lontano 1996, ben 24 anni fa

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Il gorilla che nel 1996 salvò la vita di un bambino: le toccanti immagini

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Un gorilla del Congo (Foto AdobeStock)

A far parlare di zoo, soprattutto in questo periodo assediato dal coronavirus, fu un’elefantessa: quest’ultima, proprio in piena pandemia, fu liberata dopo diversi anni. Un gesto di grande bontà che mise la parola fine a una lunga e insensata prigionia.

Oggi, invece, vogliamo ricordare un fatto che accadde ben 24 anni fa, in piena estate. Un evento che dalla tragicità in atto si mostrò essere un vero atto d’amore. Ricordare, come detto poc’anzi, è un’attività che ci permette di capire cosa bisogna o non bisogna fare. Per questo motivo è giusto riportare alla luce fatti che ci possono indirizzare verso una giusta via.

Durante l’estate di quell’anno, che qualcuno amante degli animali sicuramente ricorderà, una sempre famiglia era in visita allo zoo di Brookfield, un sobborgo di Chicago. Da lì a pochi minuti non avrebbe mai potuto immaginare cosa potesse succedere. Un evento che continua a far riflettere e discutere alla stessa maniera. La famiglia girava tranquillamente per lo zoo. E già qui potremmo avanzare il dubbio: si può girare tranquilli in uno zoo? Poi, seconda pecca, l’attimo di distrazione: madre e padre persero di vista il bambino di soli tre anni. Subito salì la tensione che, in pochi istanti, lasciò spazio al panico. Il piccolo si arrampicò sulla recinzione con un gesto velocissimo e cadde all’interno della gabbia dei gorilla sbattendo la testa. In un attimo perse i sensi e rimase a terra. Un volo di più di cinque metri con il quale rischiò la vita.

I genitori, preoccupati, persero subito la testa perché vicino al bambino si fiondarono subito i sette gorilla dello zoo. Uno di loro, però, prese il bambino e iniziò a leccargli le ferite, facendo in modo che nessuno potessi avvicinarsi. Il nome della femmina di gorilla è Binti-Jua, colei che ha agito come una vera e propria mamma salvando il piccolo da una morte certa.

Una storia che ancora oggi ci fa capire come alcuni animali abbiano una sensibilità disarmante e come non dovrebbero mai essere rinchiusi in luoghi solo per fungere d’attrazione verso famiglie che non sanno insegnare il rispetto ai propri bambini, salvo poi, in occasioni come queste, rimetterci la pelle.

Davide Garritano