L’intervista esclusiva all’attivista Enrico Rizzi sui maltrattamenti e le crudeltà messe in atto contro gli animali: il suo punto di vista per Amore a quattro zampe.

Un uomo che non ha bisogno di presentazioni, poiché ha fatto della sua stessa vita una missione per salvare e proteggere il mondo animale: l’esclusiva intervista all’attivista Enrico Rizzi da parte della nostra redazione di Amore a quattro zampe. La nostra direttrice responsabile Claudia Colono pone domande sul mondo animale a 360° per conoscere il suo punto di vista e saperne di più sull’appuntamento del 9 maggio a Roma.
L’intervista a Enrico Rizzi da parte della redazione di Amore a quattro zampe
La nostra direttrice e responsabile di redazione, Claudia Colono, ha intervistato il noto attivista per i diritti degli animali siciliano Enrico Rizzi, che col suo lavoro è divenuto un esponente di punta per dare voce a coloro che non ne hanno. Quando ha capito che la sua missione sarebbe stata quella di proteggere gli animali? Quando a soli 13 anni ha visto un video che lo ha segnato: le immagini ritraevano un maiale sgozzato all’interno di un mattatoio.

Da quel momento ha smesso di mangiare carne e, seppur in età molto giovane, ha capito che non voleva contribuire a quel massacro. Quell’episodio traumatico tuttavia gli ha fatto acquisire un nuovo punto di vista sul mondo animale, che negli anni ha continuato ad evolversi: negli anni infatti il suo attivismo è iniziato con l’iscrizione ad un’associazione animalista e a fare volontariato in un rifugio di Trapani (sua città natia).
A soli 15 anni si è reso conto che mancava una figura che fosse in prima linea nella difesa degli animali: non mancavano le denunce ma nessuno si era fino ad allora presentato in prima persona per intervenire fattivamente in quelle situazioni scabrose, come una sorta di avvocato per ‘dare voce a chi non ha il diritto di difendersi da solo”. Non a caso uno dei suoi ultimi interventi vedono in prima linea Enrico Rizzi in un intervento segnalazione cani maltrattati Roma, cui sono seguiti importanti chiarimenti.
L’intervista a Enrico Rizzi: una vita per gli animali
Si definisce ‘un pazzo’, poiché la missione che si è scelto non è facile e spesso ha messo a rischio la sua incolumità fisica, anche dal punto di vista legale, rischiando ogni giorno nuove denunce. Non si sente né un supereroe né un rivoluzionario, ma una persona determinata; dal 2016 ha chiesto e attenuto una forma di protezione fisica.
Gli è capitato infatti di imbattersi in persone senza scrupoli, che andavano a cercarlo a casa per punirlo e scoraggiarlo dal ‘mettere il naso’ in certe situazioni (racconta ad esempio di episodi legati alle corse dei cavalli, molto frequenti nella sua terra come l’episodio a Trapani del sequestro di 82 animali e denuncia per il proprietario). Solo l’amore verso gli animali lo ‘sprona’ a continuare nella sua missione, anche rischiando la sua stessa vita, cosa che indubbiamente gli fa onore.
Spesso lo si accusa di essere aggressivo nelle parole rivolte a chi maltratta, frutto della sua rabbia contro l’indifferenza di altri uomini superficiali e ciechi davanti alla realtà dei fatti. Episodi di maltrattamento sono sparsi in tutta Italia, forse con una percentuale più alta nel Sud Italia, dove abbondano gli ‘omertosi’, così come li definisce lui, ovvero coloro che fanno finta di non vedere.
Manca l’educazione al rispetto della vita, al vivere della società civile, anche da parte dello Stato, che non interviene in supporto. Secondo lui ‘Amare gli animali è una scelta, ma anche chi non li ama deve sempre rispettarli”.
L’appuntamento il 9 maggio ore 16.00 a Roma: non mancate
Si scenderà in piazza Santi Apostoli sabato 9 maggio alle ore 16:00: ci sarà una manifestazione dal profumo internazionale: attualmente, benché non manchino i processi in seguito alle denunce su maltrattamenti degli animali, nessun tribunale d’Italia ha dato il massimo della pena prevista (due anni), che comunque non garantirebbe la reclusione prevista dalla Legge.

Solo denunciando possiamo ottenere dei risultati, spesso coinvolgendo anche le forze dell’Ordine che, a detta sua, fanno troppo spesso ‘finta di niente’: purtroppo capita sempre più di frequente che si intervenga solo quando la situazione precipita. Enrico Rizzi chiede onestà e rispetto per i cittadini e per gli animali, concetti che rendono un Paese civile.
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La manifestazione vuole dunque smuovere le coscienze e far conoscere meglio qual è la condizione attuale nel mondo animale. questa è una battaglia di civiltà che non ha alcun colore politico. Bisogna combattere l’ignoranza da parte di istituzioni e cittadini, accorciando i tempi dei procedimenti giudiziari e soprattutto mettendo in atto delle pene. Di seguito il video dell’intervista:
Chi scenderà in piazza per gli animali, scenderà in piazza anche per gli altri esseri umani: quella del 9 maggio è la battaglia di tutti, che riguarda tutti, perché ”Chi è violento nei confronti degli animali, è violento anche verso le persone”.