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I cani non amano le persone che trattano male i loro padroni

venerdì, 12 giugno 2015

caneo

Una ricerca guidata da Kazuo Fujita, professore di cognizione comparativa all’Università di Kyoto, ha dimostrato che i cani sono in grado di fare delle valutazioni sociali ed emotive delle persone: ovvero che possono valutare le persone a prescindere dall’interesse che hanno.

“Abbiamo scoperto per la prima volta che i cani fanno valutazioni sociali ed emotive delle persone a prescindere dal loro diretto interesse. Questa capacità è uno dei fattori centrali nella costruzione di una società altamente collaborativa e questo studio dimostra che i cani condividono questa abilità con gli esseri umani”, ha affermato il ricercatore.

IL TEST

Lo studio ha considerato 3 gruppi di 18 cani confrontati in diversi giochi con i loro padroni e la presenza di altre due persone, più o meno collaborative con il padrone stesso.
Al primo gruppo di cani è stato sottoposto un pasto da una persona che prima si era rifiutata di aver aiutato il loro padrone ad aprire una scatoletta. Questi cani avevano inoltre l’opportunità di scegliere per un piatto neutro ovvero che era stato dato da una persona sconosciuta verso la quale non provavano sentimenti.
Il secondo gruppo doveva scegliere tra una ciotola che era stata data da una persona che aveva aiutato il loro padrone ad aprire la scatola del cibo e una ciotola di una persona neutra. Infine, il terzo gruppo di cani sono stati serviti da due persone che non avevano interagito con i loro padroni.

RISULTATO

Il test è stato ripetuto per ben quattro volte e solo in un caso, un cane ha accettato il cibo da una persona che non era stata collaborativa con il suo padrone. Mentre negli altri casi, i cani non hanno rifiutato il cibo.

Ecco perché Fujita ha spiegato che se i cani avessero agito per interesse, non ci sarebbe stata differenza tra i gruppi. E dunque come gli umani, i cani hanno la capacità di agire indipendentemente dai loro interessi personali.

La capacità registrata nei cani è comune anche ai primati, ma non a tutti, ha sottolineato il ricercatore, spiegano che “c’è uno studio simile che mostra i cebi dai cornetti (un primate dell’America del sud) avere questa abilità, ma non c’è nessuna prova che gli scimpanzè dimostrino preferenze a meno che non ci sia un beneficio diretto per loro”.

Lo studio sarà poi pubblicato dalla rivista scientifica “Animal Behaviour”.


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