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Malattia del buco: cause e rimedi di questa malattia dei pesci d’acquario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:03
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Tra le sindromi più comuni che possono affliggere i pesci del nostro acquario, la malattia del buco colpisce i pesci d’acqua dolce, soprattutto alcune specie.

Malattia del buco: cause e rimedi di questa malattia dei pesci d'acquario
Malattia del buco: cause e rimedi di questa malattia dei pesci d’acquario (Foto Reddit)

La malattia del buco (o sindrome della malattia del buco) è, insieme ai ben noti puntini bianchi, una delle malattie più famose tra gli appassionati di pesci d’acquario d’acqua dolce. Questa sindrome, abbastanza comune, colpisce più spesso pesci quali i ciclidi, i Discus e gli Oscar. Esistono diverse sospette cause per questa malattia e, anche se può essere fatale, se trattata in tempo la maggior parte dei pesci affetti può sopravvivere.

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Cause della malattia del buco

Malattia del buco pesci acquario
Malattia del buco nei pesci d’acquario (Foto Pinterest)

Altri nomi comuni – e acronimi – per questa malattia sono HITH (“Hole In The Head”, buco in testa) o, anche meglio, FHLLE (“Freshwater Head and Lateral Line Erosion”, erosioni nella testa e sulla linea laterale in acqua dolce) o infine MHLLE (“Marine Head and Lateral Line Erosion”, erosioni nella testa e sulla linea laterale in acqua marina).

Non è ancora nota una causa precisa che porti questa malattia. Vi sono, però, varie teorie che ritengono ci sia un collegamento tra alcune condizioni specifiche (dell’acquario e/o dei pesci) con la presenza più frequente della malattia del buco nei pesci. La presenza di uno qualsiasi dei fattori causali potrebbe non essere responsabile della malattia, ma è probabile che una combinazione di due o più fattori crei i sintomi della malattia.

Una causa comune che sembra contribuire a questo problema è un parassita flagellato, detto Hexamita, tanto che questa sindrome viene chiamata anche Hexamitiasi. Questo parassita di solito prende di mira il tratto intestinale dei pesci, ma in seguito attacca anche la cistifellea, la milza, la cavità addominale, e i reni. 

Mentre la malattia progredisce, compaiono le classiche lesioni della malattia del buco sulla  testa. Queste lesioni si aprono, e possono emettere piccoli filamenti bianchi che contengono larve parassite. In queste aperture possono quindi svilupparsi delle infezioni batteriche o fungine secondarie, che possono anche portare a malattie più gravi, se non anche alla morte dell’animale.

Si crede spesso anche che questa malattia sia portata uno squilibrio minerale o vitaminico, o che queste condizioni possono contribuire allo sviluppo di questa malattia. Alcuni acquariofili sostengono anche che c’è un legame tra l’uso del carbone attivo e l’aumento della malattia.

Ritengono infatti che il carbonio possa rimuovere alcuni dei minerali benefici presenti nell’acqua, portando ad una maggiore incidenza della malattia. Allo stesso tempo, lo squilibrio minerale può essere causato da un aumento degli Hexamita nell’intestino, che può portare a malassorbimento e una riduzione dell’assorbimento delle vitamine e dei minerali necessari.

Altre condizioni che aumentano l’incidenza di questa malattia sono quelle che creano stress. La scarsa qualità dell’acqua, un’alimentazione scorretta o il sovraffollamento, sono tutti comuni fattori di stress che possono causare questo problema. Poiché la malattia è spesso associata a pesci più anziani, potrebbe anche esserci un legame con una ridotta funzione del sistema immunitario in questi animali, ed un aumento dell’incidenza della malattia.

Segni di malattia del buco della testa

Malattia del buco pesci acquario
Segni delle lesioni e macchie sulla testa dei pesci (Foto Pinterest)

I sintomi includono lesioni sul dorso della testa e sulla linea laterale. L’esordio di questa malattia, specie all’inizio, è un po’ subdolo perché non si nota in modo definito. Il problema è che, anche se all’inizio può sembrare lieve, se non vengono avviati cambiamenti nell’ambiente e nel trattamento, i buchi diventeranno più grandi e si svilupperanno infezioni batteriche e fungine secondarie. 

Si presenta, inizialmente con piccole aree scolorite (depigmentate) della pelle, di solito in corrispondenza delle strutture sensoriali che si trovano – appunto – sulla linea laterale. Si tratta delle neuromasti, cellule altamente specializzate. A questo stadio iniziale, il pesce affetto da malattia del buco può comportarsi normalmente, o presentare mancanza di appetito, anoressia e letargismo (con sintomi quali sonnolenza, stanchezza nei movimenti, e nelle reazioni). 

In un secondo momento, si assiste alla comparsa delle piccole lesioni puntiformi sulla testa. Tali lesioni si allargano, fino a crateri talmente profondi da coinvolgere gli strati muscolari sottostanti, o anche fino ad arrivare all’osso e da cui può fuoriuscire del materiale biancastro. Queste lesioni possono eventualmente creare una grave infezione e anche alla morte del pesce.

Trattamenti ed interventi possibili

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Trattare la malattia in tempo è fondamentale. (Foto Pixabay)

Anche perchè non c’è una sola causa di solito della malattia del buco nei pesci, il trattamento tende ad adottare un approccio più generale, quasi sfaccettato. Si cerca quindi di eliminare il parassita Hexamita dal nostro pesce, avere una qualità migliore dell’acqua, ma anche di implementare la sua dieta con l’integrazione di nutrienti quali vitamine e/o minerali.

Un trattamento spesso utilizzato contro l’infezione da Hexamita è aggiungere all’acquario un antibiotico, il metronidazolo, ovviamente nel serbatoio di trattamento dove abbiamo isolato il pesce infetto. La qualità dell’acqua deve essere attentamente monitorata, e regolata a seconda di quelli che sono gli esatti standard richiesti dalla specie del nostro pesce. Può aiutare anche migliorare la sua dieta così che sia più bilanciata, aggiungendo cibi o verdure (freschi o congelati) sotto forma di strisce di alghe o broccoli leggermente cotti al vapore.

Sarà indispensabile integrare la dieta con vitamine e lattato di calcio. La vitamina D3 infatti promuove la produzione della proteina CaBP (Calcium Binding Protein), che permette all’organismo di trasportare questo minerale nel circolo sanguigno. In questo modo, sarà possibile far scomparire le ulcerazioni (anche le più profonde), seppur in tempi più o meno lunghi.

Bisogna anche essere sicuri di utilizzare un’alimentazione più adatta alle specie che stiamo trattando. Ad esempio, la maggior parte dei ciclidi sono vegetariani e gli Oscar sono invece animali carnivori. Se poi sono presenti anche altre infezioni batteriche, il veterinario potrebbe prescrivere degli ulteriori antibiotici. Fondamentale è usare un serbatoio di trattamento separato e trattare non appena compaiono i primi sintomi.

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Prevenzione della malattia del buco della testa

Troppo mangime ai pesci
Troppi pesci nell’acquario? Una delle possibili cause. (Foto Pixabay)

La prevenzione si concentra principalmente sulla riduzione di qualsiasi fonte di possibile stress che colpisce i pesci. Lo stress, sia sotto forma di parassiti, di cattiva alimentazione o di scarsa qualità dell’acqua, provoca una soppressione del sistema immunitario del pesce, il che li rende più sensibili a questa o qualsiasi altra malattia.

Tra i fattori più comuni che causano lo stress dei pesci (e quindi responsabili di questa malattia), ci sono questi seguenti:

  • Soprannumero, tanto che questa malattia è molto diffusa tra gli allevatori. 
  • Scarsa qualità dell’acqua, spesso proprio a causa del soprannumero.
  • Qualità dell’alimentazione, è indispensabile infatti somministrare ai nostri pesci fattori immunostimolanti come le vitamine C, D ed E, ma anche selenio e soprattutto il già citato lattato di calcio.

Se abbiamo dei ciclidi, Oscar o Discus, questa è una malattia che può verificarsi nel nostro acquario. Dobbiamo essere in grado di riconoscere la malattia, e prendere provvedimenti immediati per iniziare il trattamento precoce; e dobbiamo fornire condizioni ottimali dell’acqua oltre che nutrire i nostri pesci con la migliore dieta possibile. Se gestiti e mantenuti correttamente, i nostri pesci dovrebbero migliorare e non sviluppare nuovamente la malattia in futuro. Prevenire è sempre meglio che curare.

F. B.