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Animali famosi: le più grandi celebrità a quattro zampe della cultura pop

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:03
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Per molte ragioni diverse, alcuni animali famosi hanno cambiato il mondo diventando delle vere e proprie celebrità dell’immaginario collettivo.

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Animali famosi: personaggi a quattro zampe più celebri della storia (Foto Unsplash)

Chi l’ha detto che l’essere umano è l’animale più importante sul pianeta Terra? Questo sicuramente non è vero, anzi. L’uomo è talmente stregato dal fascino selvaggio della natura, che prima ha inventato il ruolo dell’animale da compagnia (diventato poi il nostro animale domestico o amico a quattro zampe) e inseguito ha cominciato a raccontare delle storie in cui i protagonisti, animali, ci insegnano volta per volta una lezione di vita importante (le favole di Esopo).

Raccontare storie in cui sono gli animali a muovere l’azione e a dominare la scena, mentre Madre Natura fa da sfondo e da culla di una narrazione fantastica diretta verso una morale comune e condivisa, è la particolarità anche di quasi tutte le storie per bambini odierne.

Questo perché gli animali sono davvero molto importanti per l’uomo non soltanto perché sono carini (almeno la maggior parte di loro) e teneri, ma pure perché racchiudono la saggezza dell’istinto di sopravvivenza, della genuinità e dell’ingenuità pura e semplice, oltre che della potenza sfrenata e inarrestabile, del pianeta.

Hanno sempre qualcosa di importante da trasmetterci e delle caratteristiche che a noi stessi piacerebbe avere, ed è per questa ragione che, alle volte, li imitiamo (o meglio, scimmiottiamo).

Animali famosi: le 15 celebrità a quattro zampe più importanti nella cultura di massa

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Animali famosi: i 15 animali più famosi di sempre, dalle pagine di storia al Cinema (Foto Unsplash)

Giraffe, gatti, gorilla, rane, cavalli, topi, gufi e, ovviamente anche cani. La lista, in realtà, potrebbe continuare all’infinito. Da un cucciolo a un gigantesco squalo “animatronico”, questi animali sono diventati famosi in tutto il mondo.

Mentre alcuni sono spaventosi, altri sono un confortante promemoria dell’infanzia. Altri ancora ci ricordano che gli animali non sono così diversi dagli umani.

Questa è la lista degli animali famosi più celebri della nostra cultura popolare, che hanno persino cambiato la storia dell’uomo, donando un grande contributo, a volte purtroppo con il loro stesso sacrificio, all’umanità intera.

Nel 1996, la pecora Dolly divenne il primo mammifero clonato con successo da una cellula

 Dolly ha completamente cambiato la realtà per la comunità scientifica, oltre a tutto quello che sapevamo riguardo alla clonazione. È nata nel luglio 1996, sebbene la sua esistenza non sia stata annunciata fino all’anno successivo.

Dolly ha suscitato polemiche, con i detrattori che sostenevano che la nuova tecnologia di clonazione sarebbe potuta essere “potenzialmente non sicura e non etica” : si temeva potesse condurre la scienza verso la clonazione umana, qualcosa di ancora più controverso.

Tuttavia, altri credevano che l’esistenza di Dolly potesse portare alla creazione di animali per donazioni di organi umani o alla clonazione “terapeutica”, per cui gli scienziati potevano usare cellule staminali di embrioni clonati per creare trattamenti per condizioni come l’Alzheimer.

Dolly morì all’età di sei anni a causa di una malattia polmonare, che preoccupò alcune persone, che pensavano potesse accadere lo stesso a tutti gli animali clonati. Ma dopo Dolly, altri animali furono clonati: come maiali, pecore, cervi, cavalli e cani.

Seabiscuit era soltanto un perdente, prima di diventare il cavallo vincente su cui puntare

Seabiscuit è forse il cavallo più famoso di tutti i tempi ed è stato oggetto di film, documentari e libri.

La sua storia è stata tramandata nel corso dei decenni perché racconta del riscatto professionale, morale, e sociale di un animale considerato il perdente tra i perdenti. Lentamente, però, si fece strada per battere l’apparentemente invincibile vincitore della tripla corona War Admiral, che lo portò a essere eletto American Horse of the Year nel 1938.

Il suo fantino di lunga data, Red Pollard, aveva una sua storia. Sia Seabiscuit che Pollard erano dei reietti e impararono a camminare (e alla fine a correre) insieme. Quando molte persone pensavano che la carriera del duo fosse finita, loro hanno sorpreso il mondo vincendo un’ultima gara, il Santa Anita Handicap, che aveva ignorato Seabiscuit per tutta la sua carriera.

La morte di Harambe che ha indignato il mondo

Harambe era un gorilla di diciassette anni che viveva nello zoo di Cincinnati quando fu crudelmente ucciso nel 2016, dopo che un bambino di 4 anni cadde nel suo recinto. C’è un filmato di Harambe in piedi davanti al ragazzino per dieci minuti, prima che il gorilla venisse trascinato e poi colpito a morte.

La scelta di sparare per uccidere, invece di usare tranquillanti, ha suscitato indignazione su Internet, poiché Harambe si stava comportando in maniera conforme a quella che era la sua natura. Alcune persone hanno accusato sia lo zoo di non avere recinti efficaci sia i genitori del ragazzo per non averlo osservato correttamente.

Ma Harambe non è l’unico animale che è stato ucciso a seguito di tentativi di fuga o attacchi. In effetti, è soltanto il quarantaduesimo animale morto, dal 1990. Allora perché tutta questa fama?

Per merito dei meme sui social. E di recente Elon Musk ha lanciato una canzone su SoundCloud chiamata “RIP Harambe”.

Bambi fu la prima star del mondo animale protagonista di un film tutto suo

Probabilmente, se ti capiterà mai di vedere un cervo selvatico, non potrai non pensare inevitabilmente a Bambi, la stella cervina dell’omonimo film.

Bambi è durato così a lungo nell’immaginario collettivo della nostra cultura di massa perché, per molte persone, è stata la prima esposizione al concetto di morte e all’eventualità di perdere un genitore. La madre di Bambi muore violentemente, mentre il cattivo del film, Man (appunto “l’uomo”), le spara.

Il terribile squalo assassino del film di Steven Spielberg fece venire a tutti la fifa di entrare in acqua

Certo, Bruce non era affatto un vero squalo, ma piuttosto un incubo animatronico, ma la paura che instillò nei cuori degli spettatori ovunque nell’estate del 1975 era molto reale.

“Jaws” è stato definito uno dei più grandi film di tutti i tempi. Gran parte di ciò dipende da quanto sia terrificante l’antagonista del film: da allora lo squalo non fu soltanto un pesce, ma a tutti gli effetti uno dei grandi mostri della mitologia contemporanea.

Tutto il mondo si scatenò contro SeaWorld, quando venne a conoscenza della tragica storia di Tilikum nel documentario “Black Fish”

Per anni, il parco divertimenti SeaWorld ebbe i suoi detrattori, ma il movimento di protesta guadagnò slancio dopo che il documentario “Blackfish” venne rilasciato nel 2013. Al centro del film c’era la cattività di Tilikum, una delle famose orche di SeaWorld che erano state coinvolte nella morte di tre umani nel corso degli anni.

SeaWorld affermò che il film era fuorviante, ma nel 2016 la partecipazione del pubblico era precipitata, almeno in parte a causa della controversia di “Blackfish”, il quale postulava che gli effetti della cattività sulle orche erano dannosi per la qualità della loro vita e causavano loro un grande dolore.

Il risultato ultimo del documentario? SeaWorld annunciò che avrebbe terminato il suo programma di allevamento di orche e le avrebbe eliminate gradualmente dagli spettacoli dal vivo.

Purtroppo, Tilikum è morto nel 2017. Aveva trentacinque anni, quando l’aspettativa di vita delle orche è, in genere, di settanta o anche ottant’anni.

Lessie apparve in tantissimi programmi tv, film e persino giochi per bambini

Dopo essere apparsa per la prima volta in un racconto nel 1859, Lassie fu rappresentata in quasi tutte le forme di spettacolo e nei mezzi di comunicazione, in particolare nei film degli anni ’40 e nello spettacolo televisivo della durata di diciannove stagioni, “Lassie”, trasmesso dal 1954 al 1973.

Lassie è un’eroica collie selvaggia, fedele e sempre pronta a salvare chi è nel bisogno.

Più di recente, Lassie è apparsa in un film omonimo del 2005.

Garfield ama le lasagne e odia i lunedì, ed è per questo che lo adoriamo da oltre quarant’anni

Garfield è nato come un fumetto, ma è diventato molto più negli ultimi decenni. La sua faccia arancione firmata è stata stampata su qualsiasi prodotto tu possa immaginare: dalle camicie ai telefoni, agli orologi.

Garfield e i suoi amici hanno recitato in tre serie tv, dodici speciali in Primetime, due lungometraggi con Bill Murray come voce di Garfield, videogiochi; e la lista continua. Potrebbe essere il gatto definito come il padre dei “Grumpy Cats”.

Toto, ho l’impressione che non siamo più nel Kansas

“Il mago di Oz” è uno dei film più amati di tutti i tempi, e al centro della sua storia ci sono una bambina proveniente dal Kansas, Dorothy, e il suo fedele cagnolino, Toto.

Toto è il catalizzatore dell’intero film: Dorothy sbatte la testa e finisce a Oz perché stava disperatamente cercando di salvare il suo cagnolino da uno spaventoso tornado pronto ad abbattersi sulla sua casa.

Così entrambi vengono trasportati nella magica e colorata terra di Oz, incontrano i mastichini, la bellissima e buonissima Strega del Nord, viaggiano nella compagnia formata anche dallo Spaventapasseri, L’uomo di Latta e il Leone Codardo, uccidono la cattiva Strega dell’Ovest e incontrano il Mago di Oz a capo dell’incantevole Città di Smeraldo.

Ham The Chimp fu la prima scimmia ad andare nello Spazio, nel 1961

 

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After successfully returning home from what was no doubt a very frightening mission in the name of humanity, a chimpanzee named: “Ham” is shown holding a newspaper that proclaims that he indeed survived after becoming the very first hominid ever to be launched into space and to successfully return to earth alive. Possibly taken at Halloman Air Force Base, New Mexico. Circa February 1961. Ham was among 40 chimpanzees that were purchased by the United States Air Force and was first brought to Halloman in 1959, but after evaluations the number of candidates for spaceflight gradually reduced to 18, and then to 6. Originally, Ham was known as: “Number 65”, as reportedly it was because officials didn’t want the bad press that would undoubtedly come if a named chimp died in space or if a named chimp died in some other mission failure. Beginning in July 1959, the three year old Ham was taught to do simple, timed tasks in response to electric lights and sounds. During his pre-flight training, he was also taught to push a level within five seconds of seeing a flashing blue light; failure to do so resulted in a small electric shock to the soles of his feet while success meant he was awarded a banana pellet. Things like this may be considered somewhat cruel to the standards of some people today, but back in the 1950s both the United States and the Soviet Union were desperate for whatever scientific knowledge space travel would do to the human body, so it was natural that the Americans would end up testing monkeys and the Russians would usually test dogs. Research like this resulted in the first living thing from our planet to go into space, the dog Laika, on November 3rd 1957, although she sadly died on the same trip as there wasn’t a way for her to come back alive. This research also resulted in the very first human being to go into space, Cosmonaut Yuri Gagarin, on April 12th 1961, and he successfully returned to Russia just an hour and eighteen minutes later. Ham was actually launched on January 12th 1961 and he was in space for a mere 16 minutes and 39 seconds before his capsule splashed in the Atlantic Ocean, and he was picked up by the USS Donner. CONTINUED BELOW ⬇⬇⬇

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 Lo scopo principale del volo di Ham era vedere se era possibile svolgere attività nello spazio: e questo piccolo scimpanzé lo dimostrò. Dopo mesi di preparazione e addestramento, Ham fu lanciato nello spazio e scrisse un pezzo di storia.

Per gli altri animali astronauti, di cui abbiamo già raccontato le disavventure, non andò così bene, ma Ham è tornato a casa in sicurezza, spingendo così gli americani un passo avanti verso l’invio di un uomo nello spazio pochi mesi dopo.

Koko fu un gorilla in grado di parlare con gli umani nella lingua dei segni

 Koko e il suo responsabile umano, Francine Patterson, ispirarono persone in tutto il mondo mentre Koko imparava a comunicare con gli umani attraverso una versione modificata della lingua dei segni americana. Koko dimostrò che le scimmie non sono poi così diverse dagli umani. Si prendeva persino cura dei suoi cuccioli come facciamo noi stessi con la nostra prole.

Quando Koko morì nel 2018 all’età di quarantasei anni, le persone in tutto il mondo furono devastate.

Koko ha toccato la vita di milioni di ambasciatori di tutti i gorilla; è un’icona per la comunicazione e l’empatia tra le specie. Era amata e ci mancherà profondamente, affermò la Fondazione Gorilla.

Cher Ami ha ricevuto una medaglia per il coraggio dimostrato durante la Prima Guerra Mondiale

 

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If you follow me probably you should know by now how much I love animals and the empathy I feel toward pigeons (yep, those disregarded birds by common stupidity although they’ve been serving humans for centuries) I started this drawing of Cher Ami who served during the WWI to celebrate June 13th National Pigeon Day but I didn’t had time to finish it. Anyway here is a sneak peek. I guess I’ll finish it for June 13th 2020… 🤯 If you don’t know the story about this brave pigeon #cherami I encourage you to google it. It will change your perspective. #pigeon #cherami #nationalpigeonday #carrierpigeon #worldwar1 #worldwar #pigeonfan #illustrationdaily #wip #illustragram #illustrations #pigeonlove #pigeonsofinstagram #birdsofinstagram #drawing #cartoon #pigeonillustration #pigeonart

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 Durante la Prima Guerra Mondiale, i piccioni viaggiatori erano una parte davvero essenziale della comunicazione sul campo di battaglia. La famosa missione di Cher Ami ebbe luogo nel 1918, quando volò per venticinque miglia in venticinque minuti per salvare un battaglione di soldati americani in Francia. Le truppe stavano subendo fuoco nemico pesantemente dai tedeschi e dai loro alleati.

Nonostante la baraonda, Cher Ami continuò e arrivò a destinazione. Era accecata e perse una gamba, ma aveva perseverato.

Cher Ami fu insignita della “Croix de Guerre” francese, la Croce di guerra, per il suo servizio. Il suo corpo tassidermico è esposto al National Museum of American History.

Kermit è il più famoso pupazzo animale che sia mai esistito

Kermit è il leader de facto dei Muppets, presenti in tv come al Cinema dal 1976. Ha recitato in “The Muppet Show” e in tutti i film dei Muppets successivi; ed è oggetto di parecchi meme esilaranti.

La sua relazione duratura e indissolubile con Miss Piggy ha anche affascinato i fan accaniti dei Muppets per decenni. Magari non abbiamo più loro notizie da qualche anno, ma niente paura: sono i Muppets, non resteranno in silenzio ancora per molto.

Balto era un vero husky siberiano che salvò la città di Nome, in Alaska, dalla difterite nel 1925

 Nel 1925, la città di Nome fu colpita da un’epidemia di difterite, una malattia mortale e contagiosa. L’unico antidoto era a centinaia di miglia di distanza, ad Anchorage, e per colpa del maltempo e della troppa neve, l’unico modo per ottenerlo era far trascinare una slitta dai cani per arrivare fin laggiù e tornare in tempo per debellare il male.

Mentre una staffetta di slitte trainate da cani non riuscì a recuperare l’antidoto, l’ultima speranza fu la spedizione guidata da Balto, che condusse eroicamente la sua squadra attraverso cinquantaquattro miglia di bufere di neve e temperature di -40°C.

Quando la squadra giunse con successo ad Anchorage per ottenere l’antidoto, Balto fu accolto come un eroe.

Nel 1995, la sua storia è diventata l’argomento di un film d’animazione. È stato anche immortalato da una statua a Central Park, e il suo corpo tassidermato è in bella vista nella sua personale sezione del Museo di Storia Naturale di Cleveland.

Mickey Mouse è da quasi cento anni il topolino più famoso dell’universo

Probabilmente, è il topo più famoso di tutti i tempi. L’outfit, la voce, la risata e le orecchie distintivi di Topolino lo hanno reso il simbolo più iconico e popolare dell’infanzia, della magia e del divertimento.

Mickey Mouse fece il suo debutto davanti al pubblico in “Steamboat Willie”, un cortometraggio animato del 1928 e il primo del suo genere a sincronizzare l’animazione e l’audio. Da allora, negli ultimi cento anni (circa), Topolino è stato con noi per tutto questo tempo.

Secondo la Disney, Topolino è una figura della cultura popolare amata da quasi il novantotto per cento dei bambini di tutto il mondo e di tutte le età, riporta TIME.

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S.S.

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