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Le malattie trasmissibili dai cani randagi: modalità di contagio e cura

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:03
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Le malattie trasmissibili dai cani randagi all’uomo sono diverse, ma vediamo quali sono le più frequenti, come si trasmettono e come si curano.

cani randagi
Malattie trasmissibili dai cani randagi.(Foto Pixabay)

Le zoonosi sono quelle malattie che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo e viceversa. Queste zoonosi possono essere dirette, cioè vanno dal cane o altri animali  alla persona e indirette se è necessaria la partecipazione di una specie intermedia come una zanzara. Ma per l’esattezza, in questo articolo tratteremo le malattie trasmesse dai cani randagi.

Malattie trasmissibili dai cani randagi

cane randagio
Cane randagio.(Foto Pixabay)

Esistono in effetti, un numero piuttosto limitato di malattie che il cane può trasmettere all’uomo, non sono così tante, né sono così frequenti, almeno nel nostro paese.

Ma trattandosi comunque di animali di strada e perciò non soggetti a visite mediche periodiche e a vaccinazioni è probabile che siano soggetti a patologie infettive e che siano portatori di esse. Di seguito tratteremo le principali malattie trasmesse dai cani randagi.

Rabbia

La Rabbia nel cane randagio viene trasmesso attraverso la saliva e le secrezioni. Per contrarre la Rabbia, il cane dev’essere morso da un altro animale con questa malattia, perché passi all’uomo poi lo stesso cane deve morderlo o comunque il suo sangue o la sua saliva devono entrare in contatto col sangue umano.

La rabbia è una gravissima malattia infettiva, sostenuta da un virus della famiglia Rhabdoviridae. Se non curata in tempo, resta comunque una malattia letale. Coinvolge il sistema nervoso e le ghiandole salivari. Ha sintomi molto diversi ma possiamo riconoscere alterazioni del comportamento, cambiamenti di tono vocale, salivazione abbondante e convulsioni.

Attualmente, la vaccinazione dei cani e delle volpi rappresenta l’unico modo di tenere sotto controllo l’eventuale contagio. Ecco perché per i cani randagi non soggetti a prevenzione e quindi vaccinazione potrebbe incorrere il rischio e rientrare tra la malattie trasmesse dai cani randagi all’uomo.

Rogna

La rogna nel cane, detta anche scabbia, è una malattia causata da un particolare tipo di acari che infestano l’animale, annidandosi sul suo strato epidermico. È molto contagiosa, non solo tra animali, ma anche verso l’uomo.

La trasmissione all’uomo avviene per contatto diretto (mani o braccia) da animali fortemente infestati, Per fortuna si tratta di una malattia i cui sintomi, sono abbastanza semplici da individuare.

Difficilmente possono essere confusi con altro, perché gli effetti della rogna sulla pelle del cane sono molto evidenti. Solo il veterinario può decidere qual è la cura più adatta per il  cane, in base ad età, peso e grado di gravità della malattia.

Nei casi più lievi la sua scelta potrà cadere su prodotti ad uso topico, da spalmare sulle parti interessate, mentre per un intervento più mirato potrà prescrivere rimedi da somministrare per bocca e infine, nei casi di dermatite grave, potrebbe rendersi necessaria anche una cura antibiotica.

Dermatofitosi o tigna

Fra le malattie trasmissibili dai cani randagi, abbiamo anche la tigna è una micosi della cute causata da un fungo (dermatofita), che vive sui peli e nelle sacche pilifere del gatto principalmente ma anche dei cani.

Questo fungo può infettare un animale con contatto diretto oppure indiretto, tramite superfici od oggetti inquinati da peli, polvere o cellule epiteliali di animali contagiati. Anche l’uomo può essere colpito, in questo caso avrà eruzioni cutanee arrossate e che danno prurito.

L’infezione da tigna nel cane, può guarire spontaneamente in circa tre mesi. Nella maggior parte dei casi tuttavia la terapia viene effettuata, se non altro perché vi è il rischio di contagio anche per l’uomo. Per evitare il contagio è consigliabile non lasciare il proprio cane a contatto con cani randagi che si sa o si sospetta abbiano la tigna.

Salmonellosi

La salmonellosi nel cane, è un’infezione causata da un batterio che si trova di solito nella carne o nelle uova crude. Anche questa è una zoonosi, il che significa che può diffondersi tra animali e umani.

Ecco perché bisogna lavarsi bene le mani con acqua calda e sapone dopo aver accarezzato il cane. I cani che hanno contratto la salmonellosi possono essere portatori asintomatici o presentare una serie di sintomi, a seconda della gravità dell’infezione.

L’infezione si trasmette per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate o per contatto. Ecco perché bisogna fare attenzione anche quando si porta il cane a passeggio, è importante evitare che possa ingerire le feci di cani randagi.

Per il trattamento bisognerà procedere con la cura della gastroenterite provocata da questo batterio ed evitare la disidratazione del cane. Molto importante è reintegrare i liquidi e i sali minerali, che servono per compensare quelli persi con il vomito e la diarrea.

Leptospirosi

La Leptospirosi nel cane è causata da un batterio, è una grave zoonosi, ovvero una malattia che colpisce anche l’uomo. È potenzialmente fatale se non riconosciuta in tempo. Le principali vie di trasmissione diretta sono il contatto con urina infetta (di cane, di topo), contatto con sangue o per via transplacentare.

Le vie di trasmissione indiretta sono le acque, il terreno, il cibo e le lettiere contaminate. Il modo in cui un cane randagio malato può trasmettere la malattia è l’urina infetta. Le leptospire sono in grado di entrare nell’organismo anche attraverso piccole ferite cutanee e le mucose.

Non è raro che l’uomo si infetti tramite piccole ferite cutanee, toccando le urine infette di un cane. La malattia si manifesta in fase acuta e, se non trattata, può portare alla morte. La Leptospirosi classicamente colpisce rene e fegato. A seconda del sierotipo, si avrà maggior coinvolgimento di un organo piuttosto che un altro.

Il trattamento prevede una terapia per uccidere le Leptospire e una per aiutare l’organismo del cane. Si può fare prevenzione per la Leptospirosi nel cane usando l’apposito vaccino. Ragion per cui è più diffusa nei cani randagi che non sono soggetti a vaccinazioni.

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Raffaella Lauretta