Home Cani Salute dei Cani Malattie più comuni dell’Irish Wolfhound: di cosa si ammala e cosa sapere

Malattie più comuni dell’Irish Wolfhound: di cosa si ammala e cosa sapere

Un cane sempre in forma? Bisogna conoscere tutto sulla sua salute a partire dalle patologie: le malattie più comuni dell’Irish Wolfhound.

Malattie più comuni dell'Irish Wolfhound
(Foto AdobeStock)

Dalla stazza non si direbbe che questo esemplare può essere ‘scalfito’ da qualche patologia, eppure potrebbe essere così. Ecco dunque una panoramica generale sulla sua salute e su tutte le malattie più comuni dell’Irish Wolfhound. Conoscendo meglio in generale i problemi che potrebbero affliggere questa razza di taglia grossa e dall’aspetto spettinato, potremmo imparare a prevenirli o a segnalare fin dal principio i segnali al nostro veterinario di fiducia.

L’Irish Wolfhound: salute e vita media

Sebbene si tratti di un esemplare sportivo e dinamico, purtroppo la sua vita, come vedremo, può essere ‘costellata’ di patologie che interessano varie parti del corpo. Tanto è vero che questo cane non ha un’aspettativa di vita particolarmente lunga.

Irish Wolfhound coppia
(Foto AdobeStock)

La sua vita media infatti si aggira intorno agli 8 anni, ma bisogna fare attenzione alla sua salute cagionevole quando si tratta di alte e basse temperature: infatti non ama lavorare quando fuori fa molto caldo e al contrario, in inverno, è opportuno non lasciarlo dormire all’esterno.

Malattie più comuni dell’Irish Wolfhound: quelle che interessano le ossa

Poiché purtroppo un Irish Wolfhound può essere affetto da varie patologie, è meglio suddividerle a seconda della parte del corpo interessata. Iniziamo dalle ossa che, nel caso dei cani di media e grossa taglia, sono spesso affette da malattie molto comuni, come appunto:

Irish Wolfhound
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La sindrome della coda morta o fragile detta anche ‘cold tail’, comporta un mancato funzionamento della coda, e il cane non riesce più a scodinzolare. La osteodistrofia ipertrofica, meno conosciuta delle precedenti, è una malattia che interessa la crescita delle ossa del cane e che può colpire esemplari tra i 2 mesi e i 6 mesi di vita. E’ piuttosto rara ma può colpire a volte anche un’intera cucciolata!

Malattie più comuni dell’Irish Wolfhound agli occhi

Purtroppo anche i suoi dolcissimi ed espressivi occhi possono essere interessati da qualche patologie che, alla lunga, potrebbe compromettere non solo la qualità di vita ma anche la stessa vista del cane. Stiamo parlando in particolare di:

Irish Wolfhound
(Foto AdobeStock)

Nel primo caso si tratta di una anomalia della retina, caratterizzata da un proliferare di alcune parti costituenti, che appaiono come piaghe retiniche benigni focali/ multifocali; non si tratta di un disturbo progressivo e per fortuna non potrà evolvere fino alla cecità.

Malattie più comuni dell’Irish Wolfhound: altre patologie importanti

Purtroppo non è finita qui, poiché questo esemplare può ammalarsi di patologie che possono interessare anche altre parti del corpo: ad esempio è frequente la torsione gastrica ma anche un problema al cuore noto come cardiomiopatia dilatativa nel cane.

Irish Wolfhound
(Foto AdobeStock)

Se l’Irish Wolfhound ha difficoltà a deambulare e a mantenere un’andatura normale, è probabile che sia affetto dalla Sindrome di Wobbler, che comporta una compressione delle vertebre cervicali con una pressione del midollo spinale e delle radici nervose.

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La malattia di von Willebrand invece interessa la coagulazione del sangue, che si rallenta, e che è spesso causa di emorragie molto prolungate. Quando invece l’articolazione del gomito si infiamma, questa razza può soffrire di igroma o borsite (del gomito), causata dalla raccolta di liquido sinoviale nella capsula articolare.

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Infine ma non meno importante, facciamo attenzione a non fargli prendere colpi d’aria e a non farlo raffreddare, poiché questo cane è soggetto a episodi di polmonite. Inoltre tra i 4 e gli 8 mesi di vita, certi esemplari possono soffrire di shunt nel cane, ovvero una anomalia vascolare che si trova all’interno del fegato (intraepatica) o al suo esterno (extraepatica). Quest’ultima appare più semplice da curare, o meglio ha maggiori possibilità di successo.