Home Curiosita Dinosauri cannibali, quali erano e come si comportavano nell’antichità

Dinosauri cannibali, quali erano e come si comportavano nell’antichità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:03
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I dinosauri sono da sempre animali spaventosi e feroci, ma da ora saranno ancora più aggressivi agli occhi di tutti: ci sono prove di dinosauri cannibali.

Dinosauri cannibali: il Majungasaurus
Dinosauri cannibali: il Majungasaurus (Foto YouTube)

Tra gli animali più affascinanti ma anche spaventosi, i dinosauri occupano un posto d’onore per grandi e piccini. Soprattutto quelli davvero enormi e famosi, come il Tirannosaurus Rex, sono solitamente il simbolo di un animale che davvero paura, per quanto sia ormai estinto da milioni di anni. Ma anche il terribile Allosauro, un enorme animale di 9 metri di lunghezza e dall’enorme cranio con potenti mascelle e denti affilati, è una delle icone più famose di questi rettili del Giurassico. E come se non bastasse quello che sapevamo riguardo le brutali abitudini alimentari e di caccia di questi carnivori, da oggi c’è una riga in più nel loro curriculum di ferocia: sono stati scoperti dinosauri cannibali.

Il temibile Allosauro

Dinosauri cannibali: il temibile Allosauro
Dinosauri cannibali: il temibile Allosauro (Foto Pinterest)

L’Allosaurus, un enorme bestione che era in circolazione nell’alto giurassico, circa 150 milioni di anni fa, era un predatore attivo di grandi animali (i sauropodi), e per cacciarli usava il suo cranio come fosse un’ascia, gettando la testa in avanti contro la sua preda con la bocca spalancata, facendo conficcare i denti nella carne. Poi, usando i denti come una sega, tagliava e strappava i bocconi. E come se non bastasse questo quadro di violenza, era anche un cannibale.

Impressionante, vero? Questa recente scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori americani, studiando una collezione di ossa fossili di una cava del Colorado. Dall’analisi di oltre 2.000 frammenti, hanno scoperto una serie di impronte, che hanno dimostrato che i caratteristici morsi del terribile Allosauro erano presenti su esemplari di specie identiche. Quindi, mangiavano i loro simili. Questi morsi erano presenti anche nei ceratosauri, delle terribili lucertole cornute, che probabilmente si comportavano allo stesso modo.

Si tratta delle prime prove dirette di dinosauri cannibali: finora tra gli studiosi di questo gruppo di animali regnava qualche sospetto, ma non c’erano ancora le certezze. C’è in realtà il sospetto che anche un Tirannosauro ed un dinosauro del Madagascar abbiano avuto questo comportamento: ma si trattava di casi isolati, mentre con l’Allosauro e i Ceratosauri sembra che fosse una pratica abbastanza comune.

I segni dei morsi sulle ossa

scheletro fossile dinosauro
Uno scheletro fossile di dinosauro (Foto Pinterest)

Gli studiosi hanno sempre creduto che i dinosauri di questo periodo preferissero mangiare la morbida carne, ed ignorare le ossa. Infatti, evidenti segni del genere non sono mai stati riscontrati finora nei reperti trovati. Si riteneva che le tracce dei denti fossero occasionali, a causa più della rimozione della polpa, che dell’uso attivo. Non erano come i coccodrilli e le iene, che sgranocchiano regolarmente le ossa delle prede. 

Invece, queste nuove ricerche mostrano che gli allosauri lo fanno. In effetti, alcune ossa erano state letteralmente sbriciolate, mentre altre avevano dei segni profondamente incisi. In alcuni casi, addirittura, i solchi – in particolare quelli di erbivori (i Sauropodi e il Mymoorapelta maysi, un dinosauro corazzato) – corrispondono alle parti che in genere ai carnivori piacevano di più, come le cosce o gli organi interni. Molti solchi sono stati riscontrati anche su ossa di dinosauri carnivori, ed in questo caso provenivano dalla colonna e dalle gambe vertebrali, attorno alle quali non c’è molta carne. E il 17% apparteneva agli allosauri.

Dalla disposizione dei numerosi morsi, gli studiosi hanno anche potuto notare che gli animali stavano evidentemente attraversando un momento difficile, per scarsità di cibo la fame li ha costretti a cercare di trovare tutto il cibo possibile. In effetti, a quel tempo, non era facile sopravvivere. La regione del Colorado era costituita da una pianura attraversata da fiumi a flusso lento, molto simile all’attuale Amazzonia

Era un paradiso pieno di piante, (tra cui le uniche ancora in vita oggi sono gli Araucarias e il Ginko biloba), ma purtroppo veniva periodicamente colpito da incendi e siccità. L’alimentazione poteva essere rara, perché gli erbivori (la preda più ricercata), in quelle estreme condizioni climatiche erano scarsi. 

Ecco perché probabilmente furono costretti a cercare qualunque forma di cibo fosse disponibile, anche mangiando il loro stesso genere. Un’ulteriore prova viene dal fatto che addirittura le dita dei piedi erano state masticate: un segno che chi ha mangiato quel dinosauro o era arrivato tardi al pasto (e ha trovato solo quello da mangiare), o in giro c’era davvero poco tra cui scegliere.

Il caso del Majungatholus atopus

Dinosauri cannibali Allosauro
Una riproduzione dell’Allosauro (Foto Flickr)

Qualche anno fa, i ricercatori hanno scoperto varie ossa di Majungatholus recanti segni di morso delle dimensioni dello stesso dinosauro: l’unica spiegazione logica è che questo teropode di una tonnellata, di 6 metri di lunghezza, ha predato altri membri della sua stessa specie, o per divertimento o perché era particolarmente affamato. Da allora, il Majungatholus ha cambiato il suo nome in Majungasaurus: leggermente meno impressionante, ma era ancora il predatore principale del tardo Cretaceo in Madagascar.

Ovviamente con quella ricerca i media si sono divertiti a scrivere di dinosauri cannibali. Il Majungasaurus fu presto diffamato in tutto il mondo come un predatore amorale, che mangiava senza rimorso amici, famiglia, bambini e sconosciuti casuali. Era solo una questione di tempo prima che i documentari mostrassero questi dinosauri in modalità lotta all’ultimo sangue con conclusione in stile “Hannibal Lecter del Mesozoico”.

In realtà, il Majungasaurus (o Majungatholus), era finora uno dei pochi dinosauri per i quali avevamo prove indiscutibili di cannibalismo. L’unico altro genere che si avvicina un po’ è il Celofisio, un antico teropode che si riuniva a migliaia negli Stati Uniti del sud-ovest. Si credeva una volta che alcuni fossili di Celofisi adulti contenessero i resti parzialmente digeriti di giovani della stessa specie, ma ora sembra che questi fossero in realtà piccoli coccodrilli preistorici, misteriosamente simili a dinosauri come l’Hesperosuchus. Quindi il Celofisio (per ora) è stato scagionato da tutte le accuse, mentre il Majungasaurus è stato dichiarato colpevole oltre ogni ragionevole dubbio.

Non solo i dinosauri: ogni animale può essere cannibale

Squalo toro
Squalo toro: anche altre specie sono cannibaili. (Foto AdobeStock)

Ma la domanda da farci non dovrebbe essere “Perché mai un dinosauro sarebbe cannibale?”, ma piuttosto “Perché i dinosauri dovrebbero essere diversi da qualsiasi altro animale?”. Il fatto è che migliaia di specie moderne, dai pesci agli insetti ai primati, si impegnano nel cannibalismo, non come una scelta morale imperfetta, ma come una risposta dettata da condizioni ambientali stressanti. 

Alcuni esempi? Ancor prima che nascano, gli squali toro si cannibalizzano a vicenda nel grembo materno, il cucciolo più grande di squalo (quello con i denti più grandi) divora i suoi fratelli sfortunati. I leoni maschi (ed altri predatori) uccidono e mangiano i cuccioli dei loro rivali, al fine di stabilire il dominio nel branco e garantire la sopravvivenza della propria linea di sangue. Anche gli scimpanzé in natura a volte uccidono e mangiano i loro cuccioli, oppure i cuccioli di altri adulti nella comunità.

Questa definizione limitata di cannibalismo si applica solo agli animali che uccidono deliberatamente e poi mangiano altri membri della loro stessa specie. Ma possiamo ampliare enormemente la definizione includendo i predatori che consumano opportunisticamente le carcasse dei loro compagni di branco: certamente una iena africana non si farebbe molti problemi a cibarsi del corpo di un suo simile morto da due giorni, e la stessa regola senza dubbio va applicata al normale Tyrannosaurus Rex o al  Velociraptor medio.

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F. B.