Stipati nelle gabbie a bordo di un camion: in provincia di Udine i carabinieri hanno sequestrato numerosi cuccioli di razza Caucaso, Corso e altri esemplari di taglia grande.

Non sono i soliti “toy” da salotto, ma piccoli giganti destinati a diventare guardiani o compagni imponenti. Eppure, davanti alla crudeltà del traffico illegale, la taglia non conta: la sofferenza è la stessa. A Pertegada, frazione di Latisana, i Carabinieri hanno interrotto l’ennesimo viaggio della speranza, portando alla luce un carico di 19 cuccioli di razza stipati in condizioni degradanti a bordo di un camion con targa straniera.
Carabinieri sequestrano in provincia di Udine cuccioli di razza Caucaso e Corso: il salvataggio dei quattro zampe ora adottabili
L’operazione, frutto di un’attività d’indagine mirata condotta dall’Aliquota Radiomobile della Compagnia locale, ha rivelato una realtà inquietante. A differenza dei sequestri che solitamente riguardano Barboncini o Volpini, questa volta il mercato nero puntava su razze di grossa taglia, molto ricercate ma spesso difficili da gestire: Pastori del Caucaso, Kangal, Corsi e American Bully.

Gli animali viaggiavano ammassati in sei piccole gabbie, in uno spazio del tutto incompatibile con le loro necessità etologiche e il loro benessere. L’intervento ha richiesto il supporto specialistico del Centro Anticrimine Natura di Udine, del Nucleo CITES di Trieste e dei veterinari dell’ASUFC, che hanno immediatamente provveduto ai controlli sanitari. Ciò che è emerso dal controllo dei documenti è il ritratto di un sistema criminale ben collaudato. I due cittadini stranieri a bordo del mezzo avevano con sé un vero e proprio “kit del falsario”.
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Le forze dell’ordine hanno sequestrato 14 passaporti pet palesemente contraffatti o incompleti; 12 fiale vuote di vaccino antirabbico (utilizzate per simulare profilassi mai avvenute); siringhe per l’inserimento di microchip e libretti sanitari “in bianco”. Molti dei cuccioli erano sprovvisti di microchip, rendendo impossibile la tracciabilità della loro origine. Per i due trasportatori è scattata immediatamente la denuncia per traffico illecito di animali da compagnia, maltrattamento e falsità ideologica.

Il Friuli-Venezia Giulia, con le sue arterie che collegano l’Italia all’Est Europa, si conferma uno snodo cruciale per questa tratta. Udine e Gorizia sono da anni in prima linea nel contrasto alle cosiddette puppy mills, le “fabbriche di cuccioli” situate oltre confine. In queste strutture, le fattrici vengono sfruttate fino allo sfinimento per sfornare esemplari da immettere nel mercato occidentale, dove la domanda di cani di razza a basso costo rimane altissima. “È un mercato alimentato da acquirenti che cercano il ‘prezzo affare’, ignorando che dietro quel risparmio si cela la tortura di madri recluse e viaggi infernali per cuccioli troppo piccoli per essere staccati dalla cucciolata,” spiegano le associazioni protezioniste.
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Fortunatamente, per i 19 piccoli protagonisti di questa triste vicenda, il futuro sembra aver preso una piega diversa. I cani saranno disponibili per essere affidati a privati. I carabinieri hanno informato che i cittadini interessati sono tenuti a compilare un modulo e a inviarlo all’indirizzo email dell’azienda sanitaria competente: asufc@certsanita.fvg.it.

Dopo le cure veterinarie necessarie per rimediare allo stress del viaggio e alle carenze igieniche, i cuccioli sono stati posti sotto sequestro. Le autorità hanno reso noto che i cittadini interessati potranno presentare richiesta di affido temporaneo. Un’opportunità per queste “piccole guardie” di crescere finalmente in un ambiente sano, lontano dalle gabbie metalliche e dal cinismo di chi vede la vita solo come una merce di scambio. L’appello delle forze dell’ordine rimane però fermo: adottare consapevolmente, preferendo i canili o allevatori certificati che garantiscano il rispetto delle leggi e, soprattutto, della dignità animale. (di Elisabetta Guglielmi)