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Curiosità sul gatto delle sabbie: quello che non sapevamo di questo felino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:26
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Uno degli animali più particolari tra i felini, il gatto delle sabbie è poco noto e davvero particolare. Non è certamente pronto per le nostre coccole, ma nonostante il suo sguardo da duro resta adorabile!

curiosità sui gatti delle sabbie
Gatto delle sabbie con il suo cucciolo (Foto Facebook)

Il gatto delle sabbie è un piccolo felino che vive negli aridi deserti dell’Africa e Asia, in aree così calde e asciutte che nemmeno il gatto selvatico africano le abita, nonostante sia abituato al deserto. Parliamo di zone quali il deserto arabico, il Sahara, i deserti di Iran e Pakistan. E con quelle orecchie soffici, occhi grandi e naso piccolo, è facile scambiare il gatto delle sabbie con un gattino affascinante. Ma sarebbe un grosso errore! Anche se condividono molti tratti con i gatti domestici, i gatti delle sabbie sono selvaggi all’esterno, e sono dei veri campioni del duro ambiente desertico. Ecco alcune cose che non conoscevamo su questa specie di felini.

Curiosità sul gatto delle sabbie

gatto delle sabbie
Gatto delle sabbie: tante curiosità su questo adorabile felino (Foto Pixabay)

Il nome scientifico del gatto delle sabbie è Felis Margarita

Conosciuto anche come gatto delle dune di sabbia, il nome scientifico di questo felino deriva non dalla famosa bevanda cocktail, ma dal capo della spedizione che portò alla scoperta della specie nel 1858, Jean Auguste Margueritte. Il primo europeo a descrivere la specie (nel 1858) fu Victor Loche, che le diede questo nome.

L’unico felino che vive principalmente nel deserto

I gatti delle sabbie si sono adattati per vivere nelle calde e aride condizioni dei deserti che vanno dal nord Africa fino ad Israele. I suoi piedi pelosi lo aiutano a camminare lungo paesaggi rocciosi e caldi, e le sue grandi orecchie aiutano a raffreddare questo felino.

Sono gli unici tra i felini asiatici a presentare lunghi peli tra le dita. Questo “cuscino di pelliccia” che si trova sulle piante dei piedi, permette un isolamento quando l’animale si sposta sulla sabbia rovente. Questa caratteristica, insieme agli artigli delle zampe posteriori sono piccoli e smussati, rende molto difficile seguire e localizzare le impronte del gatto delle sabbie.

Non sono adatti ad essere animali domestici

Gatto delle sabbie
Lo sguardo di questo felino non è certo amichevole. (Foto Flickr)

Con un peso di 1,5-3,5 kg circa, questi gatti selvatici sembrano gatti domestici, ma non è così: si tratta di predatori carini e di dimensioni piccole, ma comunque feroci. Questi felini sono abituati alla dura vita del deserto e non hanno paura (quasi) di niente. Serpenti? Una cena gustosa! Niente acqua nelle vicinanze? Nessun problema. Fuori è buio? Un ottimo momento per una caccia serale!

Il gatto delle sabbie preferisce terreni piatti od ondulati, con vegetazione sparsa ed evita le dune completamente spoglie, dove il cibo è più scarso. Può sopravvivere a temperature comprese tra i -5° e i 52°C, ritirandosi all’interno della tana quando le condizioni si fanno più estreme. Anche se beve acqua se disponibile, riesce a sopravvivere per mesi senza di essa, ricavando i liquidi necessari dal cibo che mangia.

I gatti delle sabbie sono solitari

A differenza dei loro “cugini” più grandi, i leoni con il loro branco, i gatti delle sabbie restano in solitudine per la maggior parte dell’anno. Si riuniscono solo per accoppiarsi, e di solito partoriscono un massimo di cinque cuccioli. Questo rende difficile anche stimarne il numero reale in natura.

Miagolano come i gatti domestici – e abbaiano come i cani

curiosità sui gatti delle sabbie
I gatti delle sabbie comunicano con miagolii e guaiti, tra l’altro (Foto Flickr)

Quando i gatti delle sabbie si incontrano, tuttavia, hanno una serie di richiami e versi. Fanno le fusa e miagolano proprio come i gatti di casa, ma possono anche avere versi diversi da quelli che associamo ai felini: non è strano sentirli guaire come un cagnolino!

Sono davvero veloci!

I gatti delle sabbie possono correre fino a 40 chilometri all’ora: sono cacciatori, dopo tutto! I loro piedi densamente ammortizzati, assieme a questi corpi piccoli, permettono loro di scattare facilmente sulla sabbia. Come termine di paragone, il gatto domestico può correre a 48 km/h (massima, ovviamente), mentre l’uomo corre a una velocità media di 45 km/h.

Vivono in cunicoli 

Gatti sabbia deserto
Vivono in cunicoli scavati nella sabbia (Foto YouTube)

Questi gatti sono dei bravissimi scavatori. Anche alcune delle loro prede, sono scavatori, quindi devono essere in grado di scavare per raggiungerli durante la caccia. E come alcuni animali (gli scoiattoli, ad esempio), anche questi felini tendono a seppellire il loro cibo, da mangiare in seguito.

Come casa usano di solito le tane abbandonate da animali come volpi o istrici, ma a volte usano quelle quelle di piccoli roditori come i gerbilli, allargandole. Una volta completata, la tana del gatto delle sabbie è in genere diritta, con un’unica entrata, e può raggiungere i 3 metri di lunghezza.

I gatti delle sabbie sono minacciati da trappole e degrado dell’habitat

Gatti sabbia deserto
Un cucciolo di gatto delle sabbie (Foto YouTube)

I gatti delle sabbie sono considerati come “quasi minacciati”. In alcune regioni, sono considerati invece in pericolo. Infatti, la caccia a questo felino è proibita in Israele, Algeria, Iran, Kazakistan, Pakistan, Mauritania, Niger e Tunisia (ma non in Arabia Saudita, Egitto, Mali, Marocco, Oman, Emirati Arabi Uniti,).

Spesso cadono preda delle trappole che sono predisposte per i predatori di bestiame. Purtroppo, alcuni vengono catturati per essere venduti illegalmente come animali domestici. Negli Stati Uniti sono presenti 26 gatti delle sabbie in cattività, e ci sono stati anche esperimenti negli zoo per la riproduzione in vitro con successo.

Gli zoologi cercano di aiutare il recupero delle popolazioni selvatiche

Oltre alla presenza di leggi che ne vietano la caccia, gli zoologi di tutto il mondo stanno cercando di permettere ai gatti delle sabbie di vivere e crescere in numero. Con dei programmi per farli riprodurre in cattività, come quello fruttuoso al Ramat Gan Safari di Tel Aviv, le popolazioni di gatti delle sabbie si stanno lentamente riprendendo in tutto il mondo.

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Fabrizio Burriello