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Capire la razza del gatto: come determinarlo, da razze miste a purosangue

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:07
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Se amiamo i mici, ci può capitare di voler capire di che razza è il gatto che tanto amiamo. E ci sono molti modi per capirlo in modo piuttosto semplice.

Capire la razza del gatto: come determinarlo, da razze miste a purosangue
Tutti i metodi per capire la razza del nostro gatto (Foto AdobeStock)

Quando adottiamo un gatto, spesso non siamo certi di che razza sia, soprattutto se era un trovatello o un gatto di razza mista. Se vogliamo capire quindi da dove deriva il nostro micio, possiamo usare molte informazioni puramente visive come il colore del pelo, la forma delle orecchie, il carattere, la forma del viso, il colore degli occhi, la lunghezza delle zampe, e tanto altro. Ma c’è tanto che possiamo usare per capire di che razza è e se è un gatto di razza pura o se di razza mista.

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Di che razza è il nostro gatto?

Fare foto al gatto
Un gatto tartarugato, come si può vedere dal suo pelo (Foto Unsplash)

Rispetto ai cani, è un po’ più complesso capire di che razza è un gatto. Ma è possibile farlo a partire da fattori come: 

  • Colore e tipo del pelo
  • Comportamento
  • Segni sulla pelliccia
  • Corporatura
  • Forma del viso
  • Forma delle orecchie
  • Colore e forma degli occhi
  • Vocalità

Innanzitutto, possiamo determinare facilmente la lunghezza della sua pelliccia. Soprattutto per le razze miste, i veterinari classificano i gatti in base alla lunghezza del pelo. Un gatto domestico a pelo corto è a tutti gli effetti una razza di origini miste. 

Giusto per avere un’idea, nei soli Stati Uniti ci sono 80 milioni di gatti domestici a pelo corto, pari al 90-95% dei gatti presenti sul territorio. Ovviamente non vanno confusi con razze quali British Shorthair o American Shorthair.

Abbiamo poi i gatti domestici a pelo medio, con pelliccia a doppio strato. Hanno comportamento e carattere variabili da esemplare a esemplare, e anche il colore di occhi e pelo (e i motivi sulla pelliccia) sono notevolmente diversi.

gatto pelo
Un meraviglioso gatto a pelo lungo. (Foto Pixabay)

I gatti domestici a pelo lungo tendono a essere più grandi in quanto dimensioni rispetto ai loro “cugini” a pelo corto o medio. Hanno pelliccia soffice, sono solitamente indipendenti e affettuosi in quanto a carattere, ma non mancano esemplari un po’ più solitari.

I colori del pelo sono solitamente abbinati a un determinato colore di occhi. Ecco le combinazioni principali:

  • Colore del pelo: bianco – Colore degli occhi: marrone.
  • Colore del pelo: cannella – Colore degli occhi: blu.
  • Colore del pelo: crema – Colore degli occhi: nocciola.
  • Colore del pelo: beige – Colore degli occhi: verde.
  • Colore del pelo: lilla – Colore degli occhi: oro.
  • Colore del pelo: rosso (arancio) / cioccolato (marrone) / fumo / blu (grigio) / nero – Colore degli occhi: qualunque colore (o quasi).

Ci sono poi alcune razze di gatti che tendono ad avere occhi di colore diverso (una condizione detta “eterocromia”). Questa condizione è considerata un’anomalia genetica, e anche se avviene principalmente nei gatti dal pelo bianco, ci sono alcune razze predisposte a questa condizione. Tra queste abbiamo: gatto himalayano, Cornish Rex, persiano, gatto d’Angora, Japanese Bobtail, White Russian, Ragdoll, Van Kedisi, Oriental Shorthair, Turkish Van.

Capire la razza del gatto con il pelo

gatto soriano
Gatto “Tabby” o soriano: si capisce dal segno “M” sulla fronte (foto Pixabay)

Possiamo capire di che razza è il nostro gatto anche osservando il colore e i motivi del suo pelo. Vediamo come vengono classificati i gatti in base al pelo:

  • Il gatto soriano o Tabby. I gatti soriani di solito hanno solitamente pelo di due colori (con uno principale), ma la caratteristica più specifica è una sorta di “M” sulla fronte. Possono avere varie combinazioni di colori e disegni del mantello. I principali sono: macchiato, a strisce strette parallele, classico con segni marmorizzati (solitamente marrone scuro), rigato senza “M” sulla fronte (come l’abissino).
  • Gatto tartarugato (o calico). In molti paesi, esclusa l’Italia, si usa la distinzione tra gatto tartarugato e calico, dove il secondo tipo indica la presenza di segni bianchi. Nel nostro paese si usa invece equiparare questi due tipi di gatti, che indicano quindi un gatto che ha un mantello con macchie di due o tre colori, a volte anche con striature. Quasi sempre sono femmine, i maschi con questa combinazione di colori/motivi sono piuttosto rari e sterili. Non solo i gatti domestici misti possono avere questa combinazione di colori, anche razze come il Japanese Bobtail e il Cornish Rex possono presentarla.
  • Gatto macchiato tigrato o Torbie. Hanno manto simile al gatto tartarugato, ma con motivi a macchie.
gatto bicolore tuxedo
Un gatto Tuxedo bianco e nero. (Foto Unsplash)
  • Tuxedo: bianchi e (solitamente) neri, hanno segni distintivi come zampe, petto e pancia bianche (a volte anche segni bianchi sul viso). In realtà non sono sempre di colore bianco e nero, il nero può variare in un altro colore.
  • Gatti a puntini (per colore): solitamente hanno corpo chiaro, con estremità scure (viso, coda, orecchie e – nei maschi – inguine). I siamesi spesso hanno questo tipo di colorazione, ma può avvenire anche in altre razze di gatto.
  • Gatti a puntini (per fantasia): può avvenire sia in gatti Torbie, Tabby, e tartarugati

Identificare il gatto da orecchie e viso

Orecchie del gatto
Le orecchie dei gatti, e il loro viso, possono dare informazioni (Foto Pixabay)

Anche la forma del viso di un gatto, nonché le sue orecchie, possono darci molte informazioni sulla sua razza. Alcuni gatti hanno volti stretti (come il siamese), altri hanno teste grandi e rotonde (come il persiano). Anche le orecchie possono essere diverse: alte e a punta, ma anche arricciate o piegate.

Alcune razze hanno orecchie arricciate e piegate, come i gatti American Curl, dove le orecchie si arricciano a partire dalla testa, e gli Scottish Fold in cui le orecchie sono molto premute sulla testa (si tratta di una mutazione naturale). Altre razze hanno orecchie a punta e con ciuffi, come il gatto Norvegese delle foreste e il Maine Coon.

Altri gatti hanno facce “piatte”, le razze di gatti brachicefali. Tra questi, spesso abbiamo i persiani. Altri hanno facce strette e orecchie alte e appuntite, come i siamesi. Questi gatti solitamente hanno corpo magro e lungo, buona struttura muscolare e sono piuttosto vocali.

Il corpo e la coda dei gatti

Il gatto si morde la coda
La coda dei gatti: alcune sono lunghe, altre molto corte. (Foto AdobeStock)

Alcuni gatti hanno gambe molto corte, sono i gatti Munchkin, una razza riconosciuta nel 1995 derivante dall’allevamento per una mutazione genetica. Presentano pseudoacondroplasia, cioè hanno le gambe corte e non la testa grante, presente nei gatti che mostrano invece acondroplasia.

I più comuni tipi di corpo nei gatti sono i seguenti:

  • Semi-straniero: hanno dimensioni medie e forma standard. Razze quali Havana Brown, American Curl, Devon Rex, Sphynx, Showshoe, Munchkin, hanno questa tipologia di corpo.
  • Straniero: hanno corpi lunghi e magri, corporatura sottile e occhi ovali o a mandorla. Le razze con questa tipologia di corpo sono abissino, gatto d’Angora, Russian Blue, Japanese Bobtail.
  • Orientale: questi gatti hanno corpo sottile, arti lunghi, testa triangolare. Alcuni esempi: siamese, Oriental Longhair e Shorthair, Cornish Rex.
  • Cobby: corpo corto e compatto, forma rotonda e muscolosa. Alcuni esempi: himalayano, birmano, persiano.
Gatto British Shorthair
Gatto British Shorthair (Foto Flickr)
  • Semi-Cobby: corpo e ossatura più spesse. Alcuni esempi: Scottish Fold, British Shorthair, American Shortair, Bomba.
  • Sostanziale: grandi dimensioni e corporatura robusta. Le razze con questa tipologia di corpo sono: Maine Coon, gatto Norvegese delle foreste, Ragdoll, Turkish Van, Bengala.

Per quel che riguarda la coda, esistono razze che non hanno coda o hanno una coda molto corta (a parte ovviamente in caso di un infortunio o un difetto di nascita). Ad esempio il Manx e il Japanese Bobtail. Ma altre razze hanno code lunghe e soffici, come il norvegese delle foreste, il Ragdoll, il siberiano, il Maine Coon, il persiano.

Il comportamento e il carattere

Alimentazione del cane e del gatto (Foto Phxere)
Il carattere del gatto può farci capire di che razza è. (Foto Phxere)

Un gatto di razza mista ha alcuni comportamenti specifici. Che sia amante dell’acqua, energico, aggressivo, timido, amante dei cani, si tratta di tanti aspetti che permettono di capire la razza di gatto che abbiamo.

I Ragdoll, ad esempio, sono famosi per un comportamento rilassato (e una pelliccia morbida). Adorano le coccole. I siamesi, invece, sono noti per essere estremamente attivi, nonché molto vocali. I Turkish Van amano l’acqua, mentre i Maine Coon sono la più grande razza di gatti domestici.

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Gatti di razza, incroci, razze miste

Razze di gatti meno conosciute: bengala
Da un incrocio tra leopardo e gatto, è nato il Bengala (Foto Flickr)

Un gatto di razza, per definizione, condivide antenati della stessa razza. Ma quando si tratta di incroci e ibridi, ormai esistono molti tipi di gatti che hanno ormai una classificazione pur non essendo purosangue, una volta che si sono stabiliti e diventano molto popolari. Ecco i più famosi:

  • Bengala: un incrocio tra leopardo asiatico con un gatto domestico. Ha aspetto selvaggio e grandi dimensioni.
  • Cheetoh: un incrocio tra Ocicat (una razza primordiale) e Bengala. Per ora si tratta di una razza sperimentale, in quando ancora non stabilita del tutto.
  • Savannah: un incrocio tra un gatto domestico e un Serval, un gatto selvatico africano. Sono gatti molto lunghi, con zampe lunghe e grandi orecchie. Sembrano un leopardo nell’aspetto.
  • Chausie: un incrocio tra una razza domestica con piccoli gatti selvatici. Sono avventurosi e attivi, e piuttosto grandi.
  • Toygers: riconosciuti nel 2007, nascono da un incrocio tra vari gatti soriani domestici a pelo corto, e sembrano quasi una piccola tigre.

Fabrizio Burriello